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  NONA PUNTATA

Tramonto sul Mekong, a Vientiane5 gennaio 2002, da Vang Vieng a Vientiane. Alzataccia mattutina per prendere un autobus per Vientiane. Un immondo carro bestiame, per fortuna in poco meno di tre ore raggiungiamo la capitale. Abortito il progetto di prendere subito un aereo per Pakse (il programma della Lao Aviation prevede un volo per mezzogiorno che invece non c'è...), compriamo i biglietti per domani mattina (decollo previsto a ore antidiluviane, le 6.15) e ci regaliamo un ultimo giorno a Vientiane con Francesca: lei, poverina, domani riparte per l'Italia! E' una giornata all'insegna delle saune e dei massaggi all'interno del Wat Sok Pa Luang: un tempio appena fuori la capitale, nella giungla (il suo nome tradotto significa "tempio nel bosco"), con una struttura gestita da laici che fanno saune e massaggi tradizionali. E' pieno di stranieri e laotiani, ed è un'esperienza imperdibile e ritonificante, che costa la bellezza di 5mila kip per la sauna e 15mila per i massaggi. Io m'innamoro, platonicamente, di una meravigliosa fanciulla laotiana. Cristina sorride. E si sente meglio: per fortuna il mal di stomaco che l'ha colpita ieri sembra essere stato un'indisposizione passeggera.
Torniamo in città passeggiando e ci facciamo un aperitivo con riso colloso (khào nîaw), ottimo pollo piccante grigliato (pîing kai) e una Lao beer gelata. Aperitivo consumato su un tavolino con lume di candela e vista del tramonto sul Mekong. Sulla riva opposta s'accendono le luci della Thailandia. E noi scopriamo con i nostri occhi cosa volevano dirci quando ci hanno parlato della famosa "opposizione con i piedi": negli anni più duri del regime del Pathet Lao, appena conclusa la guerra americana in Vietnam, fiorirono campi di rieducazione per gli esponenti del vecchio regime fantoccio Usa. Peccato che i dirigenti rivoluzionari non facessero troppe distinzioni, per cui nei "lager" laotiani finivano anche molte, troppe, persone che con la vecchia dittatura poco o nulla avevano a che fare. Allora la gente impaurita cosa fece? Aspettò la stagione secca (questa nella quale siamo ora) e, approfittando dell'abbassamento del Mekong attraversò a piedi il fiume, che segna gran parte del confine fra Laos e Thailandia. Fecero cioè opposizione al Pathet Lao tirandosi su i calzoni e andandosene a piedi nel paese vicino... lo fecero in migliaia, il regime capì in fretta la lezione e, almeno in parte, modificò la politica di feroce repressione di qualunque dissenso.

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  di Maurizio Pluda
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   data: 01 febbraio 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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