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UDIENZA DEL 30.05.1996 (3 DI 6)
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AVV.COPPI:
No, no. Io sto chiedendo ...
MUTOLO G.:
... da qualche mio pensiero..
AVV.COPPI:
Considerato il fatto che lei avrebbe commesso questo oltraggio e considerato
che poi, però, è stato assolto in grado in Appello, noi possiamo
dire che quella sentenza era, non secondo la sua mentalità, ma secondo
legge era una sentenza ingiusta.
MUTOLO G.:
Sissignora.
AVV.COPPI:
Sissignora. Senta, lei ha già fatto il nome del Presidente della
Corte di Appello del processo Cappiello, che se ho ben capito sarebbe il
Presidente Farace. Mi vuole dire anche il nome del Giudice a latare?
MUTOLO G.:
Guardi il Giudice a latere non me lo ... ma credo ... non lo so. Era
una persona che io ci posso descrivere in una maniera dettagliata. Era
un a persona un po' bassina, grosso, scuro nel viso, con la voce un po'
rauca, era parente di altri magistrati, però non mi ricordo chi,
insomma.
AVV.COPPI:
Ci descrive, dopo quello che ha già descritto nei confronti del
Presidente Farace, quali minacce vennero esercitate nei confronti del Giudice
a latere per convincerlo ad emettere una sentenza combinata?
PRESIDENTE:
Non è che ha parlato ... non ha parlato di minacce. Era parlato.
AVV.COPPI:
Dice che il primo ... Ecco, insomma. In che termini gli è stato
parlato al Giudice a latere?
PRESIDENTE:
Non ho sentito. Stamattina ... Incidente con il Presidente. Per il Presidente.
Parliamo del Giudice a latere.
AVV.COPPI:
Il Giudice a latere cosa è successo, invece?
MUTOLO G.:
No, il Giudice a latere era, diciamo, quella persona che a noi ci faceva
sapere addirittura l'andamento cioè il convincimento che aveva il
Presidente. Cioè il Giudice a latere era una persona, insomma, parlata,
avvicinata, insomma, ammorbidita, favorevole, insomma, all'assoluzione.
AVV.COPPI:
Ho capito.
MUTOLO G.:
Era il Presidente che non era d'accordo all'assoluzione.
AVV.COPPI:
Ho capito. Senta, dopo la morte di Riccobono non c'era nessuno interessato
all'esito del processo Cappiello che potesse prendere contatti con Ignazio
Salvo?
MUTOLO G.:
Guardi, dopo la morte di ... di Ferro Riccobono io credo che, che ne
ho commentato anche il diretto interessato che sarebbe Salvatore Davì,
...
AVV.COPPI:
Salvatore ...?
MUTOLO G.:
... quando arrivò la conferma della condanna a Roma, perché
dopo è stato fatto il processo a Palermo mentre noi siamo al carcere
di Palermo, io commento la conferma con Salvatore Davì, in cui noi
siamo convinti che quella condanna, se sono stati condannati di nuovo,
era perché non c'era stato più interessamento.
AVV.COPPI:
Sì, questo è stato il suo ... la sua opinione, il suo
commento. Ma io volevo sapere, dopo la morte di Riccobono non c'era nessuno
che avrebbe potuto prendere contatti con Ignazio Salvo?
MUTOLO G.:
Che avrebbe potuto? Se voleva certamente c'erano altre persone. Ma sicuramente
noi della famiglia di Partanna Mondello si vede non ha voluto prendere
più contatti nessuno. Cioè non ci interessava più
nessuno.
AVV.COPPI:
Ma lei era in carcere dopo la morte di Riccobono?
MUTOLO G.:
Sissignore.
AVV.COPPI:
E non poteva, quindi, prendere o far prendere contatti con Ignazio Salvo
visto che le era stato già presentato come uomo d'onore?
MUTOLO G.:
Non me lo potevo permettere io.
AVV.COPPI:
E perché non se lo poteva permettere?
MUTOLO G.:
Prima perché, diciamo, erano cose che potevano interessare ...
potevano essere interessati i diretti personaggi interessati. C'era Davì
Salvatore che è anche un uomo d'onore, c'era il Micalizzi che era
anche latitante e quindi come me conoscevano il capo mandamento. Quindi
l'interesse, al limite, poteva essere più loro che mio.
AVV.COPPI:
Però lei ...
MUTOLO G.:
Quindi io non vedevo nessun interessamento ...
AVV.COPPI:
Però lei aveva conosciuto ...
MUTOLO G.:
Io non ho ritenuto opportuno nemmeno una parola nè verso Ignazio
Salvo e nè verso nessuno.
AVV.COPPI:
Ho capito. Senta, perché se vi venivano raccomandazioni di stare
tranquilli e in modo particolare da parte dello stesso Riina avete addirittura
pensato di uccidere gli avvocati?
MUTOLO G.:
Ma perché, ad un certo punto, noi ... cioè ci ci sembrava
lungo aspettare quei 18 mesi, quei 20 mesi. Quindi ... quindi noi pensavamo
che se c'era l'intervento interno dell'avvocato, e siccome, ripeto, già
molti dei detenuti, compreso io per primo, avevo maturato, diciamo, le
scadenze di termine e per un motivo e per l'altro, non me li davano, quindi
eravamo tutti ben disposti a fare, insomma, qualsiasi tipo di manifestazione.
AVV.COPPI:
Quindi ...
MUTOLO G.:
Oppure qualsiasi tipo di provvedimento fin quando si sbloccava quella
situazione. L'assicurazione era che a Roma si aggiustava tutto. Però
quanto tempo passava da primo grado andare a Roma; là eravamo tutte
persone competenti, non è che siamo studenti, eravamo tutti che
avevamo fatto (incomp.) processi.
AVV.COPPI:
Ho capito. Quindi possiamo dire che voi non avete tenuto in nessun conto
questo consiglio, chiamiamolo così, di Riina?
