Nel buio profondo degli anni di Piombo, tra gli strepiti e le mazzate dell'ultima stagione della Contestazione studentesca e le inquietudini introspettive del successivo Riflusso nella vita privata, nell'estetismo e nella minchioneria minimalista, fiorì la mitica e auratica produzione discografica del rock demenziale italiano. I fulgidi cantori del Nonsense e della Fine della storia, che ci liberarono dalle furbesche litanie del cantautorato militante e spaccapalle, si chiamavano Skiantos, Gaznevada, Squallor. Furono le avanguardie del Trash e del Pulp. Ma non lo sapevano. Il chimismo bizzarro che regolava la segreta e ineffabile combinazione di testi surreali, grottesschi, triviali con melodie artificiose e sonorità trasversali, furono l'anticipazione del futuro dominio commerciale dell'Underground. La mutazione decisiva, che a partire dalla fine degli anni Ottanta, ha consentito al Trash di diventare una legge dell'estetica della Società dello spettacolo, ebbe la sua prima formulazione nelle sperimentazioni e nelle fumisterie di questi demiurghi precursori. Clarence beatifica l'icona degli Squallor: gli Arditi della Demenza sovrana. I loro excursus gergali nella folk song napoletana, l'invenzione delle gag musicali, il cosmo lutulento di poliziotti "stracotti", Deejay "ricchioni", "malafemmine" discinte sono l'apice del pop demenziale italico. Finalmente su Clarence arriva il dossier definitivo sul culto idolatrico degli Squallor.
ARRAPAHO!
Sicuramente vi ricorderete il tormentone di "Ciao, comprati Arrapaho" nato dalla pubblicità di uno tra i più famosi album degli Squallor. Clarence l'ha trovato e ve lo propone con orgoglio.
Estetica demenziale - "Solo un malaccorto bollerebbe gli Squallor di essere semplici turpiloquenti o coprolalici: il parlare sboccato è un’affermazione del distacco dalle passioni che a volte serve a meglio capire: chi cazz’ m’o ffa fà?" Così recita un'attenta guida all'ascolto degli Squallor. Clarence decifra il mistero dell'arte coprolalica.
Filologia demenziale - La ricostruzione storico-epocale della vicenda artistica degli Squallor secondo l'oracolo di Dario Salvatori. Con alcuni significativi appunti filologici degli studiosi più accaniti del leggendario grupppo. Una disputa erudita imperdibile sulla saga partenopea.
Un ginepraio impazzito d'immagini da antologia. Ecco per voi alcune incredibili foto degli Squallor apparse sui giornali dell'epoca. Insieme alle incandescenti e turpi sequenze del cult movie "Arrapaho". Accompagnate, con l'ausilio trash del fumetto, dalle loro frasi più memorabili..