In principio furono i Take That. Robbie Williams diventa, infatti, famoso insieme a Gary Barlow, Howard Donald, Jason Orange e Mark Owen, ovvero i "magnifici cinque" componenti della band inglese esplosa all'inizio degli anni Novanta. Una band che vende milioni di dischi, conquista le copertine dei più importanti magazine e scatena l'entusiasmo delle ragazzine. Il tutto, all'insegna di un'insulsa pop-dance. E' dunque un gruppo destinato a breve vita, anche perché i cinque cominciano quasi subito a litigare. In questo si distingue il giovanissimo Robbie (nato a Stoke on Brent, in Inghilterra, il 13 febbraio 1974) che, dopo mumerosi scontri, abbandona il gruppo già nel 1995, un anno prima della loro separazione ufficiale. Ma Williams ha fatto male i suoi conti. La carriera da solista si rivela tutt'altro che facile. Per quasi due anni, di lui si sente parlare solo per i party a base di alcool e droga insieme a Noel Gallagher degli Oasis.
E mentre le sue inconsolabili fans cominciano già a strapparsi i capelli, verso la fine del 1996 esce il primo single, la cover di Freedom '90 di George Michael. L'anno successivo arriva invece il suo primo, vero album solista, Life thru a lens. Un album dove la pop-dance genere Take That diventa un poco più matura e interessante, tanto che l'ellepì conquista l'hit parade inglese e permette a Williams di entrare a far parte del ben più nobile filone del Brit-pop. Nel 1998 pubblica Angels (rarities) (che esce solo per il mercato giapponese) e il secondo album I've been expecting you. Nel 1999 tocca infine a Ego has landed, una compilation con alcuni brani inediti (come la hit Millennium) realizzata appositamente per lanciarlo in Usa e Canada.
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