MUTOLO G.:
Non è ... perché io non ho detto questo. Lei non lo interpreti
in questa maniera perché noi prima che si faceva qualche cosa comunque
c'era sempre il consenso della commissione. Quindi se si era parlato di
uccidere un avvocato, certamente la commissione già lo sapeva. Solo
dovevano vedere a chi. Perché, come ho detto, c'erano ... ci sono
avvocati in cui magari hanno venti persona che difendono, però c'è
ne è uno, e guarda caso è sempre il capo mandamento che ha
delle attenzioni particolari. Insomma ha un interessamento particolare.
AVV.COPPI:
Sì, non riesco a capire come da un lato, e questa è la
domanda se mi può spiegare, perché da un alto si invita a
star tranquilli e dall'altro però si discute della possibilità
di uccidere, anche a livello di commissione, degli avvocati. Non le sembra
che ci sia un po' di contrasto fra queste due posizioni?
MUTOLO G.:
Ma guardi, contrasto ... e a secondo di come uno concepisce la cosa,
cioè tranquilli era nel modo in cui le assicurazioni che dicevano
state tranquilli che comunque il processo va bene a Roma; quindi state
tranquilli. Certamente, se noi dopo potevamo fare qualche cosa, potevamo
suggerire qualche cosa, per come si è fatto, per come qualche cosa,
insomma, si è pensato anche dentro il carcere, come di rifiutare
il mangiare, però non è che tutto assieme, dall'oggi al domani,
uno l'indomani non mangiava a casa, oppure non rispondeva quando veniva
interrogato dal Presidente. Erano cose che si dicevano a dei personaggi
che erano in carcere, questi lo mandavano a dire fuori, fuori mandavano
a dire: va bene, tentate, facete, insomma. E quindi erano due discorsi
che si abbracciavano, diciamo.
AVV.COPPI:
D'accordo.
MUTOLO G.:
Non è che uno disubbidiva ad un discorso che dava la commissione.
AVV.COPPI:
Quando fece per la prima volta il nome del senatore Andreotti, le risultava
che già altri testimoni, altri collaboratori avevano fatto lo stesso
nome?
MUTOLO G.:
Sissignore. Mi risultava sì.
AVV.COPPI:
Lo sapeva già da qualche tempo, quindi?
MUTOLO G.:
Guardi, io mi ricordo che ... se non sbaglio, sotto Natale, mi son venuti
a trovare i magistrati ...
AVV.COPPI:
Natale di che anno?
MUTOLO G.:
... in cui ...
AVV.COPPI:
Natale di quale anno? Natale di quale anno?
MUTOLO G.:
Del '92.
AVV.COPPI:
Del '92. Diceva quindi (incomp.)?
MUTOLO G.:
Sissignore. Siamo sotto Natale del '92, mi ricordo che i magistrati
mi hanno detto che c'era un altro collaboratore che ...
AVV.COPPI:
Ci può dire chi erano i magistrati?
MUTOLO G.:
Prego?
AVV.COPPI:
Ci può dire chi erano i magistrati che la vennero a trovare?
MUTOLO G.:
Ma guardi, c'è un verbale scritto. Era il dottor Scarpinato ...
AVV.COPPI:
Il verbale, lo conosciamo il verbale non lo conosce ...
MUTOLO G.:
... il giudice Natoli, credo. Io non ricordo perché da me son
venuti un sacco di magistrati.
AVV.COPPI:
Non ho capito, scusi. Non ho capito. Non ho capito.
MUTOLO G.:
Anzi io, in quell'occasione, ...
AVV.COPPI:
Mi vuol ripetere. Signor Mutolo, mi vuol ripetere il nome dei magistrati
che sono venuti a trovarlo sotto Natale e che le fecero il discorso che
sta per raccontarci?
MUTOLO G.:
Il dottor Scarpinato io me lo ricordo sicuramente. Se c'era qualche
altro magistrato, posso fare anche confusione, insomma, c'era il giudice
Natoli ed io penso Scarpinato. Io ora non mi ricordo quali magistrati erano.
Però io mi ricordo perfettamente perché fu un fattore importante
e mi è rimasto impresso a me perché, diciamo, c'era un altro
collaboratore che aveva detto di aver sentito che il senatore Andreotti
era stato, diciamo, "punciutu". Cioè era questo il nocciolo
della situazione. E io in quell'occasione, ci ho detto, guardi, io non
l'ho sentito dire mai, non è possibile che il senatore Giulio Andreotti,
insomma, sia "punciuto". Non esiste proprio.
AVV.COPPI:
E poi? Si fermò (incomp.)?
MUTOLO G.:
Posso dire che magari che questo collaboratore magari abbia detto questo
perché magari avrà sentito che era talmente vicino al senatore
Andreotti ad ambienti di Cosa Nostra che lui magari avrà capito
...
PRESIDENTE:
Mutolo, lasci stare quello che ha pensato il collaboratore. Risponda
alla domanda dell'avvocato.
AVV.COPPI:
Ecco, le vennero detto altre cose in quell'occasione, da parte dei magistrati
che vennero a trovarla?
MUTOLO G.:
No, guardi, io non mi ricordo. Ma questo era la motivazione, questa
era. Che c'era un collaboratore che aveva fatto il nome del senatore Giulio
Andreotti in cui diceva di aver sentito se ... era "punciutu"
...
AVV.COPPI:
Lei ricorda ...
MUTOLO G.:
Allora io ci ho detto di no, che non era possibile.
AVV.COPPI:
Senta, ricorda se da parte dei magistrati venne invitato a riferire
quanto conosceva sul senatore Andreotti, in quell'occasione?
MUTOLO G.:
Sissignore. MI invitarono di io di sciogliere le riserve di ... perché
era ... a me, continuamente, i magistrati, qualsiasi magistrato, veniva
sempre ... mi diceva di sciogliere le riserve e di parlare sull'intreccio
mafia-politica. Però io, in quell'occasione, ci ho detto che, effettivamente
che era la verità, che ero io turbato perché in quei ...
poco tempo prima era successo, diciamo, il suicidio del giudice Signorino
e quindi io non mi sentivo psicologicamente, diciamo, di affrontare altre
critiche perché io sapevo, tranquillamente, che al momento io incominciavo
a parlare di qualche personaggio politico incominciavano i polveroni, le
critiche per come dopo inizialmente è successo.
AVV.COPPI:
Ma critiche nei suoi confronti o critiche per il fatto che veniva fatto
il nome del senatore Andreotti? Mi faccia capire. Perché se il nome
del senatore Andreotti era stato già fatto ...
