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| Sei qui: Homepage > Società > Speciali > La Nuova Guerra > La prima vittima italiana > Un tragico bilancio |
Con la morte di Maria Grazia Cutuli, sale a nove il numero dei giornalisti e teleoperatori italiani caduti negli ultimi anni mentre svolgevano il loro lavoro in zone di guerra o di guerriglia. Ecco in dettaglio il tragico bilancio.19 MAGGIO 1987, MOZAMBICO: muore Almerigo Grilz (34 anni), ucciso da un proiettile alla testa mentre sta filmando un attacco dei guerriglieri della Renamo contro postazioni governative nei pressi della città di Caia, nella provincia di Sofala. Grilz, triestino, lavorava per l'agenzia Albatros, specializzata in reportage di guerra. 28 GENNAIO 1994, BOSNIA: a Mostar, perdono la vita tre inviati della Rai di Trieste, il giornalista Marco Luchetta (41 anni), e gli operatori Alessandro Ota (37 anni) e Dario D'Angelo (41 anni). I tre dovevano realizzare un servizio sui bambini ricoverati nel locale ospedale, quando una granata, proveniente dalle linee croato-bosniache, li colpisce mentre tentano di riprendere un bambino che giocava in strada nonostante il bombardamento. 20 MARZO 1994, SOMALIA: a Mogadiscio vengono uccisi la giornalista della Rai Ilaria Alpi (32 anni) del Tg3 e l'operatore triestino Miran Hrovatin (45 anni). Un gruppo di somali a bordo di una Land Rover costringe l'auto su cui viaggiano i due a fermarsi e fanno fuoco contro i giornalisti. Un proiettile colpisce alla tempia Ilaria Alpi, una raffica raggiunge Hrovatin. I due giornalisti, secondo una recente sentenza, erano venuti a conoscenza di fatti connessi con traffici illeciti. 9 FEBBRAIO 1995, SOMALIA: sempre a Mogadiscio, il convoglio sul quale viaggiano la giornalista Carmen Lasorella e l'operatore del Tg2 Marcello Palmisano (55 anni) resta coinvolto nella sparatoria fra la scorta e un gruppo armato. Secondo una ricostruzione, nella sparatoria Palmisano resta colpito, l'auto con a bordo i giornalisti prende fuoco. Lasorella, anche se leggermente ferita, riesce ad abbandonarla, mentre il corpo di Palmisano viene trovato semi-carbonizzato. 16 OTTOBRE 2000, GEORGIA: vicino a Tbilisi, viene trovato morto con il torace sfondato il giornalista Antonio Russo (40 anni), inviato di Radio radicale. Russo, che fu l'ultimo giornalista occidentale a documentare la pulizia etnica a Pristina (Kosovo), si trovava nell'area del Caucaso da luglio per seguire la guerra in Cecenia e stava per tornare in Italia con una serie di documenti video sulle violazioni dei diritti umani in quella regione.
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