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| AFGHANISTAN | |||||||||||
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Afghanistan in cifre (tratto da Stringer.it) Superficie di 652.225 kmq Popolazione di circa 26 milioni di abitanti, con una densità media di 36 ab./kmq. (sono esclusi dal computo i rifugiati politici) Capitale Kabul, con circa 700.000 abitanti Moneta corrente: afghano, suddiviso in 100 puls Lingue ufficiali: pashto, dari Principali etnie: pashtun, con minoranze baluci, hazari, tagiki, turkmene, uzbeki Religione ufficiale: islamica Forma istituzionale: l'attuale regime dei Taliban è riconosciuto all'estero soltanto dal Pakistan e dall'Arabia Saudita. LEADERS Taliban Leader de-facto: mullah Omar Primo ministro: mullah Mohamed Rabbani Ministro degli Interni: Abdul Razzaq Akhund Ministro degli Esteri: Wakil Ahmed Mutawakkil Opposizione della Northern Alliance Leader: Burhanuddin Rabbani, ex-Presidente dell'Afghanistan Nato nel 1940, Rabbani viene ancora considerato dalle Nazioni unite come il legittimo capo di Stato dell'Afghanistan. Di etnia tagika, è stato professore di Diritto islamico all'Università di Kabul e ha studiato nella prestigiosa università islamica di Al-Azhar in Egitto. Ha fondato il partito della Jamiat-i-Islami che si è battuto contro i tentativi di laicizzazione dello Stato del precedente governo dell'Afghanistan. Nel 1992 è stato eletto presidente dal governo dei mujaheddin, ma è stato costretto all'esilio nel 1996, quando i Taliban hanno conquistato Kabul. E' tuttora capo del governo in esilio, e si occupa di coordinare le diverse fazioni dell'alleanza anti-Taliban. Ex comandante delle Forze armate di opposizione: Ahmed Shah Massud (assassinato pochi giorni prima dell'attentato alle torri gemelle di new York e al pentagono) Re: Zaher Shah, deposto nel 1973, vive in esilio a Roma MEDIA I media sono pesantemente censurati da quando i Taliban controllano il Paese. Radio Afghanistan è stata ribattezzata Radio Voice of Shari'ah. La televisione è stata messa al bando, così come la musica e ogni altra forma di intrattenimento. I quotidiani e i settimanali sono tutti direttamente controllati dal governo. Le pubblicazioni antigovernative si stampano tutte oltre confine, in Iran o in Pakistan. La Afghan Islamic Press, un'agenzia di stampa con sede a Peshawar, trasmette le breaking news. STAMPA Shari'at - Anis - Kabul Times (in inglese) RADIO Radio Voice of Shari'ah (in 17 lingue) Agenzie di stampa Bakhtar Information Agency Afgha.com (sito in francese e inglese, aggiornato quotidianamente) Afghan Online Press (sito dell'opposizione in inglese, aggiornato quotidianamente; contiene i servizio della Azadi Afghan Radio) SCHEDA CRONOLOGICA 1919 L'Afghanistan ottiene la piena indipendenza con il trattato di Rawalpindi 1926 Amanullah si proclama re, e cerca di introdurre una serie di riforme sociali. 1933 Dopo l'abdicazione di Amanullah, sale al potere Zahir Shah 1973 Il sovrano Zahir Shah, dopo un regno durato 20 anni, viene deposto da un colpo di Stato organizzato dal gen. Sardar Mohammed Daud che proclama la repubblica e instaura la dittatura militare. Introduce un certo numero di riforme sociali, come l'abolizione del purdah (l'esclusione delle donne dalla vita pubblica) 1978 Daud viene deposto da un colpo di stato organizzato da ufficiali comunisti che conferiscono il potere al Partito democratico del popolo afghano (Pdpa). Le dure riforme del nuovo regime militar-socialista scatenano però la rivolta popolare. 