STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
(fonte AdnKronos)
Associazione a delinquere finalizzata al traffico di armi, esplosivi, aggressivi chimici e all'immigrazione clandestina e alla ricettazione di documenti falsi. Queste le accuse ai sei presunti terroristi islamici colpiti da un mandato di cattura ordinato dal giudice per le indagini preliminari della Procura di Milano, Luca Pistorelli, su richiesta del pubblico ministero Stefano Dambruoso. Si tratta di cinque persone, tre di nazionalità tunisina, poi un libico e un egiziano. Una sesta persona è stata invece fermata, ma non ancora arrestata. Dei cinque ordini di custodia cautelare ne sono stati eseguiti quattro (un uomo risulta irrepereibile). Due persone sono state arrestate a Milano, altre due in Europa (una in Francia e l'altra in Germania).
Tutte le inchieste si basano su intercettazioni ambientali e telefoniche che svelano la presenza a Milano di una cellula terroristica in contatto anche con la rete di Osama bin Laden. Stretto anche il contatto con analoghe cellule in Germania e infatti il pm Dambruoso si trova all'estero, probabilmente proprio in Germania.
Nel fascicolo dell'inchiesta si legge inoltre che la struttura scoperta in Italia era in collegamento con il "Gruppo combattente tunisino", costituito in Gran Bretagna dai tunisini Seifallah Ben Hassine e Tarek Maaroufi (arrestato poi in Spagna, ma ricercato anche dalla Digos di Milano).
Dalle conversazioni non emergono comunque progetti di attentati in Italia, mentre si parla diffusamente di armi e di modalità per la costruzione di esplosivi e delle diverse possibilità di eludere i controlli di pubblica sicurezza.
La cellula italiana, secondo la Procura, aveva il compito, grazie alla copertura di cooperative apparentemente regolari, di garantire alloggio, rifugio e documenti falsi agli adepti ma anche di aiutare l'organizzazione nel reclutamento di nuovi militanti e nel traffico di armi. Si tratta comunque di un gruppo di livello medio e non era immediatamente operativo.
Nelle intercettazioni si parla diffusamente dell'Afghanistan e il cittadino libico afferma di esserci stato e di essere stato addestrato in un campo di bin Laden. Proprio il libico dovrebbe essere il personaggio più importante tra quelli colpiti dall'ordine di arresto.
Quanto ad una possibile "guerra chimica", nelle intercettazioni non si parla espressamente di armi o di attentati, ma in una conversazione vengono indicate alcune sostanze chimiche che avrebbero dovuto essere provate in Francia. Gli investigatori hanno anche trovato riferimenti a 50 milioni di dollari che sarebbero stati dati da Osama bin Laden ai guerriglieri ceceni che combattono contro i russi. Nell'inchiesta si fa anche riferimento a numerose videocassette in cui sarebbero spiegate le modalità di attuazione di attentati e anche a videocassette in cui vi sarebbero i filmati di sgozzamenti di soldati russi da parte dei talebani al tempo della guerra in Afghanistan.