Nasce il 7 giugno del 1958 a Minneapolis, Usa, ed è uno dei più camaleontici talenti della scena musicale di sempre: il suo atout è proprio la capacità di mischiare i generi, sperimentando sonorità pop, funk, folk, rock. E se questo talento è la prima chiave per spiegare il suo successo, la seconda va invece cercata nei misteriosi meandri della psicologia femminile: Prince è infatti riuscito a imporsi pure come sex symbol, nonostante madre natura non sia stata troppo generosa con lui in fatto di estetica... Insomma, una magica alchimia. Alla quale il principe di Minneapolis ha lavorato sodo, rimettendosi sempre in gioco e cercando di anticipare i tempi. La sua prolifica produzione diventa così l'imprescindibile vademecum per capire le tendenze della musica pop (e non solo) contemporanea.
Tutto comincia nel segno di un solido funk-pop, con i primi due album, For you (1978) e Prince (1979). Due album d'assaggio, che preparano il terreno per il suo primo, vero capolavoro, Dirty mind (1980). Nel quale viene tra l'altro tracciato il binomio che starà alla base di tutto il suo successo, quello fra sesso e sperimentazione/contaminazione musicale. Ma Prince non può ancora essere definito una superstar. Si deve aspettare il 1984, con Purple rain: l'ellepì vende più di dieci milioni di copie e sta per 24 settimane al primo posto delle classifiche americane. Musicalmente è il suo album più pop.
Un artista normale, trovato il filone, avrebbe continuato su questa strada commercialmente sicura. Ma non Prince, che anzi decide di cimentarsi con generi assai diversi. Ad esempio, la bizzarra psichedelia di Around the world in a day (1985) e l'art-rock genere anni Sessanta di Parade (1986). Tentativi che non danno buoni risultati di vendita, ma che non scoraggiano il nostro. Le sperimentazioni, insomma, continuano. Anno dopo anno, disco dopo disco. Fra alti (come Sign o'the times, 1987) e bassi (tipo il confuso Lovesexy, 1988), arriviamo così al 1991. Anno per lui fondamentale: al suo fianco debutta la New power generation (band che si dimostrerà la migliore compagna per le sue sperimentazioni) ed esce Diamonds and pearls. L'album, dalle sonorità rhythm & blues rivedute e corrette, diventa il suo maggiore bestseller dopo il mitico Purple rain.
Da allora a oggi Prince ha realizzato, fra ellepì, singoli e raccolte, una cinquantina di titoli. Si è anche infilato in una tortuosa vertenza legale con la casa discografica Warner, ha fondato una sua etichetta (la Npg, New power generation), si è cambiato legalmente il nome: prima è diventato Symbol, poi The artist formerly known as prince (Tafkap), ovvero "l'artista precedentemente conosciuto come Prince". Tanto per non smentire la sua fama di Zelig dello show-biz.
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