1979 Temendo l'estensione della ribellione alle sue Repubbliche islamiche (Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan), l'Unione Sovietica invade l'Afghanistan e occupa militarmente tutto il territorio. Nasce l'opposizione armata dell'Unione islamica, che riunisce le varie fazioni dei guerriglieri musulmani (i mujaheddin) stanziati nella cittadina di Peshawar, al confine con il Pakistan. 1980 Babrak Karmal, uno dei leader del People's Democratic party viene messo a capo del governo con il benestare dell'Unione sovietica. Si intensifica la resistenza anti-regime dei mujaheddin. Stati Uniti, Pakistan, Cina, Iran e Arabia Saudita inviano armi e denaro ai guerriglieri. 1985 I mujaheddin si alleano con il Pakistan contro l'Unione sovietica. Miglia di afghani si rifugiano in Pakistan o in Iran. Il nuovo leader sovietico Mikhail Gorbaciov dichiara di voler ritirare le sue truppe dall'Afghanistan. 1986 Gli Stati Uniti forniscono ai mujaheddin i missili Stinger, mettendoli così in grado di contrastare l'aviazione sovietica. Babrak Kamal viene sostituito da Ahmadazai Najibullah a capo del governo sostenuto dall'Unione sovietica. 1988 Afghanistan, Stati Uniti, Unione sovietica e Pakistan firmano un trattato di pace. 1989 L'Armata Rossa si ritira, ma la guerra civile continua: i mujaheddin cercano di destituire Najibullah. 1990 Il presidente Ahmadazai Najibullah, privo del sostegno dell'Unione Sovietica e pressato dalla guerriglia islamica sostenuta dagli Stati Uniti, reintroduce le regole democratiche nel paese e instaura la repubblica islamica. 1991 Stati Uniti e Unione Sovietica concordano l'interruzione delle forniture militari alle parti in conflitto 1992 I gruppi dei mujaheddin salgono al potere ed eleggono presidente Burhanuddin Rabbani. Non tutte le fazioni dei guerriglieri, prima fra tutte quella dell'ex-premier Gulbuddin Hekmatyar, sono però d?accordo con l'approccio moderato di Rabbani e preferiscono orientarsi verso l'integralismo islamico. 1994/1996 Nasce il movimento dei Taliban (letteralmente "studenti di teologia coranica"), sostenuto e addestrato dal Pakistan. Nel giro di pochi mesi, i Taliban occupano gran parte del territorio fino a conquistare la capitale Kabul, dove insediano un governo integralista islamico. Rabbani e la fazione del generale Massud si ritirano a nord, nella valle del Panjshir, mentre Hekmatyar si rifugia all'estero. I Taliban instaurano un regime di stretta osservanza alle regole dell'Islam, introducendo di fatto una vera e propria dittatura. Negano diritti civili e politici alle donne, vietando loro anche di lavorare. Proibiscono l'uso della televisione, della radio, dei registratori, vietano la musica, ogni forma ricreativa e ogni espressione artistica. 1997 Il governo dei Taliban viene riconosciuto dal Pakistan e dall'Arabia Saudita. I Taliban controllano i due terzi del Paese. 1998 Un terremoto provoca migliaia di vittime. Gli Stati Uniti lanciano dei missili contro le basi militari dove si presume viva Osama bin Laden, accusato di essere il mandante di due attentati dinamitardi contro sedi diplomatiche Usa. 1999 Le Nazioni unite comminano sanzioni finanziarie ai Taliban e decretano l'embargo aereo della compagnia di bandiera Ariana. 2001 Le sanzioni vengono inasprite. Settembre 2001 Il comandante delle Forze armate di opposizione Ahmed Shah Massud viene assassinato da due finti giornalisti algerini. Due giorni dopo (11 settembre) New York e Washington vengono colpite da una serie di micidiali attentati terroristici che causano la morte di oltre 5mila persone. Il Presidente George Bush dichiara che il mandante è il multimiliardario Osam bin Laden, presumibilmente ospitato dai talebani in Afghanistan. La situazione precipita. Si prospetta un intervento militare americano.
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