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VIAGGIO IN MONGOLIA
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  ISTRUZIONI PER L'USO

Cavalieri mongoli al tramontoStretta a mo' di cuscinetto tra due giganti, Russia e Cina, con un clima che d'inverno può raggiungere i 60 gradi sottozero, ma che regala tre mesi (da giugno ad agosto) di piacevolissima estate, la Mongolia è un paese che affascina soprattutto per i suoi grandi spazi deserti: è infatti grande cinque volte l'Italia e ha una popolazione cinquanta volte inferiore alla nostra, con una densità demografica di 1,3 abitanti per chilometro quadrato (contro i 190 dell'Italia!). Entrando più nel dettaglio, ha quattro zone geografiche distinte: a ovest i monti dell'Altai (dove vive lo straordinario leopardo delle nevi), a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere (si incontrano lupi, orsi, volpi, daini, cinghiali, zibellini), dal centro a est si stendono le steppe (onnipresenti le marmotte e vari ungulati) e la regione degli altopiani, a sud il deserto del Gobi (caratterizzato dalla presenza dei cammelli selvatici e dalla ricchissima eredità di fossili di dinosauri). Numerose le specie di uccelli (soprattutto enormi rapaci) e di pesci (salmoni, storioni, trote). La cima più alta è il Tavanbogd (poco più basso del Monte Bianco, 4374 metri contro i 4848), il fiume più lungo è il Selenga (615 chilometri, poco meno del Po) che affluisce nel lago Baikal. Il lago più vasto è l'Uvs Nuur (dieci volte il lago di Garda), ma nella stessa regione settentrionale si stende il più famoso Huvsgol Nuur, il più frequentato dal punto di vista turistico e anche il più profondo (circa la metà del lago di Como).
Ma tutte queste informazioni sono reperibili grazie a una buona guida di viaggio. Quello che è invece più difficile trovare è lo spirito, le impressioni, gli aneddoti di chi ci è stato. Navigando nella rete in cerca di informazioni ho però scovato un sito davvero completo e interessante. E' Mongolia.it, una vera miniera dedicata all'ex impero di Gengis Khan. E da quel sito ecco alcune istruzioni per l'uso e chicche utili per chi volesse mettersi in viaggio.
 Non servono vaccinazioni per andare in Mongolia: sono i vantaggi dei paesi freddi. Moderato il rischio di epatite A e B, rari casi di meningite. La brucellosi (curabile facilmente una volta in Italia) colpisce le pecore e può essere contratta attraverso il latte. Ma le vere "malattie" della Mongolia sono il freddo (sono sufficienti capi d'abbigliamento pesanti, soprattutto da ottobre ad aprile), l'alcolismo (non siate facili giudici: provate voi a vivere a quaranta sottozero!) e la povertà: non è contagiosa per i turisti e l'unico vero vaccino è aiutare concretamente la popolazione mongola.
 Per quanto riguarda il cibo, non fate gli schizzinosi, soprattutto quando vi troverete davanti zuppe non meglio identificate. Mandate giù, senza troppe storie. Anche questa è cultura locale. Non fatevi paranoie per l'acqua: è sconsigliata quella del rubinetto e dei torrenti, ma non sarà mai a rischio come quella dei paesi caldi. Fate un brindisi e via.
 Insetti e bestioline varie vi terranno compagnia nei vostri giacigli, ma non ci sono bestie letali. Salvo imbattervi (avreste giusto il tempo di stupirvi del fortunato incontro) con il leopardo delle nevi, l'orso siberiano o i lupi delle steppe.
 Chi invece avrà incontri ravvicinati con la fauna del sesso opposto, prenda le dovute precauzioni: non per se stesso, ma per il partner occasionale che è sicuramente più sano del turista. Sarebbe un disastro se l'immacolata Mongolia facesse la fine di altri paesi asiatici come Tailandia e Filippine. O come la stessa Russia. Impegniamoci tutti a non contaminare con la nostra decadenza questa gente fiera e pulita.
 La moneta mongola è il Tugrig. E vale molto poco: una banconota da 100 tugrig corrisponde a poco meno di 2 centesimi di euro! Non ci sono problemi per il cambio: si può arrivare in Mongolia con dollari americani (accettati ovunque nella capitale) e trasformarli in valuta locale in banca, nei centri autorizzati (chissà da chi) e anche per la strada. Il cambio è grosso modo uguale per tutti, non è il caso di perdere tempo cercando il miglior offerente. In centro, a cinquanta metri dallo State Department Store, c'è un'animatissima cittadella del cambio nero. Gira un impressionante numero di mazzette di denaro. Armati di calcolatrice, i cambisti vi abborderanno mostrandovi la cifra in tugrig che sono disposti a sborsare per un dollaro. Vale la pena provare questa esperienza. Oltre tutto, non è per nulla rischiosa. Tutta quella selvaggia concentrazione di soldi e di interessi è ovviamente tutelata: voi non lo sapete, ma mentre avviene lo scambio, qualcuno vigila (forse armato). Qualsiasi incidente rovinerebbe la piazza. La procedura è la seguente: 1) sbirciate dalle calcolatrici la cifra migliore (o almeno fate finta, tanto più o meno si equivalgono, ma è giusto per non fare la figura di "quelli che va bene tutto, basta che non mi facciate del male"); 2) dite la cifra che dovete cambiare da dollari a tugrig (possibilmente non più di cento dollari a botta); 3) osservate con la solita finta attenzione il corrispettivo che il cambista vi ha prontamente digitato sulla calcolatrice e messo sotto il muso; 4) annuite (non è il caso di contrattare, non siete in un mercatino arabo. Potete provarci, fingendo che un concorrente vi fa di meno, ma poi bisogna trovarlo); 5) non tirate fuori ancora il vostro malloppo, aspettate che il cambista vi metta in mano i tugrig, quindi procedete a ricontarli (ci tengono, fa parte della trattativa); 6) verificato l'esatto importo, potete finalmente estrarre i vostri dollari che avrete accortamente già preparato a parte (evitare di esibire un portafogli gonfio da cui sfilare uno dei tanti centoni); 7) andate e spendete perché la Mongolia ha bisogno dei vostri soldi.

  di Maurizio Pluda
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   data: 13 marzo 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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