Un primo assaggio della natura e dei paesaggi del Supramonte ve lo può offrire un itinerario classico: il sentiero che da Cala Gonone raggiunge in un paio d'ore (soste e fotografie comprese) l'insenatura di Cala Luna. Lasciata l'auto a Cala Fuili ci si addentra immediatamente nel regno verde della più fitta macchia mediterranea, con le sue piante e i suoi profumi caratteristici: ginepro, rosmarino, erica, cisto, ginestra, mirto, pino d'Aleppo.
Nelle vicinanze di Dorgali a circa 1,30 di cammino si aprono le gole di Su Gorropu, uno strettissimo canyon racchiuso da pareti strapiombanti alte anche piú di 450 metri nel cui alveo di rocce bianchissime si aprono piccole "piscine" dove l'acqua permane anche nella stagione secca. Per la risalita integrale delle gole bisogna essere ben "attrezzati": 8-10 ore di cammino corda, muta completa o canotto.
Un'altra escursione per camminatori non troppo allenati ma di grande soddisfazione è la discesa a Cala Goloritzé, nei dintorni di Baunei. Un comodo sentiero porta alla piccola spiaggia in circa un ora passando a fianco di lecci giganti, sotto le volte di grandi archi di pietra, fino ad arrivare alla base della celebre aguglia, un pinnacolo calcareo di 150 metri a pochi metri dal mare, divenuto il simbolo e la meta più frequentata dell'arrampicata in Sardegna.
Chi volesse invece provare la full immersione nella wilderness del Supramonte si può cimentare in un trekking di notevole impegno che percorre la costa orientale da S. Maria Navarrese a Cala Luna. Il Selvaggio Blu, questo il nome dell'itinerario, non è una esperienza per tutti: sette giorni di durata, difficoltà di orientamento, passagi alpinistici, poche e nascoste sorgenti dove è possibile rifornirsi d'acqua. Esistono comunque cooperative e guide locali a cui appoggiarsi per evitare di stramazzare sotto il peso di zaini smisurati o vagare disperatamente nella macchia alla ricerca di qualche impronta o traccia di passaggio.