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  I 14 GIGANTI DELL'HIMALAYA
Un campo d'alta quotaChi è stato lassù a ottomila metri, in quella che Reinhold Messner ha battezzato la zona della morte, per lo più non trova le parole per descrivere l'esperienza. Il mondo dell'alta quota è un mistero: le normali funzioni fisiologiche e mentali risultano altererate, si entra in un'altra dimensione, dove vivono strani fantasmi, allucinazioni e una stanchezza infinita. Hans Kammerlander, uno dei pochi uomini al mondo ad aver scalato tutti i 14 ottomila, riferisce di "sensazioni inedite, mai prima sentite", qualcosa di "eccitante e motivante". La nuda realtà viene in un qualche modo trascesa: al colle Sud dell'Everest si cammina tra i cadaveri, la sporcizia e i brandelli delle tende lasciate dalle vecchie spedizioni, ma nessuno ci fa caso. Con temperature a - 40°, venti a 80/100 km/h, il 30% dell'ossigeno rispetto al livello del mare ogni passo costa sforzi infiniti, ma fermarsi appare una rinuncia intollerabile; il tempo si dilata, la percezione del rischio e del dolore scompare, ci si sente perfino euforici. Effetti simili a quelli di certe droghe, che Kammerlander lucidamente riconosce: " Non pensavo d'essere dipendente dalla montagna. L’ho capito negli ultimi metri dell'Everest, quella volta ero stremato, ma ho sentito che se non avessi raggiunto la cima sarei dovuto tornare lassù, dentro di me ne avevo troppo bisogno".
Salire un ottomila senza ossigeno è una'avventura del corpo ma forse ancor più della mente: misteriosa, affascinante e paurosa. Rainhold Messner rimase allibito ascoltando i suoi discorsi registrati su di un nastro durante la salita di uno dei suoi 8000, Doug Scott sopravvisse a un bivacco a 8600 m parlando con i suoi piedi, Jean Troillet al ritorno dalla cima dell'Everest era convinto di avervi dimenticato un trasformatore elettrico. Di queste suggestioni ed esperienze che spingono più avanti il limite di quanto un uomo può fare (e talvolta il prezzo da pagare è altissimo: 604 persone sono morte scalando le montagne di 8000 metri) è intessuta la storia della conquista dei giganti himalayani. Qui sotto ve li presentiamo uno per uno, in una galleria fotografica che vuole essere un omaggio alla loro grandezza e bellezza realmente sovraumane.

   TOP OF THE PEAK
Le nuove colonne d'Ercole. I primi a tentare di scalare l'Everest, con pantaloni alla zuava e giacche di tweed furono gli inglesi Mallory e Irving nel 1924. Arrivarono oltre gli 8000 metri e non fecero più ritorno. Solo nel 1950 una spedizone francese riuscì a raggiungere la vetta del primo ottomila, l'Annapurna. Nel 1953 fu raggiunta la vetta dell'Everest e poi in pochi anni tutti gli altri 8000 venero scalati. Ma la sfida alle massime altezze non ha smesso di attrarre gli alpinisti e sollecitare nuove imprese: ascensioni senza ossigeno, solitarie, lungo pareti inviolate e sempre più difficili, discese con gli sci. E non è ancora finita: i giganti dell'Himalaya sono ancora il banco di prova per l'alpinismo di punta.

  NEPAL
NepalLa scheda del paese
Tutto sul paese più alto del mondo: informazioni, suggerimenti sui luoghi da visitare e sulle avventure da vivere al cospetto, se non proprio sulle pareti, dei giganti himalayani.
  EVEREST A 360°
Un alpinista sull'EverestHimalaya Full Immersion
Le immagini del "Tetto del mondo" scattate da una spedizione spagnola navigabili a 360°, ovvero a giro d'orizzonte. Unp spettacolare virtual tour da Lukla alla vetta.

  ATTRAZIONE FATALE
EverestNel 1998 hanno raggiunto la cima dell'Everest 98 alpinisti, ma 15 vi sono anche morti. Complessivamente ci sono state 167 vittime nei tentativi di ascensione alla vetta più alta della Terra, più che su ogni altro 8000. Eppure il flusso di coloro che si avventurano lassù non accenna a diminuire. Cosa c'è di unico in quella piramide di ghiaccio e roccia, presa d'assalto ogni anno da decine di spedizioni per lo più commerciali, nonostante i costi esorbitanti, l'affollamento, la sporcizia e la poca gloria che resta a chi calpesta la cima dopo 1300 predecessori?

  di Guido Fossati e Federico Ferrero
gli stessi argomenti su:  NESSUNO
   data: 17 gen 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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