Clarence - Partire
Clarence
VIAGGIO NEL SAHARA
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Partire > Speciali > Il fascino del deserto > Diario di viaggio
  QUINTA PUNTATA

Erg Admer7 marzo 2002, le dune di sabbia di Erg Admer. A causa del forte vento e con la sabbia che penetra da tutte la parti, la tappa odierna non risulterà certamente monotona. Solita sveglia alle 6.30 e perlustrazione, in compagnia di Eugenio ed Eros, della sommità della gola che risaliamo dal lato in cui la parete è meno ripida per ammirare l'alba dalla cima. Alle 8.15, mentre i nostri due autisti e la guida stanno ancora caricando i bagagli sul fuoristrada, ci incamminiamo a piedi per la quarta tappa che dovrà condurci a Erg Admer, una zona completamente sabbiosa e con grandi dune; desideriamo sgranchirci un po' le gambe dopo tre giorni di traversata passati prevalentemente seduti sul fuoristrada. Il cielo è sereno e promette bel tempo. Risaliti sui mezzi, in mattinata facciamo una sosta nei pressi di un pozzo per rifornirci di acqua e per rinfrescarci; nonostante la calura esterna (circa 40°) l'acqua, che si trova in profondità, risulta freschissima ed è un vero piacere sentirsela sulla pelle. I Tuareg la bevono, deve essere una vera delizia fresca com'è; noi non ci fidiamo, dobbiamo prima depurarla e di conseguenza la berremo calda, peccato! Attraversiamo un enorme altopiano sabbioso a circa 1100 metri di quota. È completamente pianeggiante e soltanto a tratti si intravede qualche rilievo all'orizzonte, per la maggior parte però risulta piatto e identico da tutti i lati. I Tuareg riescono ugualmente ad orientarsi in un paesaggio del genere, senza punti di riferimento se non la posizione del sole nel cielo. Comincia ad alzarsi il vento che, in questo luogo, sembra essere sempre presente. Nonostante i finestrini chiusi, la sabbia inizia a farsi sentire ed a penetrare ovunque. Fortunatamente siamo tutti provvisti di shèsh e di occhiali, che ci permettono di ripararci completamente il viso. Neanche durante la sosta per il pranzo il vento accenna a calmarsi, anzi, sembra aumentare il suo vigore. Ci ripariamo a ridosso di una piccola duna tendendo un telo tra i due fuoristrada per avere un minimo d'ombra. Siamo totalmente avvolti nel turbinio di questa tempesta di sabbia e ben presto ci accorgiamo che le nostre "protezioni" servono a poco: la sabbia penetra in ogni parte: nel collo, in bocca, negli occhi, ecc. Si prosegue con il vento che non ha nessuna intenzione di diminuire di intensità. Arriviamo in vista delle dune che dobbiamo risalire per piazzare il campo. Il paesaggio è spettacolare, diverso da quelli incontrati nei giorni scorsi: le dune si susseguono a perdita d'occhio in tutte le direzioni, un vero mare di sabbia in burrasca dove le dune rappresentano le onde. Quando si intraprende la salita, nonostante le marce ridotte, il nostro fuoristrada fatica ad avanzare e dopo diversi tentativi scendiamo e proseguiamo a piedi. Sulla cima del colle il panorama è da mozzafiato, il mare di dune si perde all'orizzonte e sembra non avere fine; la bellezza del paesaggio riesce persino a farci dimenticare la persistenza del vento che, continuando a soffiare imperterrito, anche se di intensità leggermente minore, seguita a sollevare la sabbia ed a sospingerla in ogni direzione. Sistemiamo i fuoristrada in modo da ottenere un riparo dove accamparci. Non è possibile piazzare le tende perché il vento ostacola il lavoro, quindi questa notte dormiremo tutti all'aperto. Anche la cena risulta condizionata dalla situazione ambientale, non si può accendere il fuoco, quindi niente pasto caldo; dobbiamo accontentarci di una cena fredda con sabbia in abbondanza. Nonostante le difficoltà, per la verità abbastanza sopportabili, nessuno di noi si lamenta anzi, il morale risulta molto alto e siamo tutti affascinati dall'incantevole panorama. Il vento ha spazzato il cielo e con l'arrivo della notte risulta essere particolarmente luminoso per l'effetto di milioni di stelle che brillano con una luce intensissima. Nessun ostacolo e nessun bagliore impediscono la visione a 360 gradi della volta celeste e vorremmo che i nostri occhi catturassero questo spettacolo unico per non dimenticarlo e poterlo raccontare al nostro ritorno. Sicuramente è il cielo che ogni astronomo sogna di vedere almeno una volta nella propria vita! Malgrado la sabbia penetri anche all'interno dei nostri sacchi a pelo, ci addormentiamo contenti perché di fronte allo splendore naturale di questi luoghi ogni disagio diventa un'inezia.

« Puntata precedente Lo speciale Puntata successiva »

  a cura di Maurizio Pluda
gli stessi argomenti su:  Italia OnlineLycos.itSuperEvaYahoo! Italia
   data: 10 maggio 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.