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  SECONDA PUNTATA

Bandiera rossa sul Patuxai, l'Arco di trionfo di Vientiane28 dicembre, a zonzo per Vientiane. In questi giorni abbiamo praticamente rifatto il giro, già fatto cinque anni fa, per far vedere a Francesca gli atout della città. Impressioni:
 si conferma la prima, Vientiane è cambiata, ma non in maniera irreparabile. Anzi. Conserva tutto il suo fascino di capitale di un paese rilassato e godibile. Ci sono molte più macchine di allora, molti più motorini, ma niente di drammatico. A parte la rotonda della fontana che è diventata una specie di brutta disneyland del kitsch orientale. Mi piange il cuore a vederla così, questa piazza, e a confrontarla con i miei ricordi di allora: uno spiazzo sterrato, con una serie di localini (ristoranti e bakery per gli expat occidentali: diplomatici, funzionari di organizzazioni internazionali e volontari delle ong) a fare da contorno, ma un'aria che profumava di spie, complotti e intrighi... forse i ricordi ingannano, forse non era proprio così. Però ricordo un pomeriggio a chiaccherare con un piacevolissimo e misterioso signore americano, ufficialmente un pensionato ritiratosi a godere gli ultimi anni della sua vita (di ex agente segreto?) a Vientiane.
 affittate le biciclette (10mila kip al giorno), visti i templi, il Patuxai (l'Arco di Trionfo in versione laotiana, imperdibile per la vista dall'alto della città), le stazioni degli autobus (per capire e organizzare le prossime tappe), il mercato diurno di Talaat Sao. Francesca è una macchina, viaggia a ritmo lento ma costante, Cristina ed io abbiamo invece movimenti più sinusoidali... l'alchimia fra noi sembra però abbastanza riuscita. Meno male, perché io odio viaggiare in più di due persone, si creano inevitabilmente dinamiche da gruppo. E tensioni.
 si può vivere con pochissimo. Noi cerchiamo di non strafare e finora stiamo sui 20/25 dollari al giorno in due. Non male, visto che non stiamo certo attenti al kip. Consigliabilissima la nostra Vannasinh guesthouse: discreta, organizzata e piacevole.
 si mangia davvero bene, anche perché a Vientiane ci sono cucine di tutto il mondo. Ieri sera abbiamo cenato in un ristorantino indiano, il Nazim, in Thanon Fa Ngoum lungo il Mekong, per 81mila kip in tre. Stasera proveremo invece uno specialista di noodle (i tagliolini di riso, piatto base di gran parte delle gastronomie del sud-est asiatico, che in Laos chiamano "fõe").

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  di Maurizio Pluda
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   data: 01 febbraio 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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