Dopo alcuni rifiuti statunitensi alla richiesta di
applicazione della Convenzione di Strasburgo che ne
consentirebbe il trasferimento in Italia, dopo anni di pressione
dell'Fbi per ottenerne il pentimento, quello di Silvia Baraldini
é diventato un caso politico.
La mobilitazione dell'opinione pubblica italiana può essere
molto utile alla sua causa. Il suo legale Elizabeth Fink crede
che l'amministrazione statunitense, se si renderà conto della
forte pressione che viene dall'Italia, da una grande massa di
gente comune, prima o poi sarà spinta a rimandare Silvia in
patria.
Noi riteniamo che la Baraldini dovrebbe tornare in Italia
per alcuni fondati motivi. Mentre trattative politiche tra
Stati hanno consentito addirittura l'estradizione di pericolosi
criminali, sarebbe più logico che venisse trasferita in patria
Silvia Baraldini a cui non sono mai stati imputati fatti di
sangue, detenzione di armi o di esplosivi, azioni violente.
Non avendo mai commesso azioni violente o reati
particolarmente gravi, é assurdo che venga trattenuta in un
carcere americano, sia pure in condizioni meno dure che in
passato, quando la Convenzione di Strasburgo consente il
trasferimento in un carcere del paese d'origine.
Silvia si trova in non buone condizioni di salute dopo due
interventi chirurgici per tumore: il trasferimento in Italia le
consentirebbe cure e controlli medici adeguati.
Se venisse trasferita in un carcere italiano, potrebbe
vivere vicina all'anziana madre da tempo vedova che ha vissuto
la tragedia della morte della figlia Marina e che ora vive sola,
in funzione di Silvia, unica figlia vivente.
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"...E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: Noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra."