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  PEDOFILIA


Dopo lo scandalo della messa in onda sui TG Rai, riesplode il dibattito sulla pedofilia. E' giusta la "caccia all'uomo nero"? Oppure bisogna mettere da parte le reazioni emotive ed evitare di creare un clima d'intolleranza? Dì la verità: tu cosa faresti a un pedofilo?

La questione pedofilia ha infiammato il dibattito di questi ultimi giorni. Con drammatici scoop, ponderati interventi, argute riflessioni. Ma anche con punte di (involontaria e tragica?) comicità: ad esempio, la proposta di bombardare di virus i siti pedofili, partorita dalla fervida mente della parlamentare di Alleanza nazionale Alessandra Mussolini. Potevamo lasciar passare sotto silenzio questa "chicca"? Assolutamente no. Abbiamo così messo online e affidato alle agenzie di stampa un nostro comunicato, che è stato ripreso (tra gli altri) dal sito di Repubblica. A quel punto, con la correttezza giornalistica che ci caratterizza, abbiamo chiamato direttamente la Mussolini e l'abbiamo intervistata: ecco il risultato di questo botta e risposta:

IL NOSTRO COMUNICATO

La proposta di Alessandra Mussolini è una incredibile fesseria. E non stiamo parlando del proposito, che è condivisibile se non si trattasse di rispondere a reato con un reato..., ma proprio dell'effettiva applicazione: affermare che sia possibile bombardare di virus un sito è una bufala di proporzioni colossali. Un sito non può essere infettato o oscurato: i virus infettano i computer degli utenti, ma transitano tranquillamente sui siti senza creare danni. Le pagine internet sono solo un veicolo: è l'utente che, scaricando il virus dal sito, lo attiva cliccandoci sopra.
L'affermazione dei due parlamentari dimostra un'ignoranza abissale nei confronti di internet, e fa specie che temi così delicati possano essere trattati da rappresentanti che dimostrano tanta approssimazione e cialtroneria. Frasi ad effetto di questo tipo non risolvono il problema e dimostrano la leggerezza con cui temi forti e anche scabrosi vengono trattati, con il solo intento di sollevare polvere, senza la reale intenzione di risolverli. Che un argomento così impegnativo sia declassato a manifesto da campagna elettorale è una cosa che fa pensare.
I pedofili nella maggior parte dei casi non scambiano foto utilizzando il web, perché sarebbero rintracciabili. Altri mezzi sempre basati sulla rete (come ad esempio IRC, la chat di internet, attraverso la quale è anche possibile scambiarsi immagini senza dover essere collegati) consentono maggiore protezione e maggior sicurezza per chi smercia foto illegali.
In compenso, girano in rete foto di Alessandra Mussolini nuda. A dimostrazione che sono tante le cose da cui salvare Internet.

L'INTERVISTA CON ALESSANDRA MUSSOLINI:
Onorevole Mussolini, volevamo sapere qualcosa di più sul contenuto della proposta di legge che lei e altri 140 parlamentari del Polo, intendete proporre martedì prossimo in Parlamento?
La nostra intenzione è di rendere possibile per la prima volta alla polizia telematica di poter utilizzare tecniche invasive contro i programmi pedo-pornografici diffusi sulla rete. Ci tengo a chiarire che l'utilizzo di questi mezzi non è diretto a distruggere i siti e nemmeno è diretta contro la pornografia in generale. Noi miriamo diretti ai pedofili. Ovviamente, la scelta di intraprendere azioni di questo tipo resta a completa discrezione della magistratura, che rimane del tutto indipendente nelle sue valutazioni.
Alcuni esperti di diritto si sono mostrati perplessi su questa iniziativa, in quanto profilerebbe un'ingerenza nella sovranità giuridica di altri stati. I server che ospitano siti che contengono materiale pedofilo si trovano, ad esempio, spesso in Russia; come fare in questi casi?
Non ho alcuna difficoltà, nel caso in cui dobbiamo difendere l'integrità dei nostri figli, ad ammettere la necessità di queste azioni, che consentono di distruggere il male della pedofilia, anche in assenza di una legislazione concorde vigente nel Paese straniero che ospita il server. Inoltre bisogna ricordare che esistono delle realtà come la Convenzione dei diritti dei fanciulli che non possono essere calpestate.
Alcuni sostengono che l'utilizzo di questi metodi sia, nei fatti, inefficace...
Senta, la situazione è gravissima. Nelle nostre scuole la presenza dei computer è ormai altissima. Noi non possiamo permetterci di vedere i bambini minacciati dagli attacchi delle organizzazioni pedofile. L'insidia è terribile. Se pensa che, a volte, cliccando su parole innocenti si viene indirizzati a siti aberranti... Bisogna lanciare un segnale, magari non del tutto sufficiente a sgominare queste organizazioni criminali. Ma bisogna cambiare rotta, e rendere la vita difficile a questa gente!
Qualcuno ha visto nell'atteggiamento che si nasconde nella vostra proposta di legge, una maniera sbagliata di affrontare la realtà di internet. A noi di Clarence, ad esempio, è sembrata proprio una fesseria, alemno dal punto di vista tecnico e formale. Come risponde?
Non è un attacco a internet. Ci mancherebbe. Io stessa utilizzo la rete tutti i giorni. Noi vogliamo soltanto distruggere i programmi pedo-pornogradici. Comunque ad arrabbiarsi sono stati soprattutto alcuni proprietari di portali. Evidentemente non sono tranquilli, perché hanno la coscienza poco pulita... Probabilmente perché non controllano ciò che ospitano i server. Anche per delle gravi incapacità.
La verità non è, invece, che lei vuole agitare, un po' demagogicamente, il manganello virtuale?
Tolga pure il virtuale. Non ho paura per niente di dirlo. Il manganello lo userei, e senza tanti scrupoli, per darlo in testa a questa gente...


