Due sono i cardini della difesa contro l'infezione: la chemioprofilassi e la protezione nei confronti del vettore (ovvero, cercare di non farsi pungere dalla zanzara anofele, l'insetto responsabile della malattia). E' essenziale che ogni viaggiatore sappia che non esiste alcuna profilassi farmacologica che offra una protezione completa. Tutti i farmaci disponibili hanno effetti collaterali di vario grado che ne diminuiscono la tolleranza e di conseguenza riducono la aderenza al trattamento. La protezione nei confronti delle zanzare resta dunque la pietra miliare nelle difese contro l'infezione malarica. Un'adeguata protezione nei confronti delle punture di insetto consente di ridurre del 90% il rischio di malaria. Nella maggior parte dei casi le zanzare tendono a pungere al crepuscolo, quando l'intensità dei raggi solari si riduce. E' soprattutto in questi momenti che è essenziale che i viaggiatori mettano in atto tutte le misure per impedire il contatto con l'insetto. Ecco alcuni sintetici suggerimenti per evitare l'infezione malarica: organizzare il viaggio in area endemica in periodo di bassa trasmissione; non esporsi alle punture infettanti alla sera e di notte; indossare vestiti impregnati di insetticida ed utilizzare le zanzariere (possibilmente impregnate); indossare vestiti coprenti (maniche lunghe, pantaloni lunghi); evitare, se possibile, di soggiornare vicino a raccolte d'acqua; applicare sulla pelle repellenti per insetti (evitando di contaminare la regione orale e gli occhi); utilizzare una chemioprofiolassi, se indicato dal medico.
A questi consigli mi sento però di aggiungerne un altro, dovuto alla mia esperienza di viaggio: una buona alternativa alla chemioprofilassi è quella omeopatica. Io la uso da anni, anche quando mi è capitato di viaggiare a lungo (una volta per sei mesi) in aree endemiche. Ovviamente, consultate un medico specialista in omeopatia prima di scegliere questa profilassi: esistono medicinali diversi, a seconda del tipo di viaggio e di paese che andate a visitare.