STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
L'America reagisce. Tardivamente, rispetto al massacro che ha mietuto almeno 20.000 vittime, però reagisce. L'FBI dichiara che ha i nomi di almeno dodici dei kamikaze che hanno dirottato i quattro aerei che hanno devastato le Twin Towers e il Pentagono. Operazioni congiunte di Cia e Fbi hanno permesso di individuare, presso l'hotel Westin di Boston e su un treno fermato all'altezza di Providence, almeno venti plausibili coperture da terra dei killer aerei (che, secondo indiscrezioni confermate dal ministro dell'Interno italiano, avrebbero costituito un gruppo di più di cinquanta terroristi). Robert Mueller, direttore del Federal Bureau of Investigation, smentisce arresti tra le persone fermate a Boston e dichiara inesistenti operazioni di intercettazione in Florida. Le nazionalità degli uomini fermati a Boston e Providence conferma la pista islamica che porta a Bin Laden: si tratterebbe in gran parte di sauditi ed egiziani. E nella notte rimbalza sugli schermi della Cnn e dell'Abc, direttamente da un sito di informazione indiano, una notizia clamorosa: gli Usa avrebbero