Sul sito www.elettrosmog.rm.it abbiamo scoperto che c'è chi fornisce alcuni consigli per il "fai da te" per la misurazione delle onde elettromagnetiche.
Sì, avete letto bene, è possibile verificare da sè (in maniera approssimativa) se vicino a casa, se sul posto di lavoro, se a scuola viviamo a stretto contatto di campi elettromagnetici.
Ecco i consigli degli esperti.
Esistono alcuni sistemi empirici per una prima valutazione della presenza di campi elettromagnetici.
METODI EMPIRICI
Per valutare la presenza di campi elettrici a bassa frequenza (elettrodotti, cabine di trasformazione):
- Avvicinati alla zona da analizzare tenendo in mano una lampada al neon a tubo, impugnandola al centro. In presenza di forti campi elettrici emetterà una luminescenza proporzionale all' intensità del campo. Ovviamente la prova va eseguita al buio.
-Una radiolina sintonizzata in AM capta facilmente il ronzio di alternata che indica la presenza di un campo elettrico.
Per valutare la presenza di campi magnetici a bassa frequenza (elettrodotti, cabine di trasformazione):
-Avvicina una bussola che indicherà una deviazione piu' o meno accentuata in presenza di un campo magnetico. Considera che i metalli influenzano comunque la misurazione ma solo a meno di 20 cm. di distanza. Se si rileva una deviazione a distanze superiori probabilmente si tratta di un campo magnetico. Attenzione: in caso di forte campo magnetico la bussola può rimanere danneggiata.
Per valutare la presenza di campi elettromagnetici ad alta frequenza a 900 Mhz. (ripetitori cellulari):
- Acquista un ronzatore da cintura o un portachiavi lampeggiante (avvisatore di chiamata per telefoni cellulari) in un negozio di telefonia. Questi apparecchi emettono una vibrazione o un lampeggio nelle vicinanze (max 1,5 m) di un cellulare in funzione (circa 10 volt/metro). Se in vicinanza di un ripetitore cellulare il segnalatore entra in funzione sapremo di avere una radiazione di circa 10 V/m