Allora il Dottore Farinacci. Di qua, venga prima qua, Dottore. Legga
qua.
FORMULA DI GIURAMENTO
PRESIDENTE:
Lei consente ad essere ripreso, oppure no?
FARINACCI D.:
No.
PRESIDENTE:
Si accomodi. Allora, dia le generalità, Dottor Farinacci.
FARINACCI D.:
Farinacci Domenico, Nato a Vasco il 17 giugno 1965, Commissario della
Polizia di Stato in servizio alla DIA di Palermo.
PRESIDENTE:
Il Pubblico Ministero può procedere all'esame.
P.M.:
All'udienza del 19 gennaio del 1996, Tommaso Buscetta ha dichiarato
di essersi incontrato nel 1980 all'Hotel Flora con l'Onorevole Lima e che
all'incontro fu presente anche uno dei cugini Salvo. In questo contesto,
ha riferito che Nino Salvo si trovava a Roma perchè doveva essere
sentito da un Giudice. Ecco, in relazione a questa affermazione di Buscetta,
è stata delegata questa indagine: accertare, punto 10, se nel periodo
dell'incontro all'Hotel Flora a Roma i Salvo avevano pendente una controversia
a Roma. Che cosa è risultato dall'indagine?
FARINACCI D.:
Allora, noi abbiamo esperito delle ricerche e abbiamo rinvenuto ...
PRESIDENTE:
Vuole ... chiede di essere autorizzato?
FARINACCI D.:
Sì, chiedo di essere autorizzato.
PRESIDENTE:
Allora il Presidente autorizza il teste a consultare atti a sua firma.
FARINACCI D.:
Sì. Abbiamo effettuato delle ricerche e abbiamo rinvenuto un
verbale di interrogatorio reso da Antonino Salvo ...
PRESIDENTE:
Più forte, Dottore.
FARINACCI D.:
Sì, allora abbiamo effettuato delle ricerche e abbiamo rinvenuto
un verbale di interrogatorio reso da Antonino Salvo innanzi i Giudici Falcone
e Borsellino, nonchè innanzi al P.M. Dottor Ayala in data 17.11.1984.
PRESIDENTE:
A Roma?
FARINACCI D.:
No, credo qui a Palermo. Questo verbale di interrogatorio è poi
confluito negli atti del Maxi Processo e nel corpo del verbale è
lo stesso Antonino Salvo che dichiara che nel 1980 alloggiò in un
albergo di via Veneto e che si era recato a Roma innanzi a un Giudice di
Roma in relazione al fallimento dei Caltagirone, probabilmente un Giudice
della sezione fallimentare. Quindi è lo stesso nino Salvo che ...
Noi abbiamo riscontrato che effettivamente Salvo Antonino è soggiornato
a Roma presso il Grand'Hotel Excelsior sito in via Veneto dal 23 gennaio
al 24 gennaio 1980, poi dal 31 gennaio al 1° febbraio del 1980, dal
5 giugno al 6 giugno del 1980, dal 3 novembre al 6 novembre 1980, dal 2
dicembre al 4 dicembre 1980. Abbiamo esperito ricerche per cercare di reperire
il testo del verbale, o comunque di vedere per quale motivo Antonino Salvo
era stato chiamato a Roma; però le ricerche che abbiamo effettuato
presso la sezione fallimentare non ci hanno permesso di rinvenire altro.
D'altro canto Antonino Salvo dice:-"Credo della sezione fallimentare",
e quindi non è stato possibile. Non avendo il numero di procedimento
penale, non è stato possibile reperire l'atto, però abbiamo
questa dichiarazione.
P.M.:
Passiamo a un altro punto. Il punto n. 36, sempre all'udienza del 9
gennaio 1996, Tommaso Buscetta ha riferito che a Rio de Janeiro del 1982,
Gaetano Badalamenti gli raccontò che nel 1979 lui, Gaetano Badalamenti,
Filippo Rimi e uno dei Salvo, si erano recati a Roma nello studio dell'Onorevole
Giulio Andreotti per ringraziarlo del suo interessamento per un processo
che riguardava il Rimi e che aveva per oggetto l'omicidio di tale Lupo
Reale. Ecco, in relazione a questa affermazione di Buscetta, è stato
chiesto di ricostruire l'iter processuale a carico di Rimi Filippo conclusosi
nella fase di merito con la condanna all'ergastolo, di accertare lo status
di detenzione, di libertà, di latitanza del Rimi durante lo svolgimento
dello stesso processo. Quale è stato l'esito delle indagini?
