Volete vedere il mondo com'era nell'Eden? Prima che Adamo mangiasse la mela, Dio s'incazzasse e punisse il nostro antenato togliendoli per l'appunto tutto quel bendiddio? Basta prendere un aereo e volare in Kenya. Un decimo del suo territorio è infatti vincolato come area protetta. Il che significa più di cinquanta fra parchi nazionali e riserve naturali, creati grazie a una vigorosa campagna di tutela cominciata negli anni '60. Una campagna che alla fine ha conquistato anche il governo kenyano, non certo per le sue ragioni etiche e di salvaguardia della fauna e della flora: sono stati i soldi, il business del turismo a convincere anche il governo locale a combattere l'azione devastante del bracconaggio e dei cacciatori di elefanti e belve.
Comunque, quello che conta alla fine è il risultato: territori immensi, preservati e tutelati, veri Eden di fine millennio. Da visitare con un bel safari, rigorosamente fotografico. Nel vostro mirino finiranno così leoni, elefanti, rinoceronti, giraffe, ippopotami e una marea di altri animali che finora avete visto solo sulle enciclopedie o in tivvù. Il percorso che vi consigliamo tocca i parchi più importanti, ci sono però moltissime altre possibilità. Per saperne di più, vi basta visitare il sito del Kenya Wildlife Service.
UNO IN DUE
Il parco nazionale Tsavo è uno dei maggiori "santuari" naturalistici del mondo: con la sua estensione di 20.812 chilometri quadrati supera le dimensioni del Galles o della Giamaica. Si trova praticamente a metà strada tra Nairobi e Mombasa ed è in realtà formato da due aree distinte: Tsavo est (più grande e arido) e Tsavo ovest, visitabili grazie a un reticolo di piste in terra battuta di circa duemila chilometri. Ospita e protegge moltissimi animali, ma è celebre come il paradiso degli elefanti: un censimento del 1991 ne contò oltre settemila. Una quantità che sembra rilevante, ma che invece non lo è. Questi settemila erano infatti i sopravvissuti al genocidio realizzato dai fottuti bracconieri: è stato calcolato che fra il 1973 e il 1989 furono capaci di far fuori cinquemila pachidermi all'anno.
PICCOLO, MA BELLO
Situato al confine della Tanzania, praticamente alle pendici del Kilimanjaro (che con i suoi 5895 metri è la più alta montagna di tutta l'Africa), il parco nazionale Amboseli ha un'estensione di soli 392 chilometri quadrati, ma una densità di animali che nemmeno nel milanese corso Buenos Aires durante lo shopping natalizio... Una statistica ci dice che ospita una cinquantina di grandi mammiferi (fra i quali leoni, elefanti, leopardi, rinoceronti, bufali) e oltre quattrocento specie di uccelli.
Ma non sono soltanto gli animali "l'attrazione" dell'Amboseli: è anche la "casa" del popolo Masai. Gli orgogliosi nomadi della savana, famosi in tutto il mondo per la corporatura meravigliosamente longilinea e il coraggio guerriero, vivono infatti nei villaggi (manyatta), che circondano il parco.
MASAI MARA: LA LUNGA MARCIA
Colonne di animali esausti per la migrazione dal tanzaniano Serengeti raggiungono la riva del Mara. Tutti in fila, per guadare il fiume nello stesso posto. Aspettano nervosamente il loro turno, cercando di difendersi dalla continua minaccia dei predatori. Anche il guado è pieno di pericoli: devono nuotare in acque dove sguazzano coccodrilli e ippopotami, in attesa di nuove prede. Questo spettacolo mozzafiato è il must offerto ai turisti dalla riserva naturale Masai Mara, la perla più bella fra le perle naturalistiche del Kenya. Tanto che persino Hollywood non ha resistito al suo fascino: qui è stato girato in gran parte La mia Africa (il film tratto dal romanzo di Karen Blixen).
Il Masai Mara si trova nel sud-ovest del paese, a circa 270 chilometri da Nairobi ed ha un'estensione di 1510 chilometri quadrati. E' l'ideale per un safari di più giorni, visto che offre sistemazioni in 13 campi con le tende e in due più comodi lodge. C'è anche un hotel di lusso giusto alle porte della riserva. E' raggiungibile dalla capitale in macchina (circa cinque ore di viaggio) o in aereo, con un volo di 40/45 minuti.
UNA GITA AL LAGO (CON COCCODRILLO)
Con i suoi 67.850 chilometri quadrati (ovvero, le dimensioni dell'Irlanda) il lago Vittoria è il secondo al mondo per estensione. Le sue acque dissetano ben tre nazioni, Tanzania, Uganda e Kenya. Quest'ultimo si prende la quota minore (3785 chilometri quadrati), ma è proprio sulle sue rive che è stata costruita la terza città per importanza del paese: Kisumu. Pur non potendo offrire cascate celebri come quella sul lato ugandese, i motivi per farci una visita abbondano lo stesso: dalla possibilità di conoscere la vita dei pescatori di etnia Luo ai coccodrilli e agli ippopotami che vivono (sia pure in numero ridotto rispetto al passato) nel lago. E sempre a proposito di laghi, da non perdere è assolutamente il lago Turkana. Per due ragioni: la prima è che l'area che lo circonda è ricchissima di fossili e resti del progenitore di tutti noi, l'homo sapiens. La seconda ha la brutta faccia del coccodrillo del Nilo, che lì ha trovato un habitat ideale. Tanto che il Turkana ospita la maggiore comunità mondiale di questi animali: l'ultimo censimento ne ha contati circa dodicimila. Una parte del lago entra poi a far parte del parco nazionale Sibiloi, una destinazione che sorprenderà anche i più scafati safari-maniaci.