STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Hamid Karzai, 46 anni, designato come primo ministro ad interim dell'Afghanistan, ha tutte le carte in regola per ricoprire questo delicato incarico. Esponente di primo piano dell'etnia pashtun, è vicino all'ex re Zahir Shah, ha buoni rapporti con l'Alleanza del nord ed è sostenuto dagli americani. Nel complicato puzzle afgano sembra essere la persona adatta per controbilanciare la forte presenza dell'Alleanza in seno al governo e garantire l'equilibrio fra le etnie. Karzai non ha partecipato di persona alla conferenza di Bonn (è infatti alla testa dei suoi uomini, impegnati nell'assedio di Kandahar, l'ultima roccaforte dei talebani), ma è intervenuto in apertura con un collegamento satellitare dal forte impatto emotivo: "Siamo una sola nazione", ha detto, "una sola cultura. Siamo uniti, non divisi".
Nato a Karz, un villaggio presso Kandahar, Karzai è un capo dei popalzai, lo stesso clan dell'ex re. Suo padre Abdul Ahad Karzai era stato fra i membri del parlamento di Zahir Shah. L'intera famiglia si trasferì a Quetta, in Pakistan, dopo l'invasione sovietica. Ahmid studiò in India e poi negli Stati uniti, dove aprì una catena di ristoranti che servirono a finanziare la lotta contro l'Urss. Karzai, che parla un ottimo inglese, diventò nel 1992 vice ministro degli Esteri nel governo formato dai mujaheddin che avevano lottato contro i sovietici. Nel 1994 abbandonò l'incarico, disgustato dalle sanguinose lotte fra le fazioni dei signori della guerra che trascinarono il paese nell'anarchia. Come molti altri afgani salutò l'avvento dei talebani nel 1996, nella speranza che portassero la pace. Fu nominato ambasciatore all'Onu, ma il mullah Omar lo destituì quando scoprì che non portava la barba. E Karzai diventò sempre più ostile al regime degli studenti coranici, a causa del loro legame con gli arabi di Al Qaeda. "Questi arabi sono in Afghanistan per imparare a sparare. Imparano a sparare su bersagli vivi e questi bersagli sono il popolo afgano, le nostre donne e i nostri bambini", ha commentato recentemente. Nel 1999 il padre venne ucciso a Quetta, in un assassinio attribuito agli studenti coranici. Hamid Karzai, che era già molto interessato alla proposta dell'ex re di convocare una Loya Jirga per risolvere il problema afgano, ereditò la guida della propria tribù. Dopo l'11 settembre, la sua casa di Quetta diventò luogo di incontro di numerosi comandanti e leader pashtun. In ottobre ritornò nella sua provincia natale per sollevare le tribù locali contro i talebani, in una missione parallela a quella di Abdul Haq, anche lui vicino all'ex re Zahir, tragicamente ucciso dagli studenti coranici. La speranza del mondo intero è che la sua "missione" non faccia la stessa fine...