MACERATA
Gli storici maceratesi del passato amarono credere che Macerata fosse "figlia" della città romana di Helvia Ricina, sorta in pianura, sulle sponde del fiume Potenza, lungo l'arteria stradale romana Noceriae - Septempeda - Trea - Ricina - Auximum - Ancona.
Viceversa Macerata sorse nel Medioevo, infatti nei secoli XI e XII cominciarono a insediarsi nel territorio maceratese aggregazioni abitative, definite nei documenti come terre, castra, podia, montes. Si nominò per la prima volta la terra de Maceriatinis, nel 967, in un diploma di Ottone I, il quale riconfermava il possesso di tale territorio ai benedettini di Santa Vittoria in Matenano (dipendente dall'Abbazia di Farfa). Attorno al secolo XI i benedettini persero il potere sui territori maceratesi che passarono ai vescovi di Fermo.
I primi nuclei abitativi della futura città si insediarono nel Podium Sancti Juliani (oggi area del Duomo) e nel Castrum Maceratae (nell'area delle attuali poste centrali). Gli abitanti di quest'ultimo per tentare di limitare la potenza del vescovo-Signore di Fermo, entro la cui giurisdizione cadeva il territorio di Macerata, si allearono con gli abitanti del Podium.
Nel 1116 il vescovo di Fermo, Azzone, concesse al Podium Sancti Juliani le libertà comunali, ma non passò molto tempo che le stesse libertà furono riconosciute, dal vescovo Liberto, anche al Castrum Maceratae. Il 29 agosto 1138, infatti, davanti alla Pieve di San Giuliano, lo stesso vescovo ufficializzò tale decisione con la stipula di un atto solenne e l'unione dei due borghi in un unico Comune. Il castello Castrum Maceratae dava il suo nome al nuovo Comune, mentre il Podium Sancti Juliani portava la tradizione religiosa ed il suo protettore:San Giuliano. Nasceva così il Comune di Macerata ed il regime comunale sostituiva quello feudale.
Nel secolo XIII si svilupparono progetti espansionistici del Comune, i cui amministratori con abile politica sfruttarono la conflittualità dell'epoca, per ampliare il territorio comunale con l'assoggettamento dei castelli vicini (S. Pellegrino, Casale, Noncastro, Lornano, Morico, Montanello, Corneto, Lotenere, ecc.) ed il trasferimento forzoso dei loro abitanti in città, la quale iniziava a fortificarsi con la costruzione della prima cinta muraria. Il Comune si dotò di statuti comunali, con i quali regolamentare la vita politico-amministrativa della città ed inoltre fece compilare il primo catasto, sviluppò iniziative a carattere commerciale, come l'indizione di lunghe fiere, e a carattere culturale con la fondazione, nel 1290, dello studium in legge.
Verso la fine del secolo, nel 1286-1288, venne chiamato l'architetto Bartolomeo di Bonfiglio da Forlì per la costruzione del Palazzo della Ragione (di cui oggi rimane una traccia nella facciata del Palazzo della Prefettura) e di quello dei Priori. I due palazzi furono costruiti a metà della strada che collegava il Podium al Castrum, proprio sul vecchio confine dei due antichi borghi. Il Comune con ciò dava residenza ai priori ed acquisiva una nuova immagine, più confacente al ruolo che Macerata, città emergente, si stava conquistando tra le città dell'antica Marchia.