Mai accettare passaggi dagli sconosciuti. Le strade negli USA hanno anche il volto scarlatto dei serial killer. E tra le molte strade macchiate di sangue degli USA, la route 66 ha il suo posto d'onore come territorio di caccia di molti omicidi seriali. Nella folta schiera di assassini senza motivo che hanno terrorizzato l'america, andiamo a conoscere quelli che hanno eletto le strade a riserva di caccia.
Pee Wee Gaskins non è mai stato un "bravo ragazzo". Trascorre gran parte dell'infanzia e dell'adolescenza in riformatorio prima e in prigione poi. Qui commette il suo primo omicidio, e una volta uscito avvia una carriera come omicida seriale. Le strade sono il suo territorio preferito per cercare prede, le sue vittime sono passanti, autostoppiste e altri viaggiatori.
Arrestato e ritenuto colpevole di oltre 100 omicidi, dopo aver ucciso un altro compagno di cella è stato giustiziato sulla sedia elettrca nel 1991.
Randy Kraft percorreva la strade della california, tra cui anche la route 66, in cerca di giovani aitanti, di norma marinai in cerca di un passaggio. Li drogava, portava nei boschi e legava agli alberi dove li torturava a morte. E lungo quelle strade venne fermato da una pattuglia della polizia nel 1983, mentre guidava in compagnia del cadavere di una sua vittima. Nel bagagliaio della sua macchina venne ritrovata una lista in codice che annotava i documenti di circa 60 persone.
Edmund Kemper Jr. non ha avuto una infanzia felice. Forse anche per questo, ha passato alcuni anni della sua vita a uccidere ragazze di buona famiglia, raccogliendole come autostoppiste lungo le strade intorno alle università. Un elemento che confuse non poco le indagini fu una macabra coincidenza: proprio mentre Kemper procedeva con i suoi omicidi, altri due assassini seriali, (John Lindley Frazier e Herbert Mullin) colpivano nella stessa zona. Tra il '71 e il '73 non era cosa saggia fare l'autostop lungo le strade intorno a Santa Cruz. Mullin, raro esempio di serial killer psicotico, uccise undici persone scelte a caso convinto che fosse l'unico modo per evitare che un terremoto distruggesse Los Angeles.
Gerard John Schaefer, già vice sceriffo presso Martin County in Florida, condannato nel 1973 per due omicidi, è ritenuto responsabile di almeno altri 30. Approfittando della divisa e della macchina della polizia, raccoglieva ragazze lungo le strade per condurle in aree boschive appartate. Qui le legava agli alberi, torturava e abbandonava per finire il suo turno di servizio. Tornava quindi per mutilarle e ucciderle. I denti, gioielli e documenti della sue vittime vennero ritrovati nascosti in un armadio della madre di Schaefer. Nel 1995 Gerard è stato trovato morto nella sua cella, macellato con 42 coltellate al volto. Una fine degna della sua carriera.
Randall Woodfield, violentatore e omicida seriale, diventato famoso come il "killer della I-5". Su questa strada ha commesso più di venti aggressioni, in parte culminate in omicidio e in parte in stupro. Gestendo due vite separate, teneva in piedi due o tre relazioni affettive e sessuali contemporaneamente, e nello spostarsi tra l'una e l'altra partner ed il posto di barista riusciva anche a trovare il tempo per commettere i suoi delitti. Venne arrestato nel 1981 e incastrato dalle bollette telefoniche. Dal carcere ha sempre tenuto una fitta corrispondenza con donne in tutti gli Stati Uniti, e si è anche sposato con una detenuta per omicidio.
Henry Lee Lucas - uno tra i più noti serial killer, ritenuto responsabile di varie centinaia di omicidi. Soggetto a torture estreme ad opera della madre nella sua infanzia, alcolizzato cronico, Lucas conduceva una esistenza precaria, sulla strada. E sulla strada, da solo o in compagnia di altri psicopatici come Ottis Toole, uccideva, torturava, smembrava e talvolta mangiava le sue vittime. Dopo l'arresto, sconvolto per aver ucciso per un futile diverbio anche Becky Powell, l'unica donna che avesse mai amato, ha confessato oltre 600 omicidi. E' in seguito risultato chiaro che non poteva materialmente averli commessi tutti, ma resta direttamente collegato a circa duecento tra essi. Dalla sua terribile storia è stato tratto il film "Henry, pioggia di sangue".