FARINACCI D.:
Allora, Rimi Vincenzo e Rimi Filippo furono condannati all'ergastolo
per l'omicidio di Giangreco Giovanni, verificatosi nel 1960 a Villabate
e per l'omicidio di Lupo Reale Salvatore verificatosi a Palermo nel 1962.
Furono condannati all'ergastolo in primo grado dalla Corte di Assise di
Perugia, in data ...
DIFESA:
Senta, mi scusi, questo accertamento, per quanto risulta alla difesa,
non è stato effettuato dal Dottore Farinacci, ma dal Dottore Minghella,
e la nota quindi è a firma del Dottore Minghella. Atteso che il
499 consente soltanto la consultazione di atti a sua firma, su questo accertamento
non dovrebbe consultare atti.
P.M.:
Presidente, è un'attività ... Presidente, noi riteniamo
che questa norma valga per le attività di indagine compiute dall'Ufficiale
di Polizia Giudiziaria. Se si tratta di una ricerca documentale, nel caso
di specie di ricerca di sentenze e di esame di queste sentenze, rientra
nell'attività ...
PRESIDENTE:
Comunque, le sentenze noi le abbiamo.
P.M.:
Sì, ma la ricostruzione dell'iter di queste sentenze in relazione
allo stato di detenzione, rientra in un'attività di ricerca di archivio.
Il Dottore Farinacci, tra l'altro, è diciamo il Dirigente del Pool
di investigatori che ha fatto insieme queste indagini. Non vi è
stata in realtà una ripartizione di competenze, per cui ciascuno
ha fatto un pezzo di indagine. E' stato ... è stato un pool che
ha socializzato tutte le conoscenze investigative acquisite, con continua
osmosi.
PRESIDENTE:
Senta, Dottore Farinacci, questa nota che lei sta leggendo è
a sua firma?
FARINACCI D.:
No, questa è una nota a firma del Maresciallo Minghella. Peraltro
la redazione di queste note è avvenuta sotto il mio coordinamento,
sotto le mie direttive.
PRESIDENTE:
Allora, se è sotto il suo coordinamento!
FARINACCI D.:
Sotto le mie indicazioni. Quindi ...
PRESIDENTE:
Allora è consentito.
FARINACCI D.:
Ecco, dicevo quindi che sono stati condannati in primo grado all'ergastolo
in data 16 febbraio del 1968 dalla Corte di Assise di Perugia. Si tratta
della Corte di Assise di Perugia perchè precedentemente la Suprema
Corte di Cassazione, in accoglimento della richiesta della Procura Generale
di Palermo, ordinò la remissione di tale procedimento alla Corte
di Assise di Perugia per legittima suspicione. Successivamente, questa
condanna all'ergastolo in primo grado fu confermata dalla Corte di Assise
di Appello di Perugia in data 18 marzo 1969. Fu presentato ricorso in Cassazione
e in data 4 dicembre 1971 la Corte di cassazione emise la sentenza n. 2607
con la quale annullava la sentenza della Corte di Assise di Appello di
Perugia per difetto di motivazione, rinviando il giudizio alla Corte di
Assise di Appello di Roma, per un nuovo esame. In data 13 febbraio 1979,
la Corte di Assise di Appello di Roma assolveva Rimi Filippo dalle imputazioni
di omicidio aggravato nei confronti di Giangreco Lupo e Lupo Leale Salvatore
per insufficienza di prove. In relazione ai tempi di detenzione di Rimi
Filippo, abbiamo ... siamo riusciti, sulla scorta di quello che c'è
stato comunicato dal Ministero di Grazia e Giustizia, sulla scorta di quello
che c'è stato comunicato dalle Case Circondariali di Termini Imerese
e di Palermo, e sulla scorta di quello che abbiamo reperito nei nostri
archivi, è emerso che sostanzialmente Rimi Filippo è stato
detenuto dal 3 febbraio 1964 al 3 agosto 1973 senza soluzione di continuità.
