LE ACCUSE
Nel marzo del 1983 alla Corte Federale di New York ha avuto
inizio il processo per la rapina alla Brink's e per le attività
della Black liberation army, che aveva come imputata anche la
Baraldini.
Il primo atto di Silvia di cui é stata accusata ha
riguardato l'evasione di Assata Shakur, avvenuta il 2 novembre
del 1979. Le autorità americane hanno sostenuto che lei ha
guidato la macchina usata per porre in atto l'evasione della
rivoluzionaria nera. Secondo l'accusa, alcune persone sono
entrate nella prigione per una visita e hanno dato una pistola
alla Shakur. Quindi hanno preso in ostaggio una custode della
prigione e il guidatore del furgoncino che li aveva portati
nell'edificio in cui la rivoluzionaria era incarcerata. Nel
furgoncino hanno trasportato questi impiegati della prigione e
la Shakur al parcheggio di una scuola psichiatrica vicina, dove
altre macchine stavano aspettandoli. Hanno rilasciato i due
impiegati della prigione, illesi, chiusi nel furgoncino, e si
sono allontanati con la Baraldini alla guida di una delle
suddette macchine. Il testimone di accusa, il pentito Tyron
Rison, non ha mai sostenuto di avere visto la Baraldini
all'interno del penitenziario durante la perpetrazione del reato
che ha incluso il sequestro durato pochi minuti del direttore
del carcere; pertanto la Baraldini non é stata né incriminata né
condannata per sequestro di persona.
Una seconda imputazione contro Silvia ha riguardato una
tentata rapina di un furgone blindato a Nanuet, New York,
nell'estate del 1980. L'accusa ha affermato che in un
parcheggio di Mc Donald, la Baraldini con altri ha aspettato il
furgone, che regolarmente si fermava sul lato opposto della
strada. Ma quando il furgone non é arrivato, se ne sono andati.
La giuria non l' ha riconosciuta colpevole per questo atto.
La Baraldini é stata poi accusata di una tentata rapina.
Secondo la testimonianza del pentito Tyron Rison, Silvia ha
preso parte ai preparativi di rapina di un furgone blindato a
Danbury nel Connecticut, rapina che poi non é stata portata a
termine. Il testimone ha affermato di avere appreso, ma non di
avere visto con i propri occhi, che la Baraldini, camuffata con
una parrucca e in compagnia di altri complici, era rimasta in
attesa del furgone per diverse ore in un supermercato di
Danbury. Il mancato arrivo del furgone stesso avrebbe impedito
la perpetrazione del crimine. Per questa tentata rapina, ma non
effettuata, Silvia é stata poi condannata.
L'accusa successiva ha riguardato un'altra tentata rapina
nello stesso luogo nel marzo 1981. La giuria ha poi
riconosciuto che la Baraldini non ha partecipato a questa
operazione. La tentata rapina, secondo l'accusa, non é stata
portata a termine perché le guardie del furgone blindato
apparivano più nervose del solito.
Un altro atto di accusa contro Silvia ha riguardato il
tentativo di rapina di un furgone blindato alla Chemical Bank di
Nanuet, a New York. La descrizione di quanto é accaduto,
secondo le autorità americane é la seguente: "Nei giorni 19 e 26
maggio 1991, la Famiglia tentò nuovamente la rapina a Nanuet. I
partecipanti il 19 maggio includono Odinga e Baraldini, che al
solito era al volante della macchina predisposta per la fuga; il
26 maggio, degli imputati solo Odinga partecipò all'azione.
Nell'una e nell'altra occasione, la Famiglia si appostò nel
parcheggio di Mac Donald, ma in entrambi i casi il furgone non
arrivò mai e gli imputati rinunciarono all'azione criminosa".