Siamo ai minimi termini. Non ci sono più parole per la musica di questo infausto periodo. Non ci sono più nel vero senso del termine. In un mese siamo passati dalle tre parole di Valeria Rossi alla totale assenza di parole di Kylie Minogue. In tempi di totale grigiore musicale avevamo perfino imparato ad accettare la struttura delle canzoni di questi anni: strofa-strofa-rotornello-strofa-ritornello-assolo o intermezzo strumentale (facoltativo)-ritornello ripetuto fino a sfumare. La sperimentazione si sa la fa da padrona, e allora peché non provare a eliminare le parole? Sono una inutile e noiosa perdita di tempo, ma non per non sconvolgere troppo l'orecchio abitudinario del fruitore medio di musica, meglio comnciare col ritornello. Questi devono essere i canoni che hanno indotto Kylie Minogue a scrivere (si fa per dire) Can't get you out of my mind. Un fantastico ritornello dalle parole toccanti che si insunuano in fondo all'anima che ti scuotono e ti fanno riflettere: lallalà lallallallalà la la lallalà. Ungaretti era un povero pivello, due parole (quattro se si considerano pronomi e prepesizioni) per esprimere un concetto: che spreco! Evidentemente era un nullafacente, aveva del tempo da perdere. Kylie no, è una che va subito al sodo e che ha l'incredibile dote di parlare senza parole. Tanto poi nel video si capisce tutto, mostra sapientemente le tette (ma fino a un certo punto) e agita il sederino a ritmo di lallalà lallallallalà la la lallalà. Che cacchio te ne fai delle parole? Chi le ascolta? Meglio guardare un bel culo, no? Pensando ai consumatori più restii ad accettare il progresso, Kylie ha preferito mantenere qualche parola sparsa qua e là nelle strofe. Noi poveri retrogradi che non afferriamo al volo il linguaggio mininalista della Minogue scopriamo così che la canzone narra di un ragazzo che la povera cantante non riesce a togliersi dalla testa. Pensa solo a lui e non sa più come fare. Struggente! Un disattento o un incompetente potrebbero pensare che Kylie esprima solo due concetti nella canzone in questione, il primo nel titolo (non riesco a toglierti dalla testa) e il secondo, che completa l'opera struggente iniziata dall'altro: oh oh oh per favore resta qui. Io non ce la faccio, sarò antiquato, ma non ce la faccio... Ma che cacchio ti costava metterci due parole in quel benedetto ritornello? Bastava anche qualcosa tipo "Baby I miss you", oppure "Gimme trhee words, sun, heart and love". Mi sarei accontetato, davvero! Se perfino Antonacci riesce a riempire le canzoni di parole... E' vero che non hanno un senso compiuto, ma questo è un altro discorso. Ma perché poi mi dilungo così tanto? Sai che forse hai ragione tu, Kylie? Bastava scrivere soltanto lallalà lallallallalà la la lallalà.