Altro collaboratore di giustizia sotto protezione, che riferisce su Ustica, è tal Elmo Francesco. Questi parla di quanto sa sulla strage alla Procura di Torre Annunziata (verbale di PG delegata 19.05.96) che trasmette l'atto il 14.02.97.
Le sue cognizioni derivano dalla lettura di un fascicolo in fotocopia denominato "Gloria" concernente il noto Affatigato. In questo file erano però contenute "stranamente" - è lo stesso "pentito" che usa questo avverbio - un elenco delle NP7, informazioni su Sciubba Elvio ed una nota sulle motivazioni del disastro. Il carteggio consisteva in una piantina degli Stati Uniti d'Europa (sic!) e una nota sulla strage, nella quale era indicato che il disastro di Ustica era secondo le loro informazioni collegato al trafugamento ed alla vendita di materiale fissabile (sic!) prelevato dalla centrale nucleare di Bologna, poco prima chiusa a seguito dell'attentato alla stazione di quella città. Il furto vedeva la regia dell'Affatigato con la complicità di una banchiere italo-svizzero di nome Battaglia, il cui materiale fu venduto tramite un certo Mussa, capo centro dei servizi segreti libici in Italia ed un certo Omar. Il trasporto fu eseguito proprio con il DC9 di che trattasi con la scorta di tre MiG libici partiti dalla loro base nei Balcani: dal conflitto con aerei francesi ed americani seguì l'abbattimento sia di due dei tre MiG che dello stesso DC9 nei pressi di Ustica, per impedire che tale materiale giungesse alla Libia. In questa nota si supponeva che la Libia fosse nella fase finale nella produzione di missili a testata nucleare. In tutta questa congerie di fatti emergeva la connessione tra Servizi italiani e libici o per meglio dire di agenti esterni di nostri Servizi.
Ovviamente il banchiere italo-svizzero è Pacini Battaglia; Mussa è Moussa Salem, a lungo tra gli anni 70 ed 80 Capo Centro libico in Roma; Omar quasi sicuramente il noto Omar Yaya.
Esaminato da questo Ufficio l'Elmo aggiungeva dettagli. Egli era stato in possesso del fascicolo "Gloria"; lo aveva ricevuto dal colonnello Mario Ferraro - del S.I.S.M.I, morto nell'estate del 1995. Il "Gloria" non trattava di Ustica, ma di attività di massoni. Tra i tanti appunti ve n'era però uno, ben dettagliato, sulla strage e cioè una "cronistoria di come e perché era nato il caso Ustica". Quindi Elmo così continua: "Era il 1994, verosimilmente nel maggio o giugno, ed era sicuramente dopo che io avevo intercettato Marco Affatigato, intendo per questo fare accertamenti e scoprire a distanza le sue attività al momento in corso per conto del colonnello Mario Ferraro. L'appunto era dattiloscritto senza alcun riferimento, forse di una pagina, era molto dettagliato e, per quella che è la mia esperienza, riportava più che una ipotesi, una certezza per il Servizio. In quel momento stavo lavorando, come è successo per il 94 e parte del 95, come agente esterno dello stesso Servizio Militare. Già avevo fatto tale attività dal 1983/84 e fino all'87/88 e occasionalmente dall'88 al 93. Il colonnello Ferraro mi agganciò intorno al febbraio 94 nell'hotel President, se ben ricordo, di Zurigo, quando io stavo lavorando nello studio dell'avv.Merloni. Quel giorno si presentò con Michele Finocchi. Io nella occasione ho saputo che il col. Ferraro era appena tornato dal Sud Africa. Cominciai, quindi, a lavorare per lui. Per lavorare intendo che dovevo fornire documenti su italiani che frequentavano lo studio e sulle attività dello studio stesso e degli studi notarili e professionali ad esso connessi. A Città dei Ragazzi, provincia di Milano, doveva esser fine marzo inizio aprile 1994, ho incontrato il Ferraro con una persona che mi si presentò come Giuseppe Di Maggio. Questi all'epoca che l'ho conosciuto in Sicilia nel 1985 era un collaboratore di Emanuele Piazza, che sapevo che lavorava per Bruno Contrada". Poi, dopo altre circostanze sulla sua attività per il Servizio, la narrazione sulla strage: "Dopo la strage di Bologna, alla stazione, fu chiusa la Centrale Nucleare nei pressi della stessa città. Susseguente, ma senza una datazione precisa dei fatti, cosa che mi ha sorpreso subito perchè inusuale, ci fu un furto di materiale fissabile, era scritto proprio così, dal nucleo della Centrale stessa. Questo materiale fu rubato tramite la copertura di una Sezione dei Servizi Segreti italiani, ad opera di tale Affatigato Marco. Nello stesso appunto brevemente, dopo la parola "Alt" venivano indicate "le coperture" dello stesso Affatigato, indicate nello "SDECE", il Servizio Segreto francese, e nel dott. Vincenzo Parisi, che era il suo contatto all'interno dei Servizi. Dopo la parola "Semialt", l'appunto continuava normalmente con la indicazione delle persone che erano intervenute nell'affare con l'Affatigato. Vi era indicato il Capo Centro dei Servizi libici Omar