STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Dai Balcani al cuore degli Stati Uniti il dolore non cambia. Una sequenza fotografica delle immagini di guerra a Belgrado nel 1999 e degli attentati a New York nel 2001.
Le immagini delle torri gemelle in fiamme sono ancora impresse nella memoria di tutti. Abbiamo visto l'orrore della morte in diretta, i volti disperati di chi ha perso amici, parenti, colleghi in uno scellerato attentato terroristico che certamente non risolverà né i mali del turbocapitalismo né la condizione dei diseredati del globo. Che, anzi, con la guerra che gli Usa si stanno apprestando a organizzare, acuirà le tensioni tra l'Occidente e il resto del mondo (già nel nord civilizzato del nostro paese si leggono frasi tipo "Islam Raus"). Un attentato che ha inferto un colpo virulento al movimento no-global che in tutto il mondo sta cercando, in maniera pacifica e ragionata, di accusare le politiche commerciali altamente inique per il lavoro e la dignità dell'uomo ai quattro angoli del mondo.
Ma quei volti americani (e non solo, visto al World Trade Center e al Pentagono sono morte persone di più di venti nazionalità) non sono l'unico volto della disperazione. Due anni fa, nella primavera del 1999, scoppiava il conflitto del Kossovo. La Nato (Italia inclusa), in nome della difesa dei profughi di etnia albanese, scatenava la sua furia "bombarola" su tutta la Serbia, accusata di non rispettare i diritti della minoranza albanese.
Le immagini di quel conflitto (perché quella è stata una guerra, umanitaria quanto si vuole, ma guerra era, a due passi da casa nostra) sono tornate tremendamente d'attualità dopo l'11 settembre. Perché sono incredibilmente simili, perché ritraggono gli stessi volti e la stessa distruzione scellerata che non ha portato alcun risultato. Nell'area balcanica spadroneggiano ancora contrabbandieri, mega spacciatori delle droghe di mezzo mondo, trafficanti d'armi e di uomini alla disperata ricerca della fortuna. Gli sporchi affari tra le mafie locali e i poteri forti d'Occidente non hanno mai smesso di andare avanti. Anzi, in economia di guerra le mazzette di danaro si fanno più consistenti.
Ecco una sequenza di fotografie scattate a Belgrado nel 1999 e messe a confronto con quelle degli Usa. Sono solo da vedere, senza nessun commento. Perché il volto della guerra e della disperazione è uguale ovunque. Sia esso nella capitale del mondo, New York, o nella "provincia" sperduta dei profondi Balcani.