E' partita dalla regione Lazio, guidata da Epurator Storace, ed è stata subito ripresa dalla Lombardia di Formigoni: le giunte poliste varano commissioni di censura per i libri di storia scolastici. Motivazione? Troppo filo-marxisti. Ecché, siamo già alle prove tecniche di regime? Ma tu cosa ne pensi? E soprattutto tira fuori il piccolo Epurator che è in te: segnala in questo forum i libri, gli articoli e i giornalisti da mettere all'indice.
14 NOVEMBRE
La Lombardia ci ha ripensato!
Dopo la polemica che ha acceso dibattiti in tutto il paese, Forza Italia e Lega nord ci ripensano e ritirano la loro firma dalla mozione di Alleanza nazionale. Questa mossa dei due partiti del Polo delle libertà indurrà le forze dell'estrema destra a ripensare il tutto in termini più morbidi? Forse. Intanto Silvia Ferretto, consigliere lombarda di An e accesa sostenitice della mozione presentata dal presidente della regione Lazio Francesco Storace, ha detto: "A nessuno è mai passato per la mente di censurare la pubblicazione di qualsiasi tipo di libro, noi chiediamo semplicemente che sui banchi di scuola non finiscano testi preposti esclusivamente all'indottrinamento".
13 NOVEMBRE
Fabrizio Rampelli è il capogruppo di An al consiglio della regione Lazio: un uomo dal tempismo eccezionale. Il 9 novembre scorso, alla vigilia della notte dei cristalli, ha proposto a un'aula semideserta un provvedimento firmato da più consiglieri della sua area politica e appoggiato da Francesco Storace in persona (già conosciuto come Epurator durante la sua presidenza della vigilanza Rai). L'idea sembra forgiata dai 451 gradi Fahrenheit di Ray Bradbury: una commissione che dovrebbe leggere i libri scolastici di storia. Il passo successivo sarebbe quello di bandire, censire, proscrivere quelli inadatti perché "troppo filo-marxisti". Intanto ci si chiede che fine debbano fare questi libri mal riusciti, tra i quali figurano gli Elementi di storia XX secolo (Camera-Fabietti) e perfino un dizionario giuridico italiano-inglese. Inevitabilmente viene in mente Montag con il lanciafiamme spianato a nutrire un rogo di pagine svolazzanti.
Ma non è un film, e nel vero pomeriggio del 10 novembre 2000, Rifondazione comunista ha fatto naufragare il tentativo di introdurre nel Consiglio provinciale di Roma un ordine del giorno a sostegno del provvedimento già passato alla Regione. Lo stesso giorno, i consiglieri regionali lombardi di An, capeggiati dalla presidente della Commissione alla cultura Silvia Ferretto Clemente, hanno presentato al consiglio regionale una mozione, con le firme di Lega nord e Forza Italia, ricalcata su quella del Lazio. Il provvedimento lombardo propone anche una serie di incentivi per la scrittura di nuovi libri, da distribuirsi gratuitamente alle famiglie. Forse al posto del "santino elettorale" gli elettori di Lecco si vedranno recapitare un volume, emendato o scritto ex novo in base alle preferenze di Storace e Fini.
Quest'ultimo, anziché prenderne le distanze, ha appoggiato l'iniziativa della regione Lazio, dichiarando che la commissione dovrà verificare "se i libri di testo sono scritti in modo onesto". Domani (martedì 14 novembre) la discussione si sposterà alla Camera, davanti alla quale Giuliano Amato riferirà nel merito della questione: censura sì, censura no.
Tra le reazioni a sinistra, molte e concordi, spicca quella del ministro della Pubblica istruzione Tullio de Mauro, che consiglia a Fini di "ripassare la Costituzione". Una raccomandazione piuttosto seria, se indirizzata a un parlamentare della Repubblica. L'articolo 33 della Costituzione, infatti, recita: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento".
La Costituzione resta la prima legge dello Stato. Inoltre, tra il 9 e il 10 novembre si celebra un anniversario che continua a pesare nello specifico sulle coscienze della destra italiana e nella memoria dei popoli in un senso più ampio. Bisogna tener conto di entrambi i fatti, che contrastano con l'idea della commissione storica bacchettatrice.
La prima possibilità è che i consiglieri di An conoscano la Costituzione e la storia, e abbiano scelto appositamente la data del 9 novembre infischiandosene di entrambe. Ma questo è inconcepibile. Passiamo alla seconda, pensando che si tratti di un'ondata di revisionismo sintattico, che procede cassando le voci sui libri di storia e sui dizionari. Ma anche questo suona truce, per una destra che si dice europea e che avrebbe lasciato gli estremismi al deposito bagagli di una certa stazione del nord Italia (mi pare a Verona circa due anni e mezzo fa).
La terza possibilità è forse la più preoccupante: si parla di quelli che a detta di molti stanno per governarci, ma non conoscono la nostra Costituzione né la nostra storia. Però pretendono di riscriverli, i libri di storia. E lecito domandarsi cosa diamine possano pensare di metterci dentro.
L'EDITORIALE
Paginatre' di Lia Celi
Cani e porci, il governatore del Lazio colpisce ancora: testi marxisti anche all'asilo, Storace mette al bando la Pimpa!
Ovvero, l'esilarante trovata di Epurator e dei suoi epigoni polisti nell'anteprima dell'editoriale della nostra Lia Celi, il mouse più feroce del web.
Di sinistra... "Sarà l'obiettivo di lotta di quest'anno". Così la milanese Arianna, studentessa del liceo classico Manzoni, attivista della Rasc (la rete autogestita studenti e collettivi di Milano e provincia), commenta la polemica nazionale sui libri di testo adottati nelle nostre scuole. Testi accusati dai leader politici della destra italiana di essere eccessivamente filo-marxisti.
...e di destra "La nostra battaglia l'abbiamo già vinta, abbiamo sollevato il caso a livello nazionale". E' soddisfatto Francesco Lollobrigida, 28 anni, responsabile nazionale di Azione studentesca, che fa capo ad Alleanza nazionale. Sente che l'obiettivo, da oggi, è più vicino. E lo dice chiaramente in questa intervista, messa online da Repubblica.it