Nel corso di questa detenzione, ha sostanzialmente ... è stato ristretto
presso le case circondariali di Palermo, Catanzaro, Perugia, di nuovo catanzaro,
Perugia, Noto, Ragusa, Messina, Porto Azzurro, Lamezia Terme, di nuovo
Porto Azzurro, Palermo, Porto Azzurro, Trapani, Palermo, Porto Azzurro,
Palermo. Poi viene di nuovo arrestato nel 1985, viene ... 27.10.1985 è
recluso presso la casa circondariale di Modena. Viene quindi scarcerato
nell'86, viene di nuovo arrestato nel maggio del 1992, scarcerato nel settembre
del 1993, di nuovo arrestato nell'ottobre ...
PRESIDENTE:
Dica le date complete.
FARINACCI D.:
Sì. Allora ...
PRESIDENTE:
Cominci dal primo.
FARINACCI D.:
Allora, la prima, la detenzione fino al 1973 ... allora il 27.10.1985
è arrestato e recluso presso la casa circondariale di Modena. Il
24.10.1986 scarcerato. 4 maggio 1992 di nuovo arrestato, 4.9.1993 scarcerato;
4.10.1993 arrestato di nuovo, il 26.11.1993 viene trasferito a Trani poi
il 10 gennaio 1994 trasferito presso la casa circondariale di Termini Imerese,
il 2 gennaio nuovamente a Trani, sempre del 1994, 22 gennaio 1994, e attualmente
è ristretto presso la casa circondariale di Termini Imerese. Questo
per quel che riguarda i periodi di detenzione del Rimi Filippo.
PRESIDENTE:
Prego, Pubblico Ministero, ha concluso.
P.M.:
Allora, andiamo al punto n. 76. Sempre in quell'udienza più volte
menzionata del 9 gennaio del 1996, Buscetta ha riferito che nel periodo
in cui egli fu detenuto nel carcere Ucciardone a Palermo, aveva frequenti
colloqui con l'otorino laringoiatra Francesco Barbaccia, che prestava servizio
al carcere dell'Ucciardone, e proprio da questa fonte egli apprese nel
corso di vari colloqui che i nuovi sponsor politici della carriera di lima
erano diventati i cugini Salvo. Ecco, in relazione a questa affermazione
di Buscetta, abbiamo delegato questo punto di riscontro. Accertare l'eventuale
incarico del Barbaccia quale otorino laringoiatra presso il carcere di
Palermo, con l'indicazione del giorno della settimana in cui sottoponeva
a visita i detenuti nel periodo 1972-1980, che è il periodo di detenzione
del Buscetta; nonché in caso positivo le modalità attraverso
le quali il Barbaccia abbia acquisito l'incarico e l'abbia continuato a
mantenere; infine i nominativi degli altri specialisti esterni che oggi
operano all'Ucciardone, redigendo apposita scheda individuale sugli stessi.
Quale è stato l'sito delle indagini?
FARINACCI D.:
Allora, noi abbiamo inoltrato una richiesta alla casa circondariale
di Palermo per sapere appunto se il Dottor Barbaccia Francesco avesse prestato
servizio in qualità di ... avesse prestato la sua attività
professionale presso la casa circondariale. C'è stato risposto che
il Dottor Barbaccia Francesco ha svolto l'attività di specialista
esterno in qualità di otorino laringoiatra presso il carcere dell'Ucciardone
dal primo ottobre 1964 al 13 aprile 1993. In sostanza il Dottor Barbaccia
... 13 aprile 1993, data in cui il Dottor Barbaccia Francesco è
stato .... periodo in cui Barbaccia Francesco è stato arrestato
in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa
... Lui è stato peraltro condannato in primo grado per questo. Specialista
esterno significa che il Dottor Barbaccia Francesco non era un medico che
svolgeva sistematicamente e a tempo indeterminato l'attività di
medico presso il carcere Ucciardone, ma veniva chiamato a prestare la propria
attività professionale una volta alla settimana e doveva quindi
effettuare le visite specialistiche richieste dal medico del carcere che
segnalava le varie esigenze. Lui quindi si recava settimanalmente e provvedeva
appunto a svolgere queste visite richieste dal medico del carcere.
