Capitale: Nairobi Popolazione: circa 29.000.000 Religione: cattolicesimo, protestantesimo, animismo e islamismo Valuta: scellino kenyano Documenti d'ingresso: passaporto. Per gli italiani, il visto non è richiesto Vaccinazioni: nessuna obbligatoria. Consigliabile le profilassi antimalarica e antitifica e controllate di aver fatto il richiamo dell'antitetanica Clima: generalmente abbastanza mite, con notti fresche. Ma bisogna fare attenzione alla stagione delle piogge, che va da marzo a maggio Abbigliamento: estivo in cotone, anche se è consigliabile qualcosa di pesante per la sera. Ottime le scarpe da trekking se pensate di fare dei safari di più giorni in un parco nazionale Aeroporti principali: Nairobi, Mombasa
Per tornare allo speciale Kenya, istruzioni per l'uso
Situato nella zona orientale dell’Africa, il Kenya è un paese vastissimo, con una serie di paesaggi mozzafiato: dalle savane alle spiagge incontaminate per finire con i giganteschi altipiani della zona centrale, dove il clima temperato e fertile di un tempo favorì una rapida colonizzazione. Ed è proprio la natura il primo motivo del successo turistico di questo paese. Una natura talmente affascinante da provocare al viaggiatore occidentale una sorta di piacevole sindrome: il celeberrimo "mal d’Africa". Detto in altre parole, chi ha conosciuto il Kenya, sente il bisogno impellente di tornarci, magari a vivere. Andando più nel dettaglio. I patiti della spiaggia non devono far altro che scegliere una qualsiasi delle località (esclusa la supersputtanata Malindi) lungo le coste dell'Oceano Indiano, splendido in ogni occasione. Chi invece ama l’avventura e il turismo itinerante può dedicarsi ai parchi nazionali e alle riserve, come quelle di Amboseli, Masai Mara o lo Tsavo national park. I seguaci della montagna e del trekking hanno la possibilità di salire sulle vette del Kenya per escursioni alpinistiche che possono raggiungere i cinquemila metri.
Ma, come sempre, non è tutto oro quel luccica. Si tratta infatti di un paese dalle molte anime e contraddizioni, sospeso in maniera spesso non sufficientemente armonica tra tradizione e modernità, tra business turistico ed emozioni d'antan, tra ricchezza e miseria. Molte anime dovute anche alla molteplicità delle etnie che qui si mescolano, frutto delle diverse dominazioni e colonizzazioni: arabi, portoghesi, inglesi, sostituiti oggi da una presenza militare straniera ancora massiccia, seppure piuttosto discreta. Un melting pot culturale il cui risultato è una popolazione estremamente accogliente e disponibile: conoscerla è un altro dei motivi che spingono a un viaggio in Kenya. Ed ecco perché vi consigliamo, se potete, di non affidarvi a un tour organizzato, ma di pensare a un vostro itinerario, senza percorsi, ritmi e località rigidamente contingentate. Tenete presente che i servizi turistici (dagli alberghi ai trasporti) sono di buon livello, per cui vi basta avere una buona guida per auto-organizzarvi senza problemi. Unica avvertenza è quella di fare attenzione ai furti e a girare la notte nelle periferie delle città, mentre dal punto di vista sanitario bisogna considerare il problema della malaria.
Infine, lo shopping: molto interessante è l'artigianato, soprattutto in legno. Ma con la raccomandazione di riuscire a distinguere l’originale dal falso.
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