C'è un articolo della legge finanziaria varata dal governo Berlusconi che permette di mettere in vendita ciò che fino a ieri era di demanio pubblico. Quell'articolo, il numero 71, potrebbe fare la fortuna di almeno 500 gestori di stabilimenti balneari che stanno affilando le proprie armi per lanciarsi nell'avventura: acquistare le spiagge che gestiscono.
La faccenda è scoppiata in Versilia, dove i proprietari dei bagni di Forte dei Marmi, di Viareggio, di Pietrasanta, di Lido di Camaiore stanno presentando le domande per acquistare l'arenile dei propri stabilimenti balneari.
Un tempo la spiaggia era considerata un bene della collettività, si pensava che l'accesso e il godimento dovevano essere garantiti a tutti. All'inizio degli anni Ottanta Franco Carletti, allora pretore di Pietrasanta, rinviò a giudizio centinaia di persone che si erano mobilitati per cercare di prendere in concessione fette di spiaggia a ridosso della cittadina. Ma grazie a un processo si stabilì che la spiaggia davanti alle piazze e in corrispondenza alle strade perpendicolari al mare non poteva essere data in concessione.
Ma oggi le cose paiono cambiare. Alcuni imprenditori privati (tra cui Paolo Brosio, Marcello Lippi e Flavio Briatore, gestori dello stabilimento per vip Twiga a Pietrasanta) avrebbero deciso di dare l'assalto al mare della Versilia. Questo grazie a quell'articoletto infilato nella finanziaria che consente la vendita del demanio. Roberto Bernabò, sul Tirreno del 9 gennaio 2002 scriveva: "più che una vendita tutto ciò ha in realtà le caratteristiche di una svendita e perché apre la strada al rischio di un'ulteriore requisizione della spiaggia, se non anche al rischio di forti speculazioni visto che poi basterebbe un piano urbanistico comunale per determinarne l'uso".
Ma la popolazione locale non ci sta. Si allarga infatti il fronte degli oppositori, tra cui "Ambiente e futuro". Il suo segretario, Sergio Evangelisti, lancia un appello al sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni affinché "rifletta attentamente sull'opportunità di accantonare il progetto" e dichiara: "Non siamo d'accordo alla vendita degli arenili perché si tratta di un bene importante per la comunità e alla comunità deve restare".
La battaglia è aperta, nella speranza che non si compreranno anche fette di mare.
LE IMMAGINI
Eccoli, i luoghi da vip che vogliono privatizzare. Se non riuscite a farci un salto prima che se li vendano, godeteveli almeno virtualmente. Per le foto: un grazie a Gianluca.