Le difficoltà che lo stato di gravidanza può creare durante un viaggio in regioni tropicali, soprattutto in paesi a basso tenore igienico, sono molteplici. Ma questo non significa che non si possa viaggiare, anzi... I periodi di maggior rischio sembrano essere tra la dodicesima e la quindicesima settimana per il rischio di aborto e dopo la trentesima per stati di eclampsia (violente contrazioni muscolari epilettiformi, con cefalea e perdita di coscienza, ndr.). Rispetto agli altri viaggiatori, la donna in gravidanza si deve preoccupare maggiormente della qualità dell'assistenza sanitaria nei paesi visitati e del possibile impatto che malattie o incidenti potrebbero avere a carico del nascituro. Inoltre, alcune misure di prevenzione (vaccini, farmaci) non possono essere usate in gravidanza. Ci sono diversi paesi dove in linea di massima si dovrebbe evitare di andare: in particolare quelli con un alto rischio di malaria da P. falciparum, resistente alla clorochina (gran parte dei paesi dell'Africa intertropicale e il sud est asiatico). Buona avvertenze sono comunque quelle di: portare con sé una documentazione dello stato di gravidanza e della data prevista del parto; effettuare un controllo medico sia prima, sia dopo il viaggio; stipulare una buona assicurazione medica.