MUTOLO G.:
No, le critiche ...
AVV.COPPI:
... che preoccupazioni aveva lei, ormai se il nome del senatore Andreotti
era già entrato nelle indagini dell'autorità giudiziaria?
MUTOLO G.:
Ma avvocato, mi consenta, cioè il senatore Andreotti non era
il primo politico o la prima persona. Il senatore Andreotti era una persona
che ... che era in condizioni, se voleva, diciamo, mandare all'inferno
a tutti i collaboratori, li mandava. Cioè è assurdo che ora
le debbo dire, insomma, cioè guardiamo in faccia la realtà
di quello che era il concetto dei collaboratori, di quello che hanno fatto
i collaboratori, Cioè se io in quel momento parlavo del senatore
Andreotti, io non mi sentivo tranquillo nel senso, non perché stavo
dicendo una cosa, magari, che non era sotto gli occhi di tutti o che tanti
magari sapevano, ma semplicemente io mi preoccupavo, perché c'era
una legge che in qualche modo cautelava i collaboratori se toccando un
personaggio così importante, se potevano fare qualche altra legge
insomma e rivoltarla. Infatti dopo che si è sentito che io ho parlato
del senatore Andreotti o qualche altra persona ha parlato del senatore
Andreotti io credo che qualche tentativo di cambiare le leggi ci sono stati,
cioè non è che ...
AVV.COPPI:
Senta, ma lei ha subito ... ma lei ha subito delle conseguenze negative
dal momento in cui ha fatto il nome del senatore Andreotti?
MUTOLO G.:
No. Io non ho seguito ... non ho subito nè conseguenze nè
negative nè positive. Io ho subito delle critiche, degli attacchi
che a me, a volte, mi hanno fatto male. Perché, avvocato, parliamo
chiaro, un collaboratore ...
PRESIDENTE:
Senta Mutolo, lei sta rispondendo al Tribunale. Quindi non si rivolga
direttamente all'avvocato. Mutolo lei risponde al Tribunale, a seguito
delle domande dell'avvocato. Quindi questo diretto dialogo avvocato e ...
non deve accadere. Va bene Mutolo?
MUTOLO G.:
Sì, sì, scusi. No, no e va be'. Quindi io vi stavo dicendo
che un collaboratore, insomma, quando fa questa scelta, che è una
scelta molto dolorosa, è difficile a comprendere i sacrifici che
si fanno. Comunque io ho subito delle critiche, ma tante critiche.
AVV.COPPI:
Senta, lei ricorda se, sempre nell'ambito di questo interrogatorio di
cui stiamo parlando, sotto Natale del 1992, ad un certo momento da parte
dei magistrati vi fu un invito preciso a specificare se la persona a cui
l'onorevole Lima si rivolgeva a Roma era il senatore Andreotti?
MUTOLO G.:
Guardi, io non mi ricordo specificamente, però sicuramente me
l'avranno detto. Non lo so. Io non mi ricordo. Ma sicuramente ...
PRESIDENTE:
Senta Mutolo ...
MUTOLO G.:
... l'avranno detto però io ...
PRESIDENTE:
Mutolo. Lei se lo ricorda lo dice, se non lo ricorda non lo dice. Dice:
non lo ricordo. Non sicuramente se ecc. Questi ...
AVV.COPPI:
Anche perché abbiamo il mezzo per ... col permesso del Tribunale,
di risvegliare il ricordo del signor Mutolo. Leggo il verbale del suo interrogatorio
del 17 dicembre '92 nella parte ...
PRESIDENTE:
E una forma di contestazione per sollecitare il ricordo, forse. Dato
che ha detto non ricordo.
AVV.COPPI:
E' previsto.
P.M.:
Allora lo leggiamo tutto.
PRESIDENTE:
Questa parte, questa che ...
AVV.COPPI:
Allora Presidente, se lei consente, io lo leggo dal primo rigo. A me
pare che si debba ...
PRESIDENTE:
(incomp.) questa parte dove si parla del senatore Andreotti.
AVV.COPPI:
Allora: l'ufficio, a questo punto, in relazione a quanto dichiarato
dal Mutolo negli interrogatori del 28 agosto e del 1^ settembre del '92,
gli chiede nuovamente di indicare a chi l'onorevole Lima si rivolgesse
per le decisioni di adottare a Roma che coinvolgevano interessi di Cosa
Nostra, specificando se si trattasse di uno o più persone. Il Mutolo
risponde: posso dire che si trattava di una persona. A questo punto l'ufficio
chiede se questa persona fosse il senatore Andreotti. Il Mutolo risponde
ecc. ecc. A noi interessava ...
P.M.:
Che cosa risponde.
AVV.COPPI:
Che cosa risponde, certo. A noi interessava proprio questo.
P.M.:
E anche a noi interessa che si sappia ...
AVV.COPPI:
Ma la domanda non era questa.
PRESIDENTE:
La domanda non è questa.
AVV.COPPI:
Non era questa la domanda. A me interessa solo di stabilire se ricorda
se i magistrati, ad un certo momento, lo invitarono a rispondere a questa
precisa domanda, e cioè se la persona a cui si riferiva lima a Roma
era il senatore Andreotti. Lui ha detto che non ricorda la domanda, io
gli ho letto questa domanda che risulta dal verbale e che gli è
stata fatta. Questo è il concetto della contestazione.
PRESIDENTE:
Mutolo, ha sentito la contestazione? Mutolo. Ricorda che le fu fatta
questa domanda?
MUTOLO G.:
Guarda ora mi ricordo io che mi hanno fatto la domanda e io ho risposto
che era una persona e che io però, siccome avevo subito degli ...
dei commenti, delle critiche per la morte del giudice Signorino, non mi
sentivo psicologicamente di affrontare un altro problema così importante,
insomma..
AVV.COPPI:
Sì, ma non era questo ...
MUTOLO G.:
E quindi li pregai di .. di sorvolare ancora un poco che io ancora mi
riservavo, insomma, di parlare.
AVV.COPPI:
Li produciamo tutti alla fine, signor Presidente.
