La riscoperta della lentezza, dei ritmi blandi, di un "adagio" esistenziale almeno nel tempo libero, si sta affermando come forma di resistenza (molto umana) a quello che Ernesto Calindri in un antico carosello del Cynar chiamava "il logorio della vita moderna". Lo testimonia il boom di formule come lo slow food, l'agriturismo, il cicloturismo. La medesima ispirazione sorregge un'altra idea di vacanza, chiamata internazionalmente houseboating. La traduzione italiana del termine inglese potrebbe essere: andar per fiumi su un battello. La navigazione fluviale su case galleggianti ha una lunga tradizione in altri paesi europei, Francia e Olanda soprattutto. In Italia non esiste una rete di vie d'acqua, canali e chiuse paragonabile a quelle d'Oltralpe (8500 km solo in Francia) ma ci difendiamo puntando sulla qualità di alcune aree molto rinomate: il delta del Po, la riviera del Brenta, la laguna veneta. In queste zone si trovano le poche organizzazioni italiane che affittano house boat. Per guidare questi battelli, veri mini-appartameti capaci di ospitare dalle 2 alle 10 persone, non ci vuole la patente nautica.
Per estensione è la seconda area umida d'Europa e l'house boat è il mezzo migliore per visitarla. 1000 km di idrovie navigabili consentono una full immersion in paesaggio unico, creato dal contatto tra ambiente marino e fluviale. Un paradiso per gli amanti della pesca e del bird watching.
È la via d'acqua che unisce Padova a Venezia e conserva le tracce di un passato illustre: ponti, castelli, le ville dell'aristocrazia veneta. In una giornata di navigazione passando per 5 chiuse e 9 ponti girevoli si segue il percorso degli antichi burchielli veneziani del '700.
LE IMMAGINI
Alcuni scatti del paesaggio del delta del Po e della riviera del Brenta.
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