Oltre 5 miliardi di euro, ovvero più di 10.000 miliardi delle vecchie lire. A tanto ammontano i costi sociali conseguenti a incidenti stradali relativi al periodo del grande esodo estivo, stimati daLLA ricerca voluta dalla Zuritel. Tra spese ospedaliere, assicurative, riabilitative, relative ai danni materiali e ai costi amministrativi - comprendendo i rilievi della polizia stradale, dei carabinieri, della municipale e dei vigili del fuoco, ma anche la mancata produzione presente e futura delle persone coinvolte in incidenti stradali - nel 2000 siamo arrivati all'astronomica cifra di oltre 28 miliardi di euri. In particolare, nell'arco dell'esodo estivo - dal 1 luglio al 31 agosto - si sono verificati 35.536 incidenti (17% del totale), 1.147 dei quali (20% totale) con esito mortale. Il bilancio in termini di vite umane è stato molto alto: le 1.276 vittime sono il 20% delle 5.814 su base annua. Discorso analogo vale per i feriti: 51.171 (pari al 17% del totale). Questo vuol dire che nelle 8 settimane più "calde" dell'anno - sia dal punto di vista del traffico che da quello del termometro - in Italia maturano il 18,5% degli incidenti e degli esiti (economici e sociali) di questi eventi avversi: partendo dalla cifra stimata dall'Istat-Aci su totale anno - 28 miliardi di euri - arriviamo, appunto, alla valutazione di Zuritel di oltre 5 miliardi di euri.
"Quello che colpisce di più", ci spiega Anna Desiderato, responsabile della Zuritel, "è l'indice di mortalità relativo a questo periodo. Il peggiore dell'anno. Infatti, se andiamo a verificare il numero di vittime e quello dei feriti del weekend di ferragosto in rapporto al numero degli incidenti che si sono verificati otteniamo l'indice - 6,7 - in assoluto più alto dell'anno. Di ben 3,7 punti superiore alla media annuale (3,0). Solo per fare qualche esempio: il ponte di pasqua ha comportato un indice di mortalità pari a 5,2 e quello del 1 maggio addirittura 2,8. Questo vuol dire che se a ferragosto si sono verificati 390 incidenti - contro i 439 di Pasqua e i 495 del 1 maggio - molti di questi, purtroppo, hanno avuto conseguente gravi (638) o addirittura mortali (26) sulle persone coinvolte. Colpa forse del grande caldo o delle condizioni psicofisiche - stanchezza, stress - di chi si mette alla guida in questo periodo, arrivando da un anno intero di corse frenetiche tra impegni familiari e di lavoro".
I giorni più a rischio incidente restano il venerdì e il sabato, anche se è la domenica (insieme al sabato) il giorno in cui si registrano il maggior numero di vittime. Le ore più a rischio incidenti sono quelle che vanno dalle 12.00 alle 19.00, con la punta massimo di conseguenze mortali tra le 16.00 e le 17.00. Infine, sbaglierebbe chi immaginasse l'equazione esodo uguale pericolo massimo nelle autostrade. E' vero semmai il contrario: agosto e settembre sono i due mesi in cui avvengono meno incidenti in autostrada (ma luglio è uno dei peggiori). Mentre è a giugno e luglio che le strade statali, provinciali ed extracomunali diventano più pericolose.