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  SICUREZZA AEREA
Aerei sicuri? Volo o non volo? E, soprattutto, con quale compagnia aerea? Questi sono i problemi che assillano i viaggiatori di mezzo mondo dopo gli attentati dell'11 settembre ai danni degli Stati Uniti. Dopo che gli aeroporti statunitensi sono stati riaperti (fatta eccezione per lo scalo intitolato all'ex presidente USA Ronald Reagan, nel cuore di Washington, a due passi dal Pentagono) la domanda assillante di chi è abituato a viaggiare in aereo è una: "volerò sicuro come prima?".
A questa domanda nessuno è ancora in grado di rispondere. Ma un dato è certo: in ogni angolo del mondo la totalità delle compagnie aeree e degli scali aeroportuali si stanno mobilitando per innalzare tutti i livelli di sicurezza, dal controllo dei bagagli alle limitazioni per gli oggetti che si potranno portare in cabina (d'ora in avanti saranno vietate anche le limette per le unghie e i pranzi si consumeranno con posate di plastica). Volare, insomma, non sarà più come prima. E questo in nome della sicurezza.
Il 20 settembre 2001, pochi giorni dopo gli attacchi terroristici, Alfredo Roma, presidente della ECAC (European Civil Aviation Conference) ha convocato a Bordeaux un meeting speciale a livello europeo di esperti di sicurezza aerea per studiare, insieme ad alcuni colleghi americani, misure di sicurezza aggiuntive da mettere in pratica dopo i fatti statunitensi. In seguito all'incontro il gruppo di Bordeaux ha costituito tre task force che inizieranno i lavori al più presto.
La prima si occuperà delle misure di controllo per impedire l'ingresso nella cabina piloti, della sicurezza degli equipaggi e del mantenimento delle comunicazioni e degli strumenti per assicurare un continuo contatto tra l'aereo e terra.
La seconda task force analizzerà le procedure e le attrezzature necessarie ad un controllo approfondito dei passeggeri e del bagaglio a mano.
Infine, il terzo gruppo si occuperà della messa in pratica delle raccomandazioni emerse dalle analisi dei primi due gruppi.
Dagli USA all'Europa, dal Giappone al Sud Africa, i principali enti che si occupano di sicurezza aerea si stanno mobilitando. Ciò comporterà controlli più accurati che si tramuteranno in un allungamento delle procedure di imbarco e di attesa ai check in. Insomma, non sarà più possibile arrivare in aeroporto mezz'ora prima dell'imbarco e "prendere un aereo al volo".

  TAGLI ITALIANI
I costi della crisi
La nostra compagnia di bandiera, l'Alitalia, si prepara a decurtare il personale. 2500 saranno i lavoratori che perderanno il posto. 13 saranno invece gli aeromobili che verranno "svenduti". Ecco i primi effetti concreti per far fronte alla crisi del trasporto aereo.
  PAURA? NO GRAZIE
Il sito per chi se la fa addosso.
Se proprio dovete volare e avete un sacco di paura, ecco le pagine di Airsafe.com, il sito americano specializzato nel tranquillizzare tutti i passeggeri timorosi. Non guardate però la sezione che raccoglie le statistiche degli incidenti nella storia, divisi per compagnia aerea.

  di Alberto Burba
gli stessi argomenti su:  Italia OnlineVirgilioYahoo! Italia
   data: 25 settembre 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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