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Sei qui:   Homepage > Società > Speciali > Elezioni USA > Giorno per giorno: 14 novembre 2000
  LA PAROLA AI GIUDICI

Bush e Gore durante un dibattito televisivo E' iniziata come una tragedia shakespeariana, tipo Capuleti e Montecchi. Ha però poi virato rapidamente verso la farsa, stile Totò e Peppino (e il malo-voto). Quello che doveva essere il nobile duello per il successore di Clinton assomiglia sempre più a un'insanabile lite di ballatoio, che deve finire in un'aula di tribunale per trovare una soluzione. Le comari Bush e Gore, e i relativi staff, non hanno infatti trovato niente di meglio che ricorrere ad astuzie da legulei per risolvere la questione: chi ha vinto in Florida e dunque chi sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti? Intanto, oggi pomeriggio il magistrato della contea di Leon, Terry Lewis, ha deciso chi aveva ragione fra il segretario di stato della Florida Katherine Harris, repubblicana, e il giudice federale di Miami Donald Middlebrooks, un democratico nominato da Clinton: Lewis ha in pratica confermato la scadenza delle 17.00 locali (le 23.00 italiane) di oggi, come termine per la comunicazione dei risultati delle presidenziali in Florida. La questione, come in tutte le farse che si rispettino, era complessa: la Harris aveva per l'appunto detto di voler convalidare tutti i risultati della Florida entro oggi, indipendentemente dalla conta manuale, che avrebbe invece bisogno di più tempo per essere completata. Un ultimatum che era stato respinto proprio dalla decisione del giudice Middlebrooks, che aveva stabilito che quella conta poteva e doveva andare avanti. In ballo c'è la possibilità che lo scrutinio a mano ribalti quello meccanografico, assegnando a Gore i 25 Grandi Elettori della Florida, decisivi per raggiungere il numero di 270 e conquistare così la Casa bianca. Ma la nuova decisione del magistrato della contea di Leon non segna la fine della tenzone: Lewis ha anche sancito che le contee potranno successivamente fornire dati corretti o supplementari, dati che il segretario Harris "potrà ignorare, ma non in modo arbitrario", bensì dopo avere considerato "tutti i fatti e le circostanze appropriati". Vale poi la pena ricordare che per sapere davvero chi ha vinto queste elezioni bisognerà comunque aspettare il risultato dei voti espressi via posta: per legge devono essere accettate tutte le schede che arrivano entro dieci giorni dalle votazioni, in questo caso il 17 novembre.

  di Maurizio Pluda e Stefano Re
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