PRESIDENTE:
Ha confermato, avvocato. Quindi non c'è bisogno.
AVV.COPPI:
No, Presidente. Non ha confermato l'ultimo punto che era quello che
a me più interessava. Cioè se gli venne ... se venne esplicitamente
invitato a dire se la persona a cui si riferiva Lima era Andreotti. Lui
ha detto che ricorda che effettivamente gli venne chiesto qualche cosa,
però io voglio sapere ...
PRESIDENTE:
Facciamo una domanda sul punto, avvocato ...
AVV.COPPI:
Quindi ricorda che le venne chiesto di riferire se la persona a cui
Lima si riportava a Roma era il senatore Andreotti? Se venne invitato,
quindi, a dire quanto sapeva sul punto?
MUTOLO G.:
Signor Presidente, cioè quando i giudici a me mi dicono, e io
parlo che non era possibile diciamo (incomp.)
PRESIDENTE:
Mutolo. Mutolo. Aspetti. Mutolo.
MUTOLO G.:
... poteva essere, diciamo, un modo ...
PRESIDENTE:
Mi ascolti Mutolo. L'avvocato Coppi le ha letto la parte del suo interrogatorio,
quella parte del suo interrogatorio, dove ... Vuole ripetere avvocato Coppi?
Ascolti.
AVV.COPPI:
A questo punto l'ufficio chiede se questa persona, cioè quella
a cui si riferiva Lima, fosse il senatore Andreotti. Ricorda ...
PRESIDENTE:
Le fecero questa domanda? Lo ricorda?
MUTOLO G.:
Sissignore, lo ricordo.
AVV.COPPI:
Allora non c'è bisogno di andare oltre. Senta, la mafia aveva
bisogno dei politici per la realizzazione delle sue finalità?
MUTOLO G.:
Sissignore.
AVV.COPPI:
E allora, senta, per scardinare la mafia non era il caso di denunciare
subito il legame di cui lei era a a conoscenza tra mafia e politici?
MUTOLO G.:
Guardi, avvocato, ... signor Presidente, cioè io avevo, diciamo,
la preoccupazione che io toccando, diciamo, i politici, i politici viceversa
di fare le leggi che potevano cautelare, potevano in qualche modo salvaguardare
l'incolumità dei collaboratori, se io incominciavo a parlare dei
politici certamente non avrei parlato della mafia, perché fino a
quel momento ... va bene? ... io ho specificato, ho parlato per tre, quattro,
cinque mesi sempre di mafia, quindi io ho parlato ... ho messo a toccare
i punti un pochettino delicati con ... dopo che io parlo della mafia. e
parlo del dottor Signorino, dei magistrati e del dottor Contrada. Da quel
momento incominciano i miei guai. Da quel momento incominciano i miei guai
con la stampa, con i magistrati e con tutti. Fin quando io parlo dei mafiosi
non succede niente tutto è tranquillo. Bravi i collaboratori e bravi
i ... Quindi io, a questo punto, una volta che devo parlare anche del senatore
Andreotti in cui io lo so perché non era per me il senatore Andreotti
una persona sconosciuta, quindi io so che il senatore Andreotti vuole può
fare cambiare una legge e mettere un'altra legge in cui, insomma, ci poteva
dare delle difficoltà, insomma.
AVV.COPPI:
Ma le risulta che vi furono leggi in favore dei pentiti emanate da governi
di cui faceva parte o di cui era presidente il senatore Andreotti?
MUTOLO G.:
Guardi io ho saputo sempre che tutte le proposte che faceva il senatore
Andreotti erano soltanto una ... delle proposte di facciata, perché
tanti politici, per esempio, le porto un paragone, nell'antimafia vogliono
che c'è la mafia, però dopo escono dall'antimafia e vanno
a braccetto o a mangiare con i mafiosi. Questo è un dato di fatto.
Quindi io sapevo questo. Quindi io mi preoccupavo molto di parlare, di
nominare il senatore Andreotti.
AVV.COPPI:
D'accordo. Sono sempre queste le ragioni per le quali lei nel primo
interrogatorio che rese nella sua qualità di collaborante, credo
che sia quello del 17 luglio '92, non disse nulla su quanto era accaduto
intorno agli omicidi Reina, Mattarella, Basile, Costa, Giuliano che pure
era sua conoscenza?
MUTOLO G.:
Ma guardi, io ho accennato a delle piccole cose, riservandomi che dopo
di avere parlato con ... quel fattore di mafia parlavo anche di questi
omicidi in una maniera più implicita.
AVV.COPPI:
Benissimo. Lei ricorda quando ha sottoscritto il suo piano di protezione?
MUTOLO G.:
Guardi, credo verso agosto, insomma ...
AVV.COPPI:
Di quale anno?
MUTOLO G.:
Del '92.
AVV.COPPI:
Del '92.
MUTOLO G.:
Del '92.
AVV.COPPI:
Lei ha comunicato di avere sottoscritto questo piano ai P.M. che procedevano
alle indagini nei quali ... nelle quali lei era coinvolto come collaborante?
MUTOLO G.:
Guardi, io ho saputo che ho firmato il programma di protezione. Io nemmeno
l'ho guardato perché a me il programma di protezione non mi interessava.
A me mi interessava ... cioè che io stavo tranquillo, che non saltavo
in aria, che non mi ammazzavano. Il programma di protezione io nemmeno
l'ho visto. L'ho firmato ... scusi ... sapevo che era il programma di protezione,
però io nemmeno l'ho letto.
AVV.COPPI:
Ma era di sua soddisfa... Quindi lei non sa neanche se potesse essere
di sua soddisfazione o meno. Non ne conosce il contenuto? Non sa qual'è
l'oggetto ...?
MUTOLO G.:
Sapevo che era un discorso che se parlava, cioè che la legge,
i programmi di protezione erano, insomma, in cui proteggevano i collaboratori
cui davano un'assistenza sanitaria, economica, insomma ...
AVV.COPPI:
Però lei non ha mai letto il programma di protezione che la riguarda?
MUTOLO G.:
Io non l'ho letto ... cioè io non è che l'ho letto subito.
Magari dopo qualche po' di tempo l'ho letto.
AVV.COPPI:
Va bene.
