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VIAGGIO IN MONGOLIA
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  UNA MOSTRA DA NON PERDERE

Un dipinto che raffigura Gengis Khan e la sua orda in azione"Gengis Khan, tra storia e leggenda", alla Fondazione Metropolitan di Milano, corso Italia angolo via Sant'Eufemia. Dal 5 febbraio al 5 maggio 2002. Apertura tutti i giorni dalle 10 alle 19; costo dei biglietti 7.50 e 5.50 euro. Per informazioni: tel. 02-860414.

E' conosciuto come Gengis Khan, Gengiz Khan o Chingiz Khan. Di lui si è scritto che fu l'incarnazione dell'anticristo, ma anche "uomo di grande valenza, senno e prudenza" (fu Marco Polo a farlo). In qualunque modo la pensiate (o vi abbiano insegnato a pensare...), fu il condottiero e uomo di Stato che riunì le tribù mongole, diede loro una lingua e delle leggi e ne fece il più grande impero asiatico del tredicesimo secolo, capace di arrivare fino ai confini dell'Europa. E a lui è dedicata una bellissima mostra a Milano, che ho ovviamente visitato prima di mettermi al lavoro su questo speciale...
Il primo oh di meraviglia se lo merita la sede dell'esposizione (l'ex chiesa sconsacrata di San Paolo Converso), soprattutto per le sue magnifiche volte affrescate. Poi lo sguardo comincia ad abituarsi alla penombra ecclesiale, gira verso il basso e si distrae nuovamente. Questa volta è l'udito a "urlare" la sua meraviglia: soffusa e avvolgente, la colonna sonora della mostra cattura l'attenzione del visitatore. Sono musiche della tradizione mongola, diffuse per tutta la chiesa, e fanno entrare nello spirito giusto per godersi la visita. Che si snoda seguendo un itinerario cronologico e tematico molto ben costruito. Ottime le schede didascaliche che introducono alle diverse sezioni.
Si comincia proprio da Gengis Khan: la sua storia, le controverse etichette appiccicategli dai visitatori occidentali del tempo (da anticristo a grande condottiero...). Dominano la scena due tuk, le aste ornate da nove code di yak, simbolo dell'esercito mongolo sul campo di battaglia: completamente bianco per il grande Khan (condottiero), tutto nero quello che invece segnalava la presenza delle celebri (e ferocissime) orde. Nonostante sia una ricostruzione, impressiona poi il manichino del perfetto guerriero mongolo, con tutto il corredo della sua attrezzatura d'armi. Dalla guerra si passa, per fortuna, alla pace: con le teche dedicate alle abitudini alimentari e ai costumi popolari, alcuni dei quali ancora in uso oggi (come i contenitori per l'airag, il latte fermentato di mucca, cavalla o cammella). E soprattutto con la sezione sulla religione: un suggestivo excursus dallo sciamanesimo al buddismo d'origine tibetana che solo nel 1500 soppiantò il primo come fede dominante nell'impero mongolo. E' un'orgia (passatemi il termine) di coloratissime divinità, con meravigliosi buddha di varie dimensioni e foggia, icone di avalokitesvara e le grottesche rappresentazioni degli otto guardiani della legge.
Inebetiti di sacro e profano non si riesce nemmeno a tirare il fiato che si passa alla seconda parte della visita. Nella sala che una volta ospitava probabilmente la sacrestia, gli organizzatori hanno messo in mostra la Mongolia di oggi. Ci sono le splendide tele tanka, che raffigurano soggetti religiosi e vengono usate nelle più importanti cerimonie. Le maschere utilizzate durante queste cerimonie, con l'impressionante rappresentazione del signore della morte circondato da piccoli teschi. I libri sacri, miniati uno per uno a mano e raccolti in rettangolari cofanetti di legno intarsiato. I gioielli e gli oggetti dell'artigianato locale: tutte piccole meraviglie, visto che in gran parte la popolazione mongola è nomade e non può permettersi cose troppo ingombranti da trasportare. C'è soprattutto la gher, la tradizionale tenda usata a mo' di abitazione: non un modellino, ma una vera gher, a base circolare e con i necessari "complementi d'arredo" (clicca qui, se vuoi saperne di più). Verrebbe voglia di fermarsi lì per fare un riposino, purtroppo è vietato e l'inflessibile guardiano non ha alcuna intenzione di chiudere un occhio...

  di Maurizio Pluda
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   data: 13 marzo 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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