Mussa, poi un ufficiale dei Servizi libici, tale El Houbri, almeno questo mi sembra di ricordare, ed il nominativo di un banchiere romano, tale Battaglia, legato a tale Omar, non il Mussa. Sempre secondo l'appunto, l'agente "copert" Affatigato, vende materiale fissabile alla Libia, rappresentato dal Mussa. Latore del pagamento della fornitura era il Battaglia, a cui si era rivolto l'Omar, quello detto diverso dal Mussa, anch'egli un agente dei Servizi libici in Italia. Il materiale fu caricato nella stiva dell'aereo, che doveva viaggiare sulla tratta Bologna-Palermo. A Palermo poi amici italiani dell'Omar, quello nominato per secondo, dovevano caricarlo nel porto di Trapani, su uno dei tanti battelli che venivano usati, il cui nome non era indicato, per esser consegnato in Libia. All'altezza di Roma, l'aereo venne affiancato da tre MiG libici partiti da una base jugoslava, che stavano, rispetto all'aereo, ad ore 10 e ad ore 14, ma più in alto, non visibili, dall'aereo. Il terzo aereo seguiva. Si trattava quindi di una formazione a triangolo posta ad altezza superiore, per cui il terzo aereo aveva la stessa scia e quindi sul radar sarebbe stato visto in un unico punto, con differenza sugli altimetri. All'altezza di Bagnoli, la formazione sarebbe stata intercettata da aerei NATO e ne sarebbe scaturita una battaglia, in cui furono abbattuti il DC9, che comunque doveva essere abbattuto perchè il materiale fissabile non doveva comunque arrivare in Libia, e due dei tre MiG. Il terzo sarebbe riuscito a fuggire. Nello stesso appunto era scritto, all'ultimo "Ordine di non fare arrivare in Libia il materiale fissabile". L'ordine parte dal NSA, poi passato alla CIA che lo ha passato alla base di Bagnoli, che ha dato le disposizioni operative necessarie". Infine le sue considerazioni: "Come mie considerazioni, posso dire che il 13 agosto 94 alla stazione centrale di Milano chiesi lumi a Di Maggio sull'ammanco di materiale fissabile a Bologna. Il Di Maggio mi confermò dell'ammanco, ma aggiunse che non si sapeva dove fosse andato a finire ed essendo cosa di molti anni prima, non vi era interesse. Mi risulta che il generale Tito ospitava in territorio serbo-bosniaco, di religione mussulmana, basi con MiG libici. In considerazione di ciò, tutto quanto riportato nell'appunto e sopra detto, mi è sembrato e mi sembra ancora credibile. Aggiungo che sia il Ferraro che il Di Maggio hanno sempre avuto un comportamento corretto nei miei confronti e mi hanno dato sempre informazioni esatte.
A contestazione, ribadisce, "...per averlo letto sull'appunto e per ricordarlo perfettamente, senza tema di errore, che nella cronologia, in sintesi, era riportata prima la strage alla Stazione di Bologna, poi la chiusura della Centrale Nucleare vicino a Bologna, chiusa per timore di un altro attentato, poi il furto del materiale fissabile e da ultimo l'abbattimento dell'aereo di Ustica. Voglio precisare che all'epoca Gheddafi era arrivato all'ultimo stadio della costruzione della bomba atomica. Gli occorreva proprio il materiale dello stesso tipo di quello trafugato che sarebbe poi stato trattato chimicamente in Libia, con la tecnologia a loro disposizione, per diventare utilizzabile per la bomba atomica. Vi era una direttiva, e siamo in piena guerra fredda, di impedire la fornitura di materiale nucleare utile. Mi si può obiettare che tale materiale poteva essere fornito dalla Russia. Una risposta potrebbe essere data dal fatto che la Libia voleva distaccarsi dalla dipendenza della Russia, e quindi diventare paese trainante delle altre nazioni africane. Voglio precisare che le ultime indicazioni cronologiche mi sono state fatte dal Di Maggio il 13 agosto 94, alla stazione centrale di Milano, quando chiesi generiche notizie sulla Libia". (v. esame Elmo Francesco, GI 20.03.97).
Disposta l'esibizione da parte del S.I.S.MI del fascicolo "Gloria", il decreto sortiva effetto negativo sia per l'inesistenza di un fascicolo specificamente così denominato, sia perchè quelli in cui comunque esso appariva era, come prenome, associato al cognome, e non avevano alcuna attinenza con i fatti.
Sul Ferraro emergeva che nel 94 era stato trasferito al controspionaggio; che il 13 agosto di quell'anno non era in missione; che dai primi sino alla seconda metà di quel mese era stato in ferie presso la propria abitazione in Roma.
Sempre da attività di PG emergeva che il CESIS, interpellato dalla Procura di Torre Annunziata, aveva escluso che Di Maggio Giuseppe avesse amai prestato la sua opera a qualsiasi titolo presso il Servizio militare.
Tali risultanze e, principalmente, la cronologia invertita della strage di Ustica e Bologna e le risultanze sui furti a Bologna e luoghi vicini, oltre a una serie di incongruenze che non merita conto elencare, fanno giustizia di tali dichiarazioni.