STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Continua la ritirata dei talebani dopo la caduta di Kabul. L'Alleanza del nord ha catturato la città di Kandahar, centro spirituale dell'ex teocrazia del mullah Omar. Lo ha reso noto la televisione araba via cavo Al Jazeera, che cita un portavoce dell'Alleanza del nord. Anche l'ambasciatore afghano a Dushambè, che rappresenta l'Alleanza, ha annunciato la conquista della città (che però gli studenti coranici smentiscono), aggiungendo che è stata catturata con l'aiuto della popolazione locale. Il diplomatico ha poi confermato che il deposto presidente Burhannudin Rabbani si sta recando a Kabul, dove dovrebbe diventare il capo del nuovo governo e portare il paese a nuove elezioni entro due anni. O almeno così hanno promesso tutti i leader dell'Alleanza.
Ma, tornando alle notizie belliche, oggi è caduta anche Jalalabad, nell'est dell'Afghanistan, dove ha preso il comando il mujaheddin Mohamed Yunis Jalis. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa Afghan islamic press (Aip). La conquista della città è stata preceduta da intensi bombardamenti americani che, in particolare, hanno colpito le strutture militari che circondano Jalalabad. Sempre secondo l'agenzia afghana, le milizie del regime hanno ricevuto l'ordine di abbandonare due altre regioni, quelle di Logar e Uruzgan. A dare una spiegazione di questo ritiro attuato senza combattimenti è il vicesegretario talebano dell'informazione, Maulvi Najeebullah: "Il mullah Omar ci ha ordinato", ha detto al corrispondente afghano del quotidiano pachistano Pak News, "di abbandonare Kabul e le altre località per evitare la morte di civili innocenti". Ci sono però forti timori per la situazione nelle città riconquistate dal Fronte unito, dopo le notizie dei saccheggi e dei regolamenti di conti avvenuti nei giorni scorsi a Mazar-i-Sharif. Per questo il governo britannico si è detto pronto a fornire truppe per il pattugliamento e il mantenimento dell'ordine a Kabul e nella stessa Mazar-i-Sharif. Secondo il portavoce del ministero della Difesa si tratta di un contributo a una "forza di stabilizzazione" aggiuntiva rispetto ai 4.200 militari già impegnati nella guerra.
Dall'Iran, intanto, arrivano le congratulazioni ai mujaheddin per la vittoria militare riportata ieri a Kabul, ma si esortano al tempo stesso i comandanti anti-talebani a proclamare un'amnistia. A riferirlo è l'emittente di Teheran, Khabar: le autorità iraniane, scrive, auspicano che la vittoria serva a mettere fine agli scontri in Afghanistan e apra la strada alla formazione di un nuovo governo, espressione della volontà popolare. Questo implica, ha sottolineato il ministero degli Esteri di Teheran dopo l'annuncio della caduta di Kabul, "la partecipazione di tutti i gruppi etnici, sotto la supervisione delle Nazioni unite". Teheran chiede anche all'Alleanza del nord di cercare di ristabilire pace e ordine, e la esorta al rispetto dei diritti dei cittadini e di tutte le leggi internazionali, invitandola per l'appunto a proclamare un'amnistia generale.