MUTOLO G.:
Però io in quei giorni avevo tanto da fare che non protezione.
AVV.COPPI:
Tornando ad una domanda che le ho fatto a cui lei ancora non mi ha risposto,
lei ricorda di aver parlato di questo piano, appena sottoscritto, ai P.M.
che procedevano al suo esame? E precisamente in data 27 agosto del '92?
MUTOLO G.:
Avvocato, io non è che ho fatto un interrogatorio, o cioè
io ho tanti interrogatori, io ...
AVV.COPPI:
Ricorda niente, ricorda ...
MUTOLO G.:
Ho parlato con i P.M., ma sicuramente avrò detto vi ringrazio
dell'interessamento che avete avuto. Sicuramente ce ne avrò parlato.
Sicuramente avrò parlato di qualche altra cosa, perché l'ora
... Certamente avrò parlato dell'onorevole Lima, perché ...
ecco ora che io parlo mi ricordo. Perché, subito dopo, io ho parlato
dell'omicidio dei giudici Lima ... dell'onorevole Lima però lei
deve pensare che il processo dell'onorevole Lima già era un processo
iniziato, l'onorevole Lima era morto, quindi io parlo così ...
AVV.COPPI:
Sì, ma a me interessava solo sottolineare che lei ha cominciato
a parlare di Lima subito dopo avere ottenuto il piano di protezione. Questo
è il punto che a me interessava. Il resto lo sappiamo ...
MUTOLO G.:
E infatti glielo sto dicendo io perché mi sono ricordato, però
... cioè sono due cose distinte e separate, parlare dell'onorevole
Andreotti e parlare dell'onorevole Lima, che è morto, e quindi c'è
un processo aperto, insomma ... cioè sono due cose diverse proprio.
AVV.COPPI:
Senta lei ricorda se in quella stessa occasione, quindi colloquio sul
piano di protezione e omicidio Lima, lei poi assunse anche l'impegno di
parlare di altre cose attinenti ai rapporti tra Cosa Nostra e il mondo
politico?
MUTOLO G.:
Ma guardi io tutto quello che ho detto ... cioè non è
che ero sacco e mi svuotavo, cioè per dirlo, insomma, in italiano.
C'è voluto del tempo. C'erano delle ... come si dice ... delle ...
delle cose che io già preannunciavo, riservandomi pian piano, insomma,
di parlare. Io non è che, insomma, potevo parlare oppure io ho parlato
... io ho fatto centinaia e centinaia di ore di interrogatorio. Cioè
non ... io le cose che ritenevo più importanti le dicevo, quello
che non ritenevo più importanti pregavo i giudici di rimandare a
momenti più tranquilli, più sereni.
AVV.COPPI:
Quindi la questione che riguardava il senatore Andreotti è una
di quella meno importanti su cui si poteva parlare in un momento più
tranquillo?
MUTOLO G.:
Ma era la più pericolosa e quindi per me la meno importante da
dire.
AVV.COPPI:
Va bene. Senta, ci può indicare qualcuna delle richieste, ma
devono essere indicazioni precise e puntuali, le richieste che sarebbero
state fatte all'onorevole Lima da parte di Cosa Nostra da trasferire a
Roma? Non esempi ma fatti specifici, richieste puntuali e precise di cui
lei sia a conoscenza diretta?
MUTOLO G.:
Io l'ho detto poc'anzi. Io l'ho detto poc'anzi che io sentivo parlare
di queste cose, però ...
AVV.COPPI:
No, no. Io voglio sapere ...
MUTOLO G.:
... cosa (incomp.) io so che l'onorevole Lima si è interessato
di alcuni funzionari, ora io non so se appartenevano alla Polizia, alla
Prefettura o a qualche altra cosa ...
AVV.COPPI:
E vale quello che ha già detto ...
MUTOLO G.:
... Che erano scomodi e quindi c'era l'intervento dell'onorevole Lima
tramite Roma ...
AVV.COPPI:
E allora, ci dica chi è intervenuto ... ci dica chi è
intervenuto ... ci dica ...
MUTOLO G.:
... il senatore Giulio Andreotti. Però io non mi ricordo chi
... i nominativi non me li ricordo.
AVV.COPPI:
Quindi lei non ci può dire ne chi è intervenuto presso
l'onorevole Lima, ne contro chi si sarebbe intervenuto, ne che cosa è
successo.
MUTOLO G.:
No, chi è intervenuto con ... presso l'onorevole Lima, sono i
personaggi mafiosi, Stefano Bontade, ...
AVV.COPPI:
No no no, noi non vogliamo sapere genericamente, voglio sapere se con
riferimento a questi trasferimenti di personaggi scomodi ci sa fare il
nome di un personaggio scomodo, di chi è intervenuto presso l'onorevole
Lima e che cosa si è ottenuto da parte dell'onorevole Lima. Se lo
sa mi risponda, se no mi dice che non lo ricorda e andiamo avanti e facciamo
prima.
MUTOLO G.:
No no, io mi ricordo perfettamente che quando si parlava, cioè
c'erano più persone, io non è che parlavo con una persona.
Ma il discorso era su ... un discorso che andava a parlare all'onorevole
Lima, o Stefano Bontade o Mimmo Teresi, oppure Vitale. Però io ora
non so chi ci andava a parlare. O il fratello di Greco Michele, però
io non è che gli dicevo: ma chi ci è andato a parlare? Si
parlava e si commentava che l'intervento era stato fatto.
AVV.COPPI:
Ma lei era un personaggio importante in Cosa Nostra? Qual'era la sua
posizione in Cosa Nostra? Era un capo mandamento? Era un personaggio di
un particolare rilievo lei? O era un personaggio ...
MUTOLO G.:
Ma, diciamo che ufficialmente non ero ne capo mandamento ne capo decina
ne capo ... però, come diciamo ... valore che lo sapevano tutti,
io ero la persona in cui stavo sempre con Rosario Riccobono, sapevano che
io ero uno dei maggiori ... diciamo persone ... che sono cresciuto insieme
a Rosario Riccobono e quindi io per un motivo di comodo che avevano tutti
questi personaggi mafiosi importanti, avevano delle persone a loro cari,
che non gli davano nessuna carica.
