Capitale: Kingston Popolazione: 2.400.000, di cui il 90% nera, 8% meticcia, 1% asiatica e meno dell'1% bianca Religione: anglicana (episcopali), battista, ebraica, metodista, cattolica e rastafariana (che crede nella divinità di Hailè Selassiè, il defunto imperatore d'Etiopia) Valuta: dollaro giamaicano Documenti d'ingresso: passaporto e biglietto di ritorno Vaccinazioni: nessuna obbligatoria, a meno che non arriviate da paesi di Asia, Africa, America centrale e Sudamerica. L'acqua è potabile Clima: praticamente un'unica, lunga estate. Sulla costa la temperatura oscilla tra i 26° e i 32°, mentre in montagna il clima è più fresco. Le piogge sono più frequenti tra maggio e ottobre, il periodo degli uragani cade tra agosto e settembre Abbigliamento: vestiti leggeri, tutto l'anno. Al massimo, mettete in valigia un pullover, che potrebbe servirvi la sera. In alcune spiagge si può fare nudismo Aeroporti principali: Kingston e Montego Bay
La Giamaica è forse l'isola dei Caraibi per antonomasia, la sola pronuncia del suo nome evoca paesaggi da sogno, fatti di spiagge bianchissime, palme e mare mozzafiato. Quello che pochi però sanno è che si tratta anche di un paese dalle molte contraddizioni. C'è la Giamaica dei poveri ghettizzati nelle baracche e la Giamaica dei miliardari dalle ville extra lusso. La Giamaica delle piantagioni e quella del pirata Morgan. La Giamaica dei rasta africani e quella dei turisti. Insomma, c'è una Giamaica per tutti i gusti e per tutti i tipi. Tanto che da almeno cinque secoli incanta il viaggiatore occidentale. Se il mito giamaicano come oggi lo conosciamo nasce infatti sul finire degli anni '60, le sue origini risalgono invece a ben prima. Esattamente al 1494 e a Cristoforo Colombo, che la definì come "la più bella isola che occhio umano abbia mai veduto". La terra di quei tempi era conservata nella purezza della sua natura e del suo spirito da ottantamila indiani Arawak, che in meno di sessant'anni scomparirono completamente dall'isola. Prima la dominazione spagnola, poi quella della Gran Bretagna, insinuata dagli attacchi francesi, infine l'agognata indipendenza, concessa il 6 agosto del 1962. Ma la storia della Giamaica, al di là dei suoi dominatori, è la storia dei neri di origine africana che per troppo tempo furono costretti alla schiavitù. La rabbia, la protesta e l'orgoglio di questa gente pulsa ancora a pieno ritmo nella travolgente musica reggae e nella filosofia rasta. Anche se oggi i veri rasta sono sempre più rari da incontrare e gli eredi di Marcus Garvey (il padre del movimento negro) si contano sulla punta delle dita.
Le orde di turisti che sbarcano sull'isola spesso non sanno nulla (o quasi) di tutto ciò. Guardano il pittoresco, affollano le mitiche quattro coste azzurre di Port Antonio, Ocho Rios, Montego Bay e Negril, apprezzano l'efficienza e puntualità dei servizi turistici. E pensano che solo quella sia la Giamaica. La realtà è che vedono il risultato di un duro lavoro, fatto con intelligenza e creatività. Un lavoro che fa sì che oggi il turismo sia diventato la prima voce dell'economia nazionale, seguita dalla bauxite e dall'agricoltura.
Se vuoi raccontare il tuo viaggio, dare dei suggerimenti a chi ancora non ha visitato questo paese, indicare degli itinerari o spiegare cosa evitare...Scrivi a Clarence inserendo nel soggetto della mail la parola "diario". La tua esperienza verrà condivisa da tanti!
Scrivi il tuo diario di viaggio
COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.