PRESIDENTE:
Il giorno della settimana lo sa?
FARINACCI D.:
Sì, praticamente abbiamo inoltrato la richiesta al carcere anche
per avere questo tipo di indicazione. E c'è stato detto, con una
nota del 1993, c'è stato detto che queste visite avvenivano il sabato,
ogni sabato. E' stato anche precisato che avveniva di sabato a meno che
Salvo urgenze e salvo che il sabato, quella determinata settimana fosse
una giornata festiva. In questo caso la visita avveniva in un altro giorno.
Tuttavia, poichè la nota è del 22.11.1993 e il carcere ci
comunica che questa ricostruzione è stata fatta sulla base della
memoria degli operatori, io ho preso contatti con il Direttore del carcere
del 1993, il Dottor Dessì per avere una interpretazione autentica
su che cosa si intenda per memoria degli operatori. Mi è stato detto
che sostanzialmente è stato fatto un sondaggio, cioè non
essendo conservati gli atti dei documenti che permettano di individuare
con certezza il giorno in cui venivano effettuate queste visite, è
stato fatto un sondaggio tra il personale più anziano, e che comunque
la memoria del personale non va oltre i dieci anni. Vale a dire arriviamo
al 1983. Il Dottore Dessì ha detto .... e quindi questo tipo di
risposta, questo tipo di accertamento è riferibile appunto a questo
periodo, dall'83 al '93. Per il periodo anteriore non abbiamo una documentazione
scritta che ci indichi con precisione quale è il giorno in cui avviene,
nè tanto meno la memoria degli operatori, per quello che mi è
stato riferito dal Dottor Dessì, è riferibile ad un arco
di tempo anteriore al 1983.
P.M.:
Sempre a proposito del Barbaccia, il Buscetta ha riferito che la carriera
politica del Barbaccia è stata costruita con l'appoggio di "Cosa
Nostra" e a esemplificazione della rilevanza di questo appoggio, ha
detto che il Barbaccia per esempio non aveva mai fatto un comizio pubblico,
non aveva mai parlato in pubblico. Allora, in relazione a questa affermazione,
abbiamo chiesto di accertare, punto 81, se il Barbaccia ebbe mai in occasioni
di elezioni di qualsiasi tipo, a fare comizi pubblici o manifestazioni
in luoghi aperti al pubblico. Quale è stato p'esito delle indagini?
FARINACCI D.:
Allora, noi abbiamo in primo luogo esperito delle ricerche presso gli
archivi delle forze di polizia, Questura e Arma dei carabinieri, al fine
di verificare se siano rimasti agli atti delle relazioni di servizio in
ordine a quei servizi di ordine pubblico che normalmente vengono svolti
in occasione di comizi elettorali, e quindi verificare se sia rimasta appunto
traccia di un comizio, di un intervento pubblico. E non abbiamo trovato
nulla in tal senso. Abbiamo poi effettuato delle ricerche anche per le
prescritte autorizzazioni, per le riunioni in luogo pubblico, e anche in
questo caso non è emersa nessuna richiesta relativa a comizi o riunioni
in pubblico presiedute dal Dottor Barbaccia.
PRESIDENTE:
Senta, nei periodi in considerazioni? Quale era il periodo?
FARINACCI D.:
Noi abbiamo fatto ... la ricerca l'abbiamo estesa a tutto il periodo,
cioè dagli anni '60 in poi abbiamo fatto questo tipo di ricerca.
PRESIDENTE:
Ma le elezioni, Pubblico Ministero, io non lo ricordo, quale era la
elezione riferita? '58?
FARINACCI D.:
Quindi ...
PRESIDENTE:
Quindi avete fatto le ricerche fin dalla data ...