Se invece volete leggere cose un po' più ponderate e serie su questa drammatica questione, andate a vedere lo speciale, che trovate qui di seguito, realizzato dal nostro Alberto Burba.

  CARNEFICI O PEDOFILI?

il logo del sito smartparent.com Pedofilia, un termine che in questi giorni è sulla bocca di tutti. Dopo i risultati dell'inchiesta condotta dalla procura di Torre Annunziata che ha ricostruito, in dettaglio, il giro d'affari di un'organizzazione italo-russa che vendeva in tutto il mondo, via Internet, immagini e video di bambini stuprati, in Italia è scoppiato un bubbone. I tg della Rai hanno mandato in onda alcune immagini che sono quasi costate la testa ai suoi direttori. Autorevoli giornalisti hanno scritto parole di fuoco sul tema. Umberto Galimberti, su Repubblica, si chiedeva: "Ma che cosa sono diventati oggi i bambini? Sono ancora da considerare gli adulti di domani, o solo gli strumenti degli adulti di oggi? Sono ancora i destinatari della trasmissione culturale attraverso cui una comunità prosegue la sua storia, o sono invece rientrati nella sfera degli oggetti e sottoposti a quella che oggi sembra essere l'unica vera legge vigente a livello mondiale, ossia la legge del mercato?".
Il tema sollevato da questo ennesimo scandalo è assolutamente scottante. Anche se con molta probabilità non si tratta esclusivamente di un problema dei nostri tempi. Forse è solo più manifesto, adesso, nell'era "dell'Internet" e della comunicazione in tempo reale.
Ed è proprio "sull'Internet" che, spulciando a destra e a manca si scovano siti e pubblicazioni impensabili, ma che altro non sono che fedeli specchi della società contemporanea, del pensiero e dei desideri delle persone che incontriamo per strada, sul treno, al bar.
Un redattore di Clarence, sensibile a questo tema, navigando ha scoperto uno degli infiniti siti che si "occupano" di pedofilia. Alle pagine della Danish Pedophile Association (l'associazione danese per la pedofilia, anche in italiano) si trova del materiale spiazzante. L'associazione, in qualche modo, vuole aprire un dialogo con la società civile, con le istituzioni. Ma lo fa in un modo molto ambiguo. Da una parte pagine e pagine di accuse contro la maniera in cui la campagna stampa ha trattato il problema, accusando i media italiani di "repressione e isteria che non solo non giovano ai bambini, ma provocano facilmente l'effetto contrario". A questo proposito, dopo una triste vignetta di un bimbo che salutava il telefono Arcobaleno con il dito medio alzato, adesso pubblicano una candida letterina in cui un altro bimbo racconta che "l'amore tra un bambino e un adulto è una cosa meravigliosa, soprattutto quando c'è l'amore". Dall'altra, il sito danese si difende ulteriormente sfoderando l'arma del sondaggio, delle statistiche che supportano la teoria che vuole che il 10% dei bambini di soli quattro anni raggiungano l'orgasmo (brrr...)
Probabilmente è vero che, in seguito all'indagine della procura di Torre Annunziata, in Italia è scoppiata la caccia al pedofilo, con il poco fruttuoso risultato di creare un'inutile ricerca a tutti i costi di un capro espiatorio, di creare un clima fobico. Come il caso della madre di due bambini che quest'estate, sulle spiagge del sud Italia fotografava i suoi figli nudi e per poco non ha rischiato il linciaggio per presunta pedofilia. Quante immagini di noi piccini nudi abbiamo nel cassetto? Attenzione a non confondere la perversione con la libertà.
Ma quando, alle pagine dell'associazione danese, leggiamo che l'abuso sessuale infantile, ossia "l'impossibilità da parte del bambino di mettere fine all'attività sessuale" non ha nulla a che vedere con la pedofilia, intesa come esperienza sessuale in cui "il bambino può tirarsi indietro quando vuole mentre l'adulto rispetta il desiderio del bambino senza rimproverarlo/la" qualche serio dubbio sorge. Innanzitutto sull'integrità morale e psicologica dell'adulto. E poi sulla falsità di un'affermazione simile. E' palese il potere psicologico e persuasivo che un adulto può esercitare su un bambino con le innumerevoli armi dell'acquisto della sua volontà (non ci dicevano di non accettare le caramelle dagli sconosciuti?). E poi, che autoconsapevolezza possono avere bambini di cinque o dieci anni divenuti merce che provengono da situazioni disastrate come la periferia delle grandi metropoli occidentali o le baraccopoli del Terzo Mondo? Bambini di famiglie alla fame, bambini ridotti in schiavitù che, in alcuni casi come in Thailandia, India, Russia, vengono venduti dalle stesse famiglie per racimolare qualche soldo. Che risposte possono dare, questi bimbi, di fronte ad adulti che magari in precedenza hanno usato innumerevoli violenze nei loro confronti? E ancora, quante violenze ad esempio sulle donne (adulte e vaccinate) si sono consumate senza che la vittima avesse la minima capacità di ribattere perché psicologicamente più debole?
Insomma, il tema è più che scottante, ma è fondamentale che il dibattito e il confronto tra istituzioni, società civile, associazioni si instauri in maniera limpida, senza preclusioni e senza creare climi di chiusura e di arroccamento sulle proprie posizioni, ma cercando di andare più in profondità.

