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  MUSICA PER COMBATTERE

immagini dell'isola: Bob Marley and the Wailers Il reggae è un genere musicale nato in Giamaica durante il secondo dopoguerra dalla fusione dei locali ritmi caraibici con il jazz e il rhythm & blues diffusi dalle stazioni radio americane. Ma le sue radici più profonde affondano nella schiavitù della popolazione giamaicana. Quando Cristoforo Colombo, nel secondo viaggio verso il Nuovo Mondo, sbarcò sulla costa nord di St. Ann trovò ad accoglierlo gli indiani Arawak, un popolo pacifico dal ricchissimo patrimonio di canti e danze. Con l'avvio della colonizzazione spagnola dell'isola, nel 1509, gli Arawak furono utilizzati dai conquistadores per il lavoro nelle miniere e nelle piantagioni. Anni dopo, in seguito all'alta percentuale di morti tra gli indios, sbarcò il primo contingente di schiavi catturati in Africa. Da qui iniziarono a mischiarsi suoni e tradizioni locali con quelle più prettamente africane.
La Giamaica diventò colonia inglese nel 1655 e vi rimase fino al 6 agosto 1962, quando ottenne la piena indipendenza. Le prime ribellioni al dominio britannico risalgono però al 1673, quando un gruppo di guerrieri provenienti dalle coste dell'Africa riuscì a fuggire dalle piantagioni e a rifugiarsi tra le montagne. Questi ribelli vennero chiamati Maroons e divennero l'emblema di una razza che non volle abbassare la testa senza combattere un nemico crudele e razzista. La discendenza dai Maroons fu una delle ragioni che convinsero i giamaicani a seguire Marcus Garvey, evangelista di grande carisma, fondatore del giornale Negro World che assicurò la diffusione di frasi e slogan poi ripresi da ogni combattente per la libertà del popolo africano. Ecco qualche slogan: "Uno scopo, un Dio, un destino; Africa per gli Africani in patria e all'estero"; "Noi siamo i discendenti di gente che ha sofferto, ma siamo anche i discendenti di gente che non voleva più soffrire"; "Guardate all'Africa, quando un re nero sarà incoronato il giorno della liberazione sarà vicino".
La massima diffusione del reggae si ebbe però negli anni Settanta, come uno dei principali riferimenti della musica popolare, diffondendosi in tutto il mondo grazie a cantanti come Jimmy Cliff e Bob Marley con i Wailers. Venne considerato più di una musica, poiché conteneva e trasmetteva un messaggio religioso e rivoluzionario: il rastafarismo, un movimento mistico, culturale e politico dei neri della Giamaica e delle Antille di lingua inglese che si impose negli anni Venti.
Per le icone sacre del reggae come Peter Tosh (1944-1987), i Burning Spear, il gruppo Third World, i Toots and the Maytals, seguaci dell'ideologia rasta, il reggae rappresentava una musica spirituale, un canto di speranza, ma anche un mezzo per combattere l'oppressione del potere bianco. Negli anni più recenti tuttavia, sradicato dalla sua origine, il reggae ha perso gran parte del suo mordente.

  di Maurizio Pluda
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   data: 22 maggio 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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