In estate la tromba di Eustachio si dimostra più indulgente e ben disposta e talvolta riesce addirittura ad apprezzare la freschezza di canzoni da Festivalbar. Si potrebbe chiamare effetto Vamos a la playa. Ogni estate in fondo ha la sua Vamos a la playa, una canzone che nessuno apprezza in pubblico, ma che poi una volta al sicuro, protetti dai fimnestrini di una macchina viene cantata a squarciagola. Quest'anno la righeira di turno ha un nome che potrebbe appartenere alla vostra compagna di banco del liceo: Valeria Rossi. Siamo più che certi che tra lei Vasco non intercorre nessun grado di parentela, lo capiamo dalla ricercatezza di parole nel testo della canzone. Nella canzone di Valeria le parole sono ben tre, numero che Vasco raggiunge solo mettendo assime tre dischi completi. La canzone di Valeria si chiama proprio "Tre Parole". Le tre parole in questione sono sole, cuore e amore e vengono ripetute all'infinito in un testo. Ogni cantante in crisi creativa si salva con le rime più ovvie del mondo, se è italiano cuore, amore, fiore, se è inglese fire e desire. Fateci caso: se in una canzone sentite la parola desire, state certi che dopo pochi secondi sentirete anche fire. Da qui a farci il fulcro di una canzone però, il passo non è certo breve. Ci ha pensato la suddetta Valeria che ha così coniato il tormentone dell'estate: dammi tre parole: sole, cuore, amore. Solo Umberto Tozzi è riuscito a fare meglio infarcendo una canzone con due parole (ti e amo) ripetute all'infinito e inserite in frasi per lo più senza senso compiuto. Valeria sta imparando, ma di certo il suo "bacio che non sa parlare" non è neanche lontanamente paragonabile al "guerriero di carta igienica" di Tozzi.