  MA COSA E' LA PEDOFILIA?

Una definizione
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza sulla terminologia.
Secondo l'Enciclopedia Larousse la pedofilia è una "perversione sessuale consistente nell'attrazione per soggetti impuberi. (La pedofilia, più frequente nel sesso maschile, è spesso associata a manifestazioni sadiche come aggressività, stupro, sodomia e si osserva in individui affettivamente immaturi e in psicopatici che cercano lo scandalo)".
Sul piano legale, i casi di pedofilia vengono così trattati: "Il legislatore italiano ha voluto regolare con più approfondimento e specificità i reati legati alla pedofilia: violenza sessuale sui minori, sfruttamento della prostituzione minorile, pornografia, turismo sessuale in danno di minori, dichiarandoli inoltre "nuove forme di riduzione in schiavitù" (leggi 15 febbraio 1996 n. 66 e 3 agosto 1998 n. 269). In dettaglio, per la tratta dei minori è previsto il carcere da 6 a 20 anni; per lo sfruttatore e per chi organizza e propaganda viaggi finalizzati alla prostituzione minorile sono previste pene dai 6 ai 12 anni di carcere e da 30 a 300 milioni di multa; per chi compie atti sessuali dietro pagamento con un minore di età compresa tra 14 e 16 anni sono previsti dai 6 mesi ai 3 anni di carcere o una multa non inferiore a 10 milioni; per chi sfrutta i minori per la produzione di materiale pornografico o divulga informazioni finalizzate al loro adescamento e sfruttamento sono previsti dai 6 ai 12 anni di carcere e una multa dai 50 ai 500 milioni; anche chi si procura o dispone di tale materiale pornografico rischia il carcere fino a 3 anni o una multa non inferiore a 3 milioni. Alla polizia è data esplicitamente la facoltà di aprire sulla rete internet siti-trappola e di procedere a intercettazioni telefoniche".

  di Alberto Burba, con il contributo della redazione
gli stessi argomenti su:  Yahoo! Italia
   data: 29 settembre e 4/6 ottobre 2000 protezione contenuti: assente Aiuto  

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