Lorenzo Cherubini, romano, 33 anni, musicista, alias Jovanotti. Impossibile non conoscerlo. E anche se adesso tutti lo associano alla dolce ninna nanna dedicata a sua figlia o alle canzoni pseudo-impegnate imbevute di cultura ontheroad e viaggi intorno al mondo e vogliamoci bene, non dovremmo neppure dimenticare i tempi in cui saltellava come un pazzo con il cappellino all'indietro e la maglietta stelle e strisce al ritmo di "muoviti muoviti man"...
E allora, diamo un'occhiata all'inizio dell'epopea jovanottesca...Comincia tutto con Claudio Cecchetto, ovvero con Radio DeeJay, nel 1987. Lorenzo è un deejay stile american way, che parla a ritmo allucinante, gioca e si diverte, coinvolge e diverte chi lo ascolta. Le sue performance radiofoniche sono un successone. E così si arriva al primo disco: Jovanotti for president, tutto in inglese, una colata di buon umore. Poi vengono i tour in giro per l'Italia, le apparizioni televisive e...il servizio militare, durante il quale, comunque, riesce a produrre un altro disco e a partecipare a un festival di Sanremo.
Fino a quando arriva il momento di Una tribù che balla, un pieno di rappatine funkeggianti ed energiche che dà una bella scossa al panorama musicale italiano. Siamo nel 1992 e l'immagine del ragazzaccio col cappellino e tanta voglia di ballare, quella che fa svenire le ragazzine e storcere il naso ai critici musicali, comincia a cambiare. Lorenzo si butta in una canzone che parla della strage di Capaci, la fa girare nelle radio, e poco dopo se ne esce con Lorenzo 1992, come dire, la metamorfosi. Da qui in poi, Lorenzo è Lorenzo e basta, di Jovanotti rimane solo l'immagine scanzonata e l'allegria, il pensiero positivo, per restare in tema.
Ma non c'è solo la musica. Lorenzo Cherubini adora i libri, legge molto e scrive. Il primo parto letterario risale ancora all'epoca del jovanottone d'assalto: Yo, brothers and sisters è del 1987, un po' una filosofia di vita d'importazione. Il vero salto di qualità, dal punto di vista della scrittura, è Il grande Boh, una via di mezzo fra diario di bordo, appunti di viaggio geografico e interiore e riflessioni sul mondo. Un successone che ha definito in modo molto più preciso il personaggio, nella sua nuova dimensione di guru di un'ideale di vita semplice e genuino, basato sui buoni sentimenti, sulla curiosità e anche un pochino - fans di Lorenzo, perdonateci - su una intelligente strategia di marketing che tiene d'occhio il movimento dei cult per le nuove generazioni...
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