Capitale: Rabat Popolazione: circa 29.000.000 Religione: islamismo Valuta: dirham Documenti d'ingresso: passaporto. Il visto non è richiesto Vaccinazioni: nessuna obbligatoria. Consigliabile la profilassi antitifica e controllate di aver fatto il richiamo dell'antitetanica. Si raccomanda inoltre di bere solo da bottiglie sigillate e di evitare ghiaccio, verdure o altri cibi crudi Clima: caldo e secco a sud dell'Atlante, "mediterraneo" a nord Abbigliamento: pratico e fresco d'estate, caldo per l'inverno che può essere particolarmente rigido. Si consigliano scarpe comode. Le turiste devono evitare di indossare abiti corti nei luoghi di culto Aeroporti principali: Casablanca, Marrakech, Fès, Meknès, Tetuan
Il Marocco può essere considerato tra i paesi più interessanti del mondo. La posizione geografica che lo vede vicino all'Europa, ma profondamente radicato nel mondo arabo, lo ha trasformato in un ponte naturale tra Occidente e Oriente. Un ponte con una storia antichissima: il Marocco esiste infatti come stato dal 788, quando Idriss primo fu proclamato re a Volubilis (la città romana i cui resti sono ancora oggi visibili). Nel corso dei secoli le coste dell'Atlantico e del Mediterraneo sono state oggetto di arrembaggi fenici, cartaginesi, berberi, bizantini, romani e vandali, fino alla venuta degli arabi nell'ottavo secolo. E le dinastie che d'allora in poi lo hanno governato hanno lasciato tracce artisticamente splendide. Come dimostrano Marrakech (con il suo incredibile cuore pulsante, la piazza Djemaa el-Fna), Rabat, Meknès e Fès, ovvero le quattro "città imperiali". Per non parlare di Tangeri, il porto sullo stretto di Gibilterra, storico legame con l'Europa, con intensissimi scambi di merci e cultura; di Agadir, sull'Atlantico, che dopo essere stata distrutta da un terribile terremoto nel 1960, è rinata, divenendo un centro turistico balneare (abbastanza sputtanato) e della giovanissima Casablanca, eretta quasi a celebrare il paese, sorta di trampolino di lancio verso il futuro. Città tra l'altro ricche di musei che negli ultimi anni sono stati ampliati e arricchiti di nuovi reperti e manoscritti, a testimonianza dell'amore di questo paese verso la sua civiltà millenaria. La conservazione della tradizione avviene anche nei prodotti dell’artigianato locale che si possono acquistare negli immancabili souk (i mercati). Come pure attraverso la cucina e il folklore: piatti le cui ricette sono immutate da secoli vengono preparati in ogni taverna; danze, canti e feste si ripetono ogni anno con lo stesso rituale. Ma ciò che più colpisce del Marocco sono le sue contraddizioni. E' un paese di mare, con spiagge lunghissime e placide, e al contempo terra di catene montuose innevate (il Rif e l'Atlante), dove il paesaggio diventa alpino e addirittura si può sciare. Il suono concitato nelle medine e nei souk delle città si scontra col silenzio quasi imbarazzante del deserto. Il colore infuocato delle mura delle casbah e delle rocce contrasta con i verdissimi e lussureggianti palmeti e con le oasi fertilissime che sorgono là dove l'acqua riesce a sconfiggere l'arsura del deserto. L'enorme duna di sabbia di Merzouga al confine con l'Algeria sta proprio alle spalle delle gole di Todra e della "vallata delle mille casbah" attraversata dal fiume Dadès. In poche parole, un intero universo in uno spazio limitato.
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