6 marzo 2002, in viaggio per Honang. Con miraggi... Alle 6 il chiarore dell'alba mi sveglia; mi alzo e ne approfitto per godere ancora un po' dell'incanto di questa meravigliosa natura. Purtroppo questa mattina dovremo proseguire con la terza tappa che ci condurrà a Honang. Partiamo alle 8.30 e, dopo 1 ora e mezza, lasciamo le dune per entrare in una zona con prevalenza di terreno duro e rocce. Il territorio completamente piatto e la calura che ci accompagna favoriscono l'insorgere del fenomeno dei miraggi che, come già accaduto ieri, si presenta ai nostri occhi. In lontananza sembra di scorgere un bosco sulle sponde di un ridente laghetto. I miraggi sono in realtà fenomeni ottici dovuti alla rifrazione della luce negli strati bassi dell'atmosfera quando la densità dell'aria ha una distribuzione anomala. Sono osservabili su superfici intensamente riscaldate dal sole perché la temperatura del suolo e dello strato d'aria al suo contatto è nettamente superiore a quella degli strati più alti; in questi casi un oggetto lontano può apparire come riflesso su di uno specchio d'acqua. Dopo la solita sosta per il pranzo con la cottura della "galletta" da parte dei Tuareg nostri accompagnatori, si percorre una regione dove il territorio cambia in continuazione. Panorami brulli e monotoni si alternano a paesaggi spettacolari come la zona delle rocce blu; si tratta di un vasto sito di rocce affioranti dalla sabbia, di un colore azzurro intenso dovuto alla presenza di minerali. Lo spettacolo merita certamente una sosta per scattare delle foto, anche se le immagini difficilmente riusciranno a rendere la dovuta ragione ad un paesaggio di tale bellezza; per questo motivo cerco di imprimerlo in modo permanente nella mia mente. Percorrendo una deviazione che segue il corso di un fiume prosciugato ci addentriamo in profonde e stupende gole. Il posto è di nuovo spettacolare e di una bellezza talmente selvaggia che difficilmente si ammira sulle nostre montagne. Alle 18.15 giungiamo a Honang, luogo del terzo campo situato in una gola abbastanza ampia, con una ripida parete da un lato mentre dall'altro la pendenza è molto meno accentuata. Come ieri, anche questa notte, nonostante i nuvoloni neri Eros ed io dormiamo all'aperto. Nella notte cadono radi goccioloni; non possono durare (almeno speriamo), infatti siamo nel deserto dove piove solamente ogni tre anni! Mi infilo con la testa nel sacco a pelo ed attendo. Dopo pochi minuti la pioggia cessa, non ha avuto neanche il tempo di bagnarci.