26 dicembre 2001, dalla Thailandia al Laos, via terra. Dopo un lento viaggio di avvicinamento (siamo sbarcati a Bangkok il 14 dicembre), la mattina del 26 dicembre percorriamo gli ultimi chilometri nel nord-est della Thailandia: da Udon Thani a Nong Khai via bus. Poi, da lì con un tùk-tùk al Friendship bridge: il ponte dell'amicizia costruito dagli australiani nel 1994 che attraversa il Mekong e collega l'ex Siam al Laos. [Per chi non lo sapesse, un tùk-tùk è un veicolo a tre ruote provvisto di motore, molto diffuso in tutto il sud-est asiatico come taxi] Arrivo a Vientiane, sempre via tùk-tùk: dopo selvagge trattative, il trasporto ci costa 80 bath anziché 150. Liscio e tranquillo. Piccola ricerca per il posto dove dormire, alla fine scegliamo la Vannasinh guesthouse (99.700 kip trattati a 88.800 a notte per una doppia, con bagno e acqua calda). Per capirsi, un dollaro americano vale in banca all'incirca 9.400 kip, per cui spendiamo attorno ai nove dollari. Vientiane è cambiata, per quel poco che ne abbiamo visto finora, rispetto a cinque anni fa, quando ci passammo Cristina ed io fermandoci una settimana con un visto di transito, nel trasferimento dal Vietnam alla Thailandia. Ma il primo impatto è una bella boccata d'ossigeno per la nostra anima asfissiata dai miasmi italici e non sufficientemente depurata dai giorni trascorsi nel nord-est della Thailandia, prima di arrivare finalmente qui, in Laos.
Quisquiglie e pinzillacchere assortite: è arrivata dall'Italia Francesca, una nostra amica, che ha deciso di raggiungerci per farsi una decina di giorni di viaggio con noi. Tutto bene, peccato solo che la superefficiente e capitalistica Klm (la compagnia di bandiera olandese) le abbia perduto il bagaglio. Domani dovrà tornare in aeroporto per vedere se è finalmente arrivato. colazione (da non ripetere) in una pasticceria francese, ma solo di nome e non di fatto: si salva soltanto il pan aux chocolate, mentre i croissant sono una vera schifezza. Cristina si arrabbia pure per il conto salato (?!?): forse 20mila kip, ovvero all'incirca due dollari americani... ma, ironia a parte, ha ragione lei: un laotiano medio guadagna a stento 20 dollari al mese. Segue dibattito sul turismo responsabile e sui possibili guasti provocati da un viaggiatore straniero in un paese così povero. i laotiani. Non sembrano per niente cambiati. Molto ospitali e friendly, senza essere invadenti o rompicoglioni. E molto divertenti: non pronunciano la "erre", proprio come i cinesi la traslitterano in "elle"!