Cùneo si trova a 534 metri d'altezza su un ripiano a terrazza dalla caratteristica forma di cuneo. Da qui il nome.
Per la sua posizione fortemente strategica, in passato fu un'importante roccaforte e conserva ancora oggi imponenti resti delle antiche fortificazioni (i baluardi). Da questi si possono ammirare spettacoli unici sull'anfiteatro delle Alpi Marittime e sulla pianura.
Tra i monumenti più importanti sono da ricordare la cattedrale (la cui facciata è del 1865), la ex chiesa di San Francesco (risalente ai secoli XIII-XV), i portici della città vecchia e la loggia (originaria del XIV secolo ma ristrutturata nel secolo scorso), le chiese di Santa Croce e di Sant'Ambrogio, opere di F. Gallo (del XVIII secolo), il Museo civico nel palazzo Audifreddi e il teatro.
Cuneo è un importante centro agricolo e commerciale. E' infatti "incuneata" in una tra le migliori regioni d'Italia per la produzione del vino e della frutta. Un fine settimana a Cuneo è infatti sprecato se non si coglie anche l'occasione di passare un po' di tempo a spasso a sorseggiare calici e calici (per non dire botti) di squisiti baroli e barbareschi.
La provincia di Cuneo, assai estesa, occupa infatti tutto il territorio piemontese compreso tra il confine con la Francia e il Monferrato. Splendide zone caratterizzate da paesaggi collinari e da borghi di origine medievale.
Cuneo nacque, secondo la leggenda, dalla ribellione dei contadini contro i signorotti locali e dal loro rifugio nel territorio situato all'incontro dei fiumi Stura e Gesso nel XII sec. Nel 1198 fu libero Comune ed ebbe governo indipendente sino alla seconda metà del XIII sec.: da allora iniziò il periodo che vide la città sottoposta alle dominazioni successive degli Angioini, dei marchesi di Saluzzo, dei conti di Provenza, di Luchino Visconti, di nuovo dei Saluzzo, degli Angioini, sino alla definitiva e volontaria soggezione (1382) ad Amedeo VI, duca di Savoia. Dal XVI al XVIII secolo fu teatro di ben sette assedi, di cui cinque francesi (1542-1557-1639-1641-1691), uno franco-spagnolo (1744) e uno austro-russo (1799). La storia della città è però francese. L'influenza d'oltralpe è infatti sempre presente. Solo dopo la Restaurazione passò sotto le sorti del regno di Sardegna.