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ATENE
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  LA CITTA' DEGLI DEI

Atene, la collina sacra dell'AcropoliPer darle un nome si scomodarono addirittura gli dei. Narrano infatti le leggende che Poseidone, dio del mare, le donò un focoso cavallo da guerra; mentre Athena, figlia di Zeus, le offrì un olivo, simbolo di pace. Mossa azzeccata e vincente, quest'ultima. Almeno secondo il gran consiglio dell'Olimpo. La battaglia fu infatti vinta da Athena (perché gli dei ritennero che l'olivo fosse più utile del cavallo destinato a trainare i carri da guerra) e la città da lei prese il nome: Atene. La civetta, attributo della dea, divenne invece il suo emblema.
Scendendo dall'Olimpo della mitologia e arrivando ai giorni nostri, bisogna però onestamente dire che spesso il primo impatto con la capitale non è dei più felici. Ecco come lo descrive una viaggiatrice in un suo reportage pubblicato online: "Prima di sentire battere il cuore antico di Atene bisogna superare un'anonima, chiassosa e polverosa periferia che si alterna a quartieri verdeggianti per ridiventare nuovamente rumore, traffico congestionato e una serie interminabile di officine e locali di ogni genere. Ma quando sembra che il cemento non debba finire mai, si arriva finalmente in centro e basterà salire all'Acropoli per scordare tutto quanto e ritrovare la città mitica studiata sui libri. L'immagine della disordinata edilizia che cresce al suo ridosso è già dimenticata, il caos che ci ha accompagnato fin qui è lontanissimo ed è finalmente possibile godere dell'insieme unico e mirabile dei templi, testimonianza tangibile della gloria ateniese e di tutta la civiltà greca".
E a proposito di Acropoli, il consiglio della nostra guida virtuale è quello di visitarla la mattina presto, quando il sole non è troppo caldo e i pullman pieni di turisti del tipo mordi e fuggi non sono ancora arrivati... quando cioè si è ancora relativamente soli. Tuttavia, identificare la capitale greca solamente con l'Acropoli è inesatto e riduttivo, perché ai suoi piedi un tessuto urbano tra i più pittoreschi e suggestivi che si possa immaginare attende di essere scoperto. Seguiteci in questa visita guidata e lo scoprirete anche voi.
Una visita che può iniziare dal nord della città. Gran parte dei musei ateniesi si trova infatti qui, a partire da quello archeologico nazionale che fu inaugurato nel 1891 ed è considerato, a ragione, uno dei più importanti del mondo per il valore inestimabile dei reperti e delle collezioni che conserva. Duemila anni di arte e artigianato greco sono invece illustrati nel museo Benaki, mentre una grandiosa raccolta di icone, oggetti liturgici e mosaici sono custoditi nel museo bizantino. L'arte cicladica è superbamente rappresentata nell'omonimo museo e l'elenco non finisce qui naturalmente... Ma a parte questa versione ateniese del museum mile newyorkese, nella parte nord c'è un'altra imperdibile attrazione: la vista della città dall'alto, salendo sulla collina più alta di Atene, il Licabetto o Lykavittos. I 227 metri dell'altura sono raggiungibili a piedi in 45 minuti circa oppure, più comodamente, salendo sulla spettacolare funicolare che parte dai pressi di Ploutàrchou.
A Platia Omonia pulsa invece il cuore popolare della capitale; luogo singolare, vivo, caotico, animato giorno e notte, dove gli edifici in cemento convivono con palazzi neoclassici creando un contrasto inevitabile; se si aggiunge poi il dedalo delle viuzze, la moltitudine di ambulanti e un numero imprecisato di peripteri, i caratteristici chioschi forniti di tutto, il ritratto somiglia molto a un luogo orientale.
Imboccando Odòs Stadiou si direttamente a Platia Syntàgma, considerata il salotto e cuore politico cittadino, dominato dal Parlamento. Syntàgma è famosa non solo per i vivaci e colorati caffè all'aperto (dove si consuma il rito dell'ouzo, l'aperitivo nazionale a base di anice), ma anche per il cambio della guardia che ha luogo ogni domenica alle 11 davanti al Parlamento. Una vera folla assiste all'esibizione degli euzones elegantemente vestiti con la fustanella, gonnellino bianco plissettato, bolero nero, fez e i tsaruhia, le scarpe con il pon pon; questo è l'antico costume delle popolazioni che vivevano sulle montagne nord occidentali e che si distinsero durante la lotta nazionale d'indipendenza contro i turchi.
Proseguendo per Odòs Ermoù si raggiunge Platia Monastiraki, considerata un tempo l'Atene musulmana, che deve il suo nome a un piccolo monastero del quale oggi rimane solo la chiesa Pantànassa. Singolare luogo ateniese, crocevia di culture e civiltà, a Monastiraki (oltre a musei e moschee) si trovano botteghe, bazar, negozi e il mercato delle pulci di Plateia Avissynìas, notissimo ai turisti per l'incredibile numero di negozi di souvenir e botteghe di piccolo antiquariato.
Camminando camminando siamo arrivati a due passi dal centro storico cittadino, la Plaka (la Piatta), forse così chiamata in contrasto con l'altura dell'Acropoli. E' il quartiere più antico e bohémienne della capitale che, nonostante sia stato in parte stravolto dal turismo dilagante, conserva ancora scorci e angoli affascinanti. Sosta obbligatoria ed estremamente interessante è quella nell'antica Agorà. Ruberà molto del vostro tempo, questo è vero, ma non sarà per nulla tempo perso: c'è chi si è perso nell'accattivante atmosfera che palazzi, torri, statue, templi e stoà hanno saputo creare... La città vecchia è un luogo davvero unico. E se è consigliabile visitare l'Acropoli il mattino presto, la Plaka va invece vissuta di sera e di notte, alla ricerca di quel fascino medievale che qui non si è ancora perduto. Tra l'altro si sta ultimando il piano di risanamento degli antichi edifici. Risanamento che ha (quasi) restituito alla Plaka le sembianze di ciò che era stata fino al 1950, una specie di Montmartre dove pullulavano artisti, artigiani, tavernieri e commercianti. Poi una serie di speculazioni ne aveva mutato il volto: le ville e le vecchie case erano state abbattute per far posto a hotel e discoteche. Fortunatamente, grazie alla pressante richiesta dei cittadini, questo fenomeno si è arrestato e oggi la Plaka si sta riappropriando della sua antica, e vera, identità. Le viuzze sono diventate pedonali, nei kafenìon si è tornati a giocare a tavli e nelle taverne la cucina greca è di nuovo protagonista con mussaka, pastìtsjo, suvlaki e keftédes, il tutto accompagnato dal resinoso retsina.
E così, dopo qualche giorno di permanenza nella capitale, guarderete sicuramente con occhi diversi questa città cresciuta troppo in fretta, senza un piano urbanistico; sarete più tolleranti con il traffico (un quarto di tutta la popolazione greca vive qui) e la lingua non vi sembrerà più così incomprensibile; in fondo i greci sono mediterranei come noi e la gestualità supplisce sempre alla voglia di comunicare. Perché con tutte le sue contraddizioni Atene è la città ideale per il viaggiatore curioso in cerca d'Oriente e d'Occidente, di un passato ricco d'arte e di storia, del sole e del cielo azzurro, di sapori, di profumi e di mille altre cose ancora, magari sulle note di un ritmato e suggestivo sirtaki...

  di Maurizio Pluda
gli stessi argomenti su:  SuperEvaVirgilioYahoo! Italia
   data: 04 giugno 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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