AVV.COPPI:
Ma lei non si è mai definito come personaggio piccolo, insignificante,
modesto nell'ambito di Cosa Nostra? Per esempio rispondendo a domande nel
corso del processo per l'omicidio Lima? Il cui verbale è acquisito?
MUTOLO G.:
Ma guardi, io per ... per carattere sono modesto, io non è che
sono uno che dice ... io parlo sempre per modestia non ... però,
che tutti sanno, i mafiosi sanno che io non ero affatto ne modesto e nemmeno
piccolo. Io ho 57 anni, li ho portati sempre bene e li porto bene.
AVV.COPPI:
E quindi era un personaggio anche lei molto importante in Cosa Nostra?
MUTOLO G.:
Sissignore.
AVV.COPPI:
Va bene. Allora possiamo rilevare però che in un altri processo
invece lei si è definito personaggio piccolo, modesto ed insignificante.
D'accordo? E' già agli atti il verbale ...
MUTOLO G.:
Me lo faccia rilevare ... insomma ... Ma è una cosa che ho detto
io forse, non insomma che ... In qualche dibattimento, per modestia forse
l'ho detto questo.
AVV.COPPI:
Anche adesso sente il bisogno di praticare questa modestia? Perché
capisco all'epoca, ma adesso?
MUTOLO G.:
Sempre, sissignore sempre, è nel mio carattere essere modesto,
umile, perché l'umile ... Lei pensi che Riina era ancora cento volte
più umile di me. Più modesto di me e guardi chi è
Riina.
AVV.COPPI:
D'accordo, d'accordo. Senta, cambiando argomento ci può descrivere
qual'era l'atteggiamento della Democrazia Cristiana verso Cosa Nostra?
All'epoca del Maxi processo?
MUTOLO G.:
Guardi, l'atteggiamento io no lo so, perché io sono in galera.
Io le posso dire quello che ci veniva riferito tramite Salvo Lima e tramite
il suo referente che era diciamo l'onorevole Andreotti, era quello che
il processo di Palermo era un processo politico, era un processo che tutto
il mondo guardava, che il governo di Roma doveva far capire, doveva far
sapere, doveva far vedere che la mafia era stata distrutta, che la mafia
era dentro le gabbie.
AVV.COPPI:
No, scusi, la domanda ...
MUTOLO G.:
Questo era l'atteggiamento del ...
AVV.COPPI:
... la domanda era un'altra. Io voglio sapere se lei era a conoscenza
di quel che era l'atteggiamento della Democrazia Cristiana nei confronti
del Maxi processo e quindi dei mafiosi che erano coinvolti in questo processo.
MUTOLO G.:
Guardi, ma non è insomma che l'atteggiamento poteva essere soltanto
... certamente se dipendeva soltanto dalla Democrazia Cristiana, stia sicuro
che noi uscivamo tutti, ma certamente per non potere fare niente, io ...
avevano anche loro, almeno per quello che ci dicevano, che avevano delle
difficoltà, perché c'erano le sinistre che in quel momento
insomma, avevano preso voti, erano forti ... Però ora, non so a
che cosa si riferisce lei ...
AVV.COPPI:
Ma a lei non ... ma a lei non risulta che proprio all'epoca del Maxi
processo la Democrazia Cristiana aveva invece cambiato atteggiamento? Almeno
secondo voi, nei confronti della gestione del Maxi processo e di Cosa Nostra
in generale?
MUTOLO G.:
Cioè, aveva cambiato nel senso che era ... cioè temporaneamente
aveva tamponato, per dire ... facciamo questo processo e dopo a Roma si
esce ... insomma era questo ... almeno se ho capito la domanda.
AVV.COPPI:
Adesso forse con il consenso del Presidente, le contesto quanto lei
ha dichiarato il 28 di agosto del 1992, proprio su questa circostanza.
Con riferimento alle assicurazioni appunto che venivano, lei dice così:
Tali assicurazioni erano fondate su fonti politiche e su avvocati, che
riferivano circa gli orientamenti del Governo. Queste assicurazioni però,
non tranquillizzarono granché i detenuti, poiché appariva
chiaro che la Democrazia, che a livello governativo è la Democrazia
Cristiana, aveva mollato il processo.
PRESIDENTE:
Mutolo ha capito, Mutolo?
MUTOLO G.:
Sissignore, ho capito benissimo.
AVV.COPPI:
Il che significa che la Democrazia Cristiana ...
MUTOLO G.:
Cioè ...
PRESIDENTE:
Lei conferma questa dichiarazione Mutolo?
MUTOLO G.:
Io mi esprimo in quella maniera per dire che se la D.C. voleva fare
una legge a favore dei mafiosi, per come dopo l'ha fatta, quando ci sono
stati la lettura degli atti, i mafiosi uscivano, cioè nel senso
che i mafiosi erano abituati che quando si chiedeva un favore, veniva fatto
subito e non ha distanza di 18 mesi o due anni, perché noi sapevamo
che il processo dal primo grado, fin quando si arrivava in Cassazione,
certamente non erano ne 18 mesi ne due anni, ma era qualche cosina in più.
Ecco perché ci sono delle forzature ...
AVV.COPPI:
Sì, ma io voglio sapere se lei ... ma io voglio sapere se lei
conferma questa sua affermazione. Appariva chiaro che a livello governativo
la D.C. aveva mollato il processo.
MUTOLO G.:
Sissignore, io confermo questo perché ... dico, nel senso però,
cioè ... deve anche comprendere quello che cerco io di ... dire.
Cioè, se non aveva avuto l'atteggiamento diverso, perché
magari c'era il dottor Falcone che seguiva il processo, perché c'erano
altri personaggi che seguivano il processo, certamente noi già nel
primo grado pretendevamo che si usciva. Cioè io in questa maniera
intendo dire non aveva interesse. Però l'interessamento c'era per
quanto, a Roma uscite tutti. Cioè, il processo si fa di nuovo, viene
smontato ... cioè, ... non so come spiegarlo ...