FARINACCI D.:
Sì, dal '60 in poi. Sostanzialmente i fascicoli sono anche ordinati
nominativamente. Quindi andando a vedere il fascicolo di Barbaccia Francesco,
se c'era una autorizzazione, ci sarebbe stato un richiamo anche per atti
precedenti. Quindi comunque l'arco di tempo è sufficientemente ampio.
Quindi, sia per relazioni di servizio relative ai servizi che vengono svolti,
sia autorizzazioni, non abbiamo trovato traccia. Abbiamo altresì
trovato una informativa dell'Arma dei carabinieri di Godrano, datata 13
febbraio 1975 n. 60/61B. In questa informativa, che riporta ... ha ad oggetto
delle indagini di P.G. attinenti ad associazioni per delinquere, viene
tratteggiata la figura del padre del Dottor Barbicaie, il quale viene indicato
come elemento pericoloso di spiccata personalità mafiosa ...
PRESIDENTE:
Come si chiama?
FARINACCI D.:
Si chaima Barbaccia Giuseppe di Josafath, classe 1879. Viene quindi
indicato come elemento pericoloso di spiccata personalità mafiosa,
incriminato più volte per reati di omicidio, rapina ed associazione
per delinquere, assolto più volte per insufficienza di prove. Viene
sostanzialmente affermato che il Barbaccia lanciò nella vita politica
il figlio il quale non fece mai nessun comizio. Viene proprio segnalato
nella nota dei carabinieri. Lo faceva letteralmente ... lo faceva eleggere
Deputato al Parlamento senza che l'Onorevole Barbaccia Francesco avesse
mai tenuto un comizio.
PRESIDENTE:
Quindi, la nota è del?
FARINACCI D.:
E' del 13 febbraio del 1975.
PRESIDENTE:
Va bene, prego. P.M.:
Sì. Allora Buscetta ha parlato anche di un altro uomo politico,
il Senatore Cerami Giuseppe, che aveva svolto la professione di Avvocato
e che a suo dire era figlio legittimo di un agente del Corpo di Custodia
come personaggio vicino a "Cosa Nostra". Su questo personaggio
è stato chiesto di accertare, punto 70 e punto 86, il periodo delle
cariche pubbliche ricoperte da Cerami Giuseppe, nonchè se lo stesso
abbia mai svolto l'attività di Avvocato, se il padre di Cerami Giuseppe
abbia fatto parte del Corpo degli agenti di custodia.
FARINACCI D.:Allora, per quanto concerne il periodo e le cariche
pubbliche ricoperte da Cerami Giuseppe, nonchè se lui abbia svolto
l'attività di Avvocato, il Cerami Giuseppe innanzitutto si identifica
compiutamente in Cerami Giuseppe fu Sebastiano fu Leotta Angela, nato a
Palermo il 26.10.1924, già ivi residente in via Roma n. 59/A coniugato,
deceduto in Roma il 23 febbraio 1989. Lui Cerami Giuseppe ha ricoperto
le seguenti cariche pubbliche: nel 1952 è stato eletto Consigliere
Comunale di Palermo nelle liste del Partito Nazionale Monarchico. Nel 19
... per il periodo 1952-1956, è stato nominato Vice-Presidente dell'Ente
Comunale di Assistenza. Viene rieletto Consigliere comunale nel 1956 e
nominato ...
PRESIDENTE:
Pubblico Ministero, su Cerami ieri c'è stato un teste che già
ha riferito questo.
P.M.:
Sì. Potremmo andare per sintesi su questo.
PRESIDENTE:
Quindi ...
FARINACCI D.:
Comunque è stato Procuratore Legale, patrocinatore in Cassazione
dal 1964. Per quanto concerne invece la ... l'altro punto, chiedo scusa,
era il ...
PRESIDENTE:
Il padre se faceva parte ...
P.M.:
Era il punto 86.
