La prima, vera reazione alla delibera europea è arrivata dal mondo del commercio equo e solidale. Le più importanti centrali di questa forma di commercio alternativo (in prima fila Ctm-Altromercato e Robe dell'altro mondo) e le Botteghe del mondo hanno infatti lanciato una campagna di sensibilizzazione e di protesta dal significativo titolo "Vogliamo mettere ancora le mani in pasta (di cacao)". A Milano, inoltre, sabato 15 aprile la cooperativa Chico Mendes, una delle maggiori realtà nazionali, ha promosso una giornata del cioccolato: dalle 9 alle 19.30, nelle sue otto botteghe sparse in città e hinterland, potrete assaggiare tutti i prodotti a base di cacao (assolutamente ogm e msg free!) del commercio equo e solidale e conoscere la realtà economica legata alla produzione e al consumo di cioccolato nel mondo.
Due iniziative per continuare la lotta a favore dei piccoli produttori e del rispetto delle garanzie dei consumatori, che il commercio equo e solidale italiano ha deciso di promuovere nonostante queste organizzazioni abbiano ricevuto dal parlamento europeo una citazione per l'opera di promozione del commercio equo con i paesi produttori di cacao e dei grassi di sostituzione. Due iniziative per dire forte e chiaro che il burro di cacao è insostituibile:
- per 11 milioni di persone in Africa occidentale che dipendono dal cacao per il loro reddito
- per la Costa d'Avorio o il Ghana, dove il cacao è la principale voce dell'export (è stato calcolato che l'utilizzo di msg comporterà una diminuzione di consumo di semi di cacao che si aggirerà tra le 80.000 e le 120.000 tonnellate)
- perché solo per il Ghana si può prevedere una perdita di introiti pari a 300 milioni di dollari
- perché al consumatore vogliono continuare a garantire prodotti di qualità buoni per chi li consuma e per chi li produce, socialmente puliti.