AVV.COPPI:
Va bene, più o meno abbiamo capito. Senta, le risulta, venendo
adesso alle ragioni, lei ha già risposto e quindi non ritorno sull'argomento,
aggiungo soltanto una richiesta di precisazione. Fra le varie ragioni che
lei ha indicato essere alla base dell'omicidio Lima, c'era anche il fatto
che Lima era considerato il maggior simbolo della parte politica che fino
a poco tempo prima aveva appoggiato gli interessi di Cosa Nostra? Sempre
secondo le valutazioni della stessa Cosa Nostra?
MUTOLO G.:
Sì, era il maggiore simbolo nel senso che era la persona a più
stretto contatto con l'onorevole Andreotti.
AVV.COPPI:
Ah, questo sarebbe il significato di maggiore ...
MUTOLO G.:
Perché la persona importante è l'onorevole Andreotti,
l'onorevole Lima sì, è importante, ma non è che io
posso paragonare l'onorevole Andreotti con l'onorevole Lima. Cioè,
l'importanza che aveva l'onorevole Andreotti era un'importanza nazionale,
quella dell'onorevole Lima era più piccolina. Però per noi
era una persona importantissima di Palermo, della Sicilia, perché
noi sapevamo però che a Roma si rivolgeva ad altre persone.
AVV.COPPI:
Ed allora attraverso l'uccisione dell'onorevole Lima era come se si
uccidesse l'onorevole Andreotti?
MUTOLO G.:
Logico, è stato questo il discorso.
AVV.COPPI:
Senta, ma la ragione della uccisione dell'onorevole Lima, era una sorta
di punizione per che cosa?
MUTOLO G.:
Ma, perché lui av... cioè ... aveva fatto capire che l'onorevole
Andreotti sicuramente in Cassazione il processo era anda... andava bene.
Allora qual'è il concetto? Dice: ma uccidendo l'onorevole Lima c'era
un doppio scopo cioè, far capire all'onorevole Andreotti che le
cose erano radicalmente cambiate, è logico, eppure si è voluto
colpire in un qualche senso perché si parlava che in quel momento
l'unica ... cioè l'unico desiderio che poteva avere l'onorevole
Andreotti, dopo avere avuto molti incarichi nel governo ... poteva essere
la sfidazione di diventare Presidente dello Stato Italiano. Quindi già,
anticipando l'omicidio dell'onorevole Lima, si toccava diciamo, un personaggio
importante insomma, molto legato all'onorevole Andreotti. E da li, insomma
l'onorevole Andreotti capire che tutte quelle promesse che sono state fatte,
erano mantenute, avevano certamente una ripercussione per come si sono
avuti.
AVV.COPPI:
Senta, ma lei ha sentito esplicitamente l'onorevole Lima dire che il
senatore Andreotti gli aveva promesso che il processo sarebbe andato bene
in Cassazione? Lei personalmente?
MUTOLO G.:
Ma guardi, se io questo lo avessi detto ...
AVV.COPPI:
Ma mi dica sì o no.
MUTOLO G.:
... sarebbe scritto. Io siccome non l'ho sentito, non lo ...
AVV.COPPI:
Ecco, allora mi dice ... mi dice con precisione indicando le circostanze,
momento, luogo, il nome della persona che le riferì che Lima avrebbe
avuto questa assicurazione da parte dell'onorevole Andreotti? Non i soliti
nomi così alla rinfusa, nome, circostanza precisa nel corso della
quale lei ha avuto questa confidenza.
MUTOLO G.:
Guardi, io ero a Palermo ...
AVV.COPPI:
Possibilmente di uno non morto, se è possibile.
MUTOLO G.:
... purtroppo non è che ero con una persona e quindi le posso
dire ... ero con quella persona. Io ero con tanti personaggi, personaggi
con cui più io parlavo erano questi: Bono, Calò, Francesco
Madonia, Pino Leggio, Agati. _uesti erano personaggi che noi ... si parlava
spesso. Negli ultimi periodi io ho parlato con Bagarella ...
AVV.COPPI:
Chi di questi ...
MUTOLO G.:
... con Bono ...
AVV.COPPI:
Chi di questi ...
MUTOLO G.:
... con Montalto ...
AVV.COPPI:
Chi di questi le ha dato questa confidenza?
MUTOLO G.:
Ma guardi, non è niente ... per come lo dice lei, la confidenza
sembra che mi hanno regalato qualche cestello di ...
PRESIDENTE:
Lasci stare il commento Mutolo, risponda.
AVV.COPPI:
Chi le ha dato questa notizia, chiamiamola così.
PRESIDENTE:
Che cosa le dissero? Questi signori che cosa le dissero?
AVV.COPPI:
Soprattutto chi glielo disse?
PRESIDENTE:
Chi glielo disse?
AVV.COPPI:
In quale circostanza, in quale occasione?
MUTOLO G.:
Cioè, mentre si passeggiava a passeggio, parlando con Ciccio
Madonia, il capo mandamento di Resuttana, e commentando insomma che si
stava ... si stava perdendo tempo, che il processo andava lento, dice:
no, no dice ... arrivò la notizia che dobbiamo stare tranquilli
e pacifici. Parlandone con Montalto, perché siamo tutti in duecento
metri quadrati, cioè ora può sembrare strano a dire, ma tu
perché parli con queste persone? Noi in duecento quadrati ...
PRESIDENTE:
Mutolo non divaghi, non divaghi Mutolo.
AVV.COPPI:
Scusi, ma se eravate tutti quanti detenuti, qualcuno vi doveva fare
avere queste notizie?
MUTOLO G.:
Sissignore, quando si andava a colloquio con queste persone, ricevevano
queste notizie, quindi io ...
AVV.COPPI:
Da chi?
MUTOLO G.:
... in più occasione parlo ...
AVV.COPPI:
Da chi le ricevevano?
MUTOLO G.:
... una volta con Montalto ...
AVV.COPPI:
Da chi le ricevevano in occasione di questi colloqui? Anche qui se è
possibile nomi e cognomi perché abbiamo necessità di fare
poi i dovuti riscontri.
MUTOLO G.:
Sissignore. Allora, li faceva: Salvatore Montalto, Francesco Madonia,
il Pippo Calò, ...
AVV.COPPI:
Ma scusi, lei andava a colloquio ...
MUTOLO G.:
... i Bagarella ...