FARINACCI D.:
Sì, abbiamo inoltrato una richiesta al Ministero di Grazia e
Giustizia che ci ha comunicato che il padre di Cerami Giuseppe, che si
identifica compiutamente in Cerami Sebastiano, fu Giuseppe e fu Barbitta
Carmela Vincenza, nato a Mistretta il 25.10.1890, deceduto a Palermo il
27.7.1969, questi ha prestato servizio nel Corpo degli agenti di custodia
dal primo agosto 1925 al 24 ottobre 1940.
PRESIDENTE:
Prego.
P.M.:
Passiamo a un altro argomento. Per quanto riguarda le elezioni del barbaccia,
abbiamo rivisto il verbale, si riferiva al 1963.
PRESIDENTE:
Le elezioni?
P.M.:
Sì. Altro punto, il punto n. ... PRESIDENTE: La prima
è del 1963?
P.M.:
Sì, candidato nelle consultazioni elettorali del 1963, fu il
primo dei non eletti e credo che poi subentrato in quanto eletto ad Aldisio.
Questo è il dato che risulta dai nostri atti.
PRESIDENTE:
A noi risultava che pure nel 1958 era stato eletto, no? Non è
corretto questo?
P.M.:
No, dovrebbe essere corretto esattamente come dice il Tribunale.
PRESIDENTE:
Va bene, lo verificheremo.
P.M.:
Il dato significativo dal punto di vista anche degli ulteriori riscontri
e delle connessioni con altre componenti della Democrazia Cristiana, e
quindi il dato su cui si era appuntata la nostra attenzione era quello
delle elezioni del 1963. Ma è corretto esattamente quello che diceva
il Tribunale in proposito.
PRESIDENTE:
Prego.
P.M.:
Passiamo al punto n. 45. Punto n. 45 fa riferimento particolare all'interrogatorio
che è stato reso il 6 aprile del 1993 in sede di rogatoria internazionale
a New York, che quindi è acquisito al fascicolo del dibattimento
dal Buscetta. Nel corso di questo interrogatorio, parlando dell'omicidio
Mattarella, il Buscetta riferiva che Piersanti Mattarella era stato ucciso
per la sua nuova linea di rigore e di moralizzazione della vita pubblica
e riferiva anche che questa particolare avversione di "Cosa Nostra",
dei capi di "Cosa Nostra" nei confronti di Piersanti Mattarella
derivava dal fatto che in passato il padre nel trapanese era stato vicino
a "Cosa Nostra". In relazione a questa affermazione, abbiamo
chiesto di acquisire tutti i dati informativi concernenti eventuali rapporti
tra esponenti di "Cosa Nostra" e Mattarella Bernardo.
FARINACCI D.:
Sì, in merito a questi rapporti, abbiamo rinvenuto un atto dei
carabinieri di Corleone a firma del Vice-Brigadiere Comandante della Squadra
di P.G. Bignali Agostino. In questo atto, che ... la data la traiamo ...
si tratta di un atto che è redatto dai carabinieri di Corleone,
fu poi trasmesso dal Giudice Terranova in data 6 aprile 1976 alla Commissione
Parlamentare antimafia. La data non riusciamo a rilevarla perchè
probabilmente c'è la fotocopia che è un po' sbiadita. Però
abbiamo la data della trasmissione, cioè del giorno in cui fu trasmessa
alla Commissione Parlamentare antimafia, Dottor Terranova. Noi agli atti
della Commissione abbiamo trovato la fotocopia dell'originale di questo
atto che non siamo riusciti a trovare in copia originale. Sostanzialmente,
in questo atto si fa una descrizione della situazione della mafia nel corleonese,
e in particolare viene focalizzata la figura del Dottor Michele Navarra.
Si fa particolare riferimento alle amicizie politiche che poteva vantare
il Navarra, e tra gli amici in tal senso del Michele Navarra vengono indicati
una serie di uomini politici e tra questi il Mattarella.
PRESIDENTE:
Senta, dovrebbe dire qualcosa su Michele Navarra.
FARINACCI D.:
Sì. Michele Navarra ...
P.M.:
Ci vuole precisare quale Mattarella intanto?
FARINACCI D.:
Non è precisato nella nota. Però atteso che si tratta
di un atto che è trasmesso nel 1976, che ripercorre la mafia del
corleonese avendo ad oggetto la figura di Michele Navarra, dovrebbe riferirsi
inevitabilmente al Bernardo.
