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  CREMONA

Violini, torroni e...

Cremona ha subito meno di altri centri urbani della Valle Padana le conseguenze dell'ondata migratoria degli anni Sessanta dalle regioni meridionali. Dai 73mila del 1961 gli abitanti sono passati infatti a 82mila nel 1971, per poi scendere a 80mila al censimento 1981 e a 74mila nel 1991. Per questo motivo Cremona non è stata interessata dai profondissimi mutamenti industriali degli ultimi trent'anni (come altri centri del nord) e ha conservato in parte la sua autenticità (a differenza di alcune città vicine).
Le industrie però non mancano. Cappellifici, industrie alimentari (è la capitale del torrone), tessili e meccaniche contribuiscono in maniera notevole all'economia della città.
Ma ciò che caratterizza la regione è la antica tradizione di fabbricazione di strumenti musicali (violini, pianoforti). Un tempo era famosa per i valenti liutai, tra cui il celebre Stradivari. C'è poi una scuola di paleografia musicale che dipende dall'università di Parma, il famoso Museo di organologia "A. Stradivari" e la famosa scuola internazionale di liuteria.
Cremona è poi la patria dei pittori Campi, B. Gatti, G. B. Trotti, ecc. e del musicista Claudio Monteverdi.
Una fitta rete di canali di irrigazione contribuisce alla fertilità del territorio della provincia, che è a economia ancora in larga misura agricola. Vengono infatti coltivati frumento, granturco, riso, foraggi, canapa, patate, lino, vino e barbabietole da zucchero. Fiorentissimo è l'allevamento del bestiame bovino e suino. Collegata all'agricoltura e all'allevamento è l'industria: molini, pastifici, riserie, zuccherifici, caseifici, salumifici; stabilimenti siderurgici e meccanici.
Al centro delle vie di comunicazione dell'Italia settentrionale, fu un importante centro dei Galli Cenomani. Venne occupata dai Romani nel 222 a.C., divenne colonia latina nel 218 e divenne municipio nel 90 a.C. Dall'VIII secolo in poi il suo vescovo vi acquistò preminenza politica, ma dopo un periodo di lotte intestine la città nel 1098 si eresse in libero Comune, concorrente con Milano. Ghibellina, fu presto in guerra con le città vicine. Nel luglio 1148 a Cremona papa Eugenio III presiedette un concilio che promulgò i provvedimenti presi nel sinodo di Reims (marzo) per la riforma del clero. Nel 1226 vi si tenne un altro concilio per combattere le eresie in Italia e per bandire una crociata per liberare la Terrasanta.
Sottomessa a Venezia tra il 1499 e il 1509, poi tornata possesso del ducato di Milano, ne seguì le sorti, passando nel 1525 alla Spagna che la tenne fino al 1702. Sotto il dominio austriaco dal 1702, nel 1796 la città venne occupata dall'esercito francese guidato dal Bonaparte. Capitale del dipartimento dell'Alto Po nel Regno Italico, nel 1814 ritornò all'Austria fino al 1859, quando si unì al Piemonte.

Da vedere
Il centro artistico di Cremona è la piazza del Comune dove, insieme al duomo, vi sono gli edifici più insigni della città. Iniziato nel 1107, il duomo è un compromesso tra forme emiliane, come le loggette e il protiro a due ordini, e forme lombarde. Nelle sculture del protiro, eseguite tra il 1220 e il 1230, le reminiscenze dell'Antelami sono presenti un po' ovunque, non soltanto nel fregio famoso dei Mesi. Nel 1274 l'architetto-scultore Giacomo Porrata scolpì, al centro della facciata, la preziosa finestra a ruota. Fu quello un periodo di intensa operosità intorno alla cattedrale. Iniziò la costruzione del transetto, ispirato a quello del duomo di Piacenza, che trasformò l'andamento basilicale dell'antica cattedrale in croce latina.
Nella seconda metà del XIII secolo fu costruita anche la torre campanaria e il torrazzo, ottimo esempio "torre-guglia" padana.
Al periodo gotico appartiene invece la chiesa di Sant'Agostino, ideata tra il 1339 e il 1345 da Teodosio Guarneri, con la pianta a sala di schietto sapore padano e la facciata a vento.

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  di Alberto Burba
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   data: 01 novembre 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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