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VIAGGIO IN MESSICO
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La celeberrima piramide maya di Chichen ItzaA Chichen Itza troviamo un porcaio di italiani, una guida non molto preparata, un gruppo di romani o giù di là ("A Claudiaaaa!") che rompe le scatole perché vuole che la guida parli piano piano e così le due ore passano e le informazioni no. Fa un caldo incredibile, quasi non si resiste, ma saliamo sulla piramide, ci godiamo il panorama e poi andiamo a casa dopo aver mangiato in un ristorante sulla strada. In casa fa molto caldo e aumenta il numero degli insetti da scacciare. A un certo punto, però, sento la voce di Giovanni un attimo allarmata: mi indica una cosa nera al suolo, vedo che è una tarantola in carne e pelo. Siamo tutti preoccupati, Yaramy prende l'iniziativa e con la scopa si avvicina, ma ha paura, allora vado io, non so come, e con tutta la cautela possibile la allontano fin fuori dalla porta, che Giuva provvede celermente ad aprire. Altri interventi riguarderanno dei millepiedi velenosi, e due mantidi religiose.
Passato il pericolo, la sera facciamo un giro e vediamo un ristorante italiano. Alla vista delle parole "tortellini", "pasta", "lasagne" ci si apre il cuore e decidiamo di invitare le ragazze in questo ristorante, subito dopo essere andati al cinema a guardare "Inteligencia Artificial" (una vera porcata). Il film però dura 2 ore e mezza, così diventa tardissimo, tutto ormai è già chiuso e siamo costretti ad andare a casa senza manco mangiare; per la serata successiva è prevista una pasta a casa del fratello della Yaramy, per cui ci mettiamo il cuore in pace.
Il giorno dopo, Olivia è ancora al lavoro, ma Yaramy, in ferie, ci accompagna e andiamo a Sayil, Labná, Kabah, Loltún. Bello, Giuva si spara in tutto 570 chilometri di strade, di topes (altissimi dissuasori in asfalto messi in tutti i centri cittadini e poco visibili), di camion da superare. Al ritorno, Yaramy viene scoperta dai suoi (aveva detto di trascorrere questi giorni dal fratello e così ovviamente non è), quindi la casa del fratello non è più utilizzabile neppure per la pasta. Ci fiondiamo allora nel ristorante italiano: mangiamo bene e veniamo serviti in maniera davvero dignitosa, senza neppure spendere una esagerazione. E' l'ultimo giorno, siamo stanchi e un po' tristi, ma contenti per tutto quello che abbiamo fatto.
La mattina dopo, scriviamo le ultime cartoline, andiamo a fare le ultime compere, salutiamo Yaramy e Olivia sperando di rivederle in Italia l'anno prossimo. E saliamo sulla corriera per Cancún, da dove parte l'aereo per Londra e dove vedo il film di animazione Shrek, davvero divertente, nonostante non abbia compreso tutte le battute, dato che il film era solo in inglese. A causa della lunga coincidenza, rimaniamo a Gatwick per 8 ore e ne approfittiamo per dormire un po' e per usare gli ultimi spiccioli rimasti per mangiare qualcosa. Siamo a Milano verso le 22.15, a casa verso mezzanotte.

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   a cura di Maurizio Pluda
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   data: 13 febbraio 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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