PRESIDENTE:
Quindi Navarra Michele chi era?
FARINACCI D.:
Navarra Michele è il noto capomafia della zona del corleonese,
ucciso su disposizione di Luciano Liggio, ha subito numerosi procedimenti
penali, tutta una serie di provvedimenti di sorveglianza speciale, e proprio
in questa circostanza si fa riferimento, come grazie alle sue amicizie
politiche, tra le quali appunto viene inserito il Mattarella, viene indicato
come amico di Mario Scelba al punto che nel 1951, in una operazione di
polizia, nel corso della quale lui era stato proposto a soggiorno obbligato,
mentre alcuni dei suo gregari venivano condotti al luogo del confino, egli
a 24 ore di distanza, rientrava in Corleone con l'aria del trionfatore
con grande soddisfazione di chi stava al suo seguito. Oltre questa circostanza,
sul conto dei rapporti tra Bernardo Mattarella ed elementi e persone di
"Cosa Nostra", è emerso che nell'ambito delle indagini
condotte nei confronti di Ciancimino Vito, il Ciancimino Vito agli esordi
della sua carriera imprenditoriale, ebbe sostanzialmente l'appoggio dell'allora
Ministro dei Trasporti Bernardo Mattarella. Queste circostanze sono contenute
nel rapporto di polizia giudiziaria poi confluito negli atti del procedimento
penale che portò alla condanna, poi passata in giudicato, di Ciancimino
Vito per 416 bis. E si appunto rappresentava in questo rapporto che Ciancimino
Vito, pur non avendo tutti i requisiti richiesti per ottenere la concessione
in appalto di servizi da svolgere per conto dell'Ente delle Ferrovie dello
Stato, mercè i suoi ... la sua vicinanza a Bernardo Mattarella,
presso il quale lui probabilmente aveva passato proprio un periodo della
sua vita, gli inizi della sua carriera, mercè di questa vicinanza,
riuscì a superare tutta una serie di ostacoli e ad aggiudicarsi
l'appalto. Altro elemento lo traiamo da un frammento di vewrbale di interrogatorio
reso da Frank Coppola in data 6 agosto 1965 innanzi a un Giudice Istruttore.
In questo verbale, sostanzialmente Frank Coppola dice di aver sostenuto
la candidatura di Bernardo Mattarella per sentimenti di devozione persionale.
P.M.:
Frank Coppola vuole fare un accenno a chi era?
FARINACCI D.:
Sì, Frank Coppola era anche lui noto mafioso, iniziò la
sua carriera in Sicilia in Partinico, sono ancora più noti i suoi
nipoti, Domenico Coppola e Agostino Coppol,a padre Agostino Coppol,a si
trasferì e continuò la sua carriera criominale negli Stati
Uniti da dove venne espulso, rientrato in Italia si tgrasferì in
Roma dove acquistò nella zona di Pomezia una grossa tenuta più
volte inidagato per tutta una serie di processi, sottoposto alla sorveglianza
speciale con numerosi precedenti.
P.M.:
Passiamo a un altro punto, il punto n. 79. Buscetta ha parlato dell'Onorevole
Attilio Ruffino come persona che lui ebbe modo di frequentare negli anni
giovanili e come persona vicina ai Salvo.
PRESIDENTE:
Pubblico Ministero, un po' più forte.
P.M.:
Sì, mi scusi. Buscetta ha parlato dell'Onorevole Attilio Ruffini
come persona da lui frequentata negli anni giovanili occasionalmente e
come personaggio politico molto vicino ai cugini Salvo. Ecco, in relazione
a questa affermazione, il punto da accergtare era questo, il periodo delle
cariche pubbliche ricoperte da Ruffini Attilio indicando altresì
se questi ebbe mai la disponibilità di uno studio abitazione in
via Ariosto nello stesso stabile in cui ebbe ad abitare Salvo Antonino.
FARINACCI D.:
Sì, allora ... in ordine alle cariche pubbliche ricoerte da Attilio
Ruffini ...