AVV.COPPI:
Ma lei andava a colloquio con Pippo Calò? Lei mi ha detto che
voi detenuti ricevevate queste notizie in occasione di colloqui che avevate
con persone che evidentemente erano all'esterno del carcere. Io voglio
sapere chi sono queste persone che portavano queste notizie.
MUTOLO G.:
Avvocato, io ...
AVV.COPPI:
Ecco, circa il fatto che Lima avrebbe confidato a qualcuno che il senatore
Andreotti aveva promesso che il processo sarebbe andato bene. Chi sono
queste persone, nomi e cognomi. Così possiamo controllare anche
i registri del carcere, ricostruiamo, vediamo tutto e controlliamo se lei
dice la verità o meno.
MUTOLO G.:
Ma avvocato, io le posso dire questo, che certamente non è che
ho detto che l'onorevole Lima andava a colloquio con i mafiosi? Ma certamente
non le conviene a lei controllare ...
PRESIDENTE:
Lasci stare le polemiche Mutolo.
MUTOLO G.:
... i registri del carcere perché vede che molte persone ...
AVV.COPPI:
A me conviene, lei non si può ...
MUTOLO G.:
In quel periodo vanno tutti a colloquio. Cioè, non è che
c'è una persona che non va a colloquio, quindi il messaggio lo può
portare il fratello, lo può portare il figlio, lo può portare
la moglie.
AVV.COPPI:
Ma lei mi sa dire ...
MUTOLO G.:
Lo può portare il nipote. Cioè ...
AVV.COPPI:
Certo, ma lei mi sa dire in un caso particolare se si ricorda di qualcuno
che disse, mia moglie, mio fratello, il mio avvocato mi ha detto ... E'
in grado di fare questa precisazione?
MUTOLO G.:
Ma non mi dicevano, mio figlio ... io le posso dire che il figlio di
Francesco Madonia andava a colloquio da Ciccio Madonia. Però io
non è che le posso dire che Francesco Madonia mia detto: mio figlio
ha detto questo. Io non so se la notizia arrivava a Brusca o arrivava a
Geraci o arrivava a Montalto. Cioè io non è che posso dire
questo, io le posso dire che dentro il carcere, i discorsi ... si parlava,
e si parlavano con queste persone. Però io non è che mi hanno
detto a me, ne Montalto, ne Francesco Madonia, ne Pippo Calò , ne
Brusca, mio figlio mi ha detto, mio nipote mi ha detto, no! Erano persone
che noi nelle ore dell'aria di tanto in tanto si parlava e ci davano queste
direttive, perché per noi erano direttive queste. State calmi, state
buoni perché ...
AVV.COPPI:
D'accordo. Però, quindi non è neppure in grado di dirci
da quali fonti questi intermediari avrebbero raggiunto la notizia, che
poi è stata trasferita a voi.
MUTOLO G.:
Guardi, ma io ... siccome sono una persona molto precisa, io non voglio
dire una cosa che io non sono certo. Io non lo posso dire perché
...
AVV.COPPI:
D'accordo.
MUTOLO G.:
Ma sicuramente potevano essere ...
PRESIDENTE:
No, no, basta.
MUTOLO G.:
... avvocati, potevano essere familiari.
AVV.COPPI:
Va bene, d'accordo, ho capito. Senta, lei si ricorda che le venne chiesto
con assoluta precisione se l'onorevole Andreotti fosse uomo d'onore?
MUTOLO G.:
Sissignore.
AVV.COPPI:
Ecco. Lei ricorda che cosa ha risposto a questa domanda?
MUTOLO G.:
Che non ... era una cosa ... assurda, impossibile. Cioè. non
...
AVV.COPPI:
E quali furono le ragioni per le quali lei disse che era assurdo che
l'onorevole Andreotti potesse essere considerato uomo d'onore?
MUTOLO G.:
Guardi, perché io appunto conoscendo, sapendo bene diciamo il
comportamento mafioso, i rapporti che ci possono essere tra mafia e politica,
escludo nella maniera categorica, almeno per quello che concerne la mia
esperienza che un onorevole che non sia palermitano possa essere un uomo
d'onore. Cioè, noi a Palermo abbiamo avvocati, abbiamo avuto senatori,
abbiamo avuto ministri, abbiamo avuto ... qualsiasi persona uomo d'onore,
però fuori della Sicilia non c'erano personaggi politici mafiosi.
Se io almeno, avrei saputo che ce n'era uno, avrei detto, io non sono sicuro.
Però io in quella maniera sono stato netto, chiaro, categorico.
AVV.COPPI:
D'accordo. Senta, volevo sapere, ricorda quando quella che lei ha chiamato
l'intervista resa da Riina avvenne nel tempo? Riesce a collocarla?
MUTOLO G.:
Prima che io facessi le dichiarazioni dell'onorevole Andreotti.
AVV.COPPI:
Sì, dico però non riesce a collocarla nel tempo, nel '92,
nel '91, nel '93, '94. In uno di questi anni, non riesce ...
MUTOLO G.:
Nel '93, i primi del '93.
AVV.COPPI:
Lei ricorda se il senatore Andreotti era ancora al Governo, da quanto
non era più al Governo, se lo era ancora a quell'epoca eccetera?
MUTOLO G.:
No, no, non me lo ricordo.
AVV.COPPI:
D'accordo. Scusi Presidente, salto qualche domanda che mi ero preparato
perché sono state già fatte dai P.M. e quindi è inutile
tornarci sopra. Ecco, invece vorrei sapere questo. Da chi lei ha saputo
che l'onorevole Lima si rivolgeva abitualmente ad Andreotti? Le faccio
la domanda e le richiedo una risposta solo nell'ipotesi in cui lei sappia
indicarci anche qui il nome preciso e la circostanza in occasione della
quale, lei apprese questa notizia.
MUTOLO G.:
Cioè, uno quello sicuro, certo al cento per cento che le posso
dire e Ignazio Salvo. Dopo in altre occasioni, se ... a distanza di sei
sette anni, va bene? c'erano altre persone che dicevano anche questo, però
io non so chi è che le portava dentro il carcere queste notizie.
Cioè, io le posso dire chi ce le diceva a noi, ma come lo sapevano
io non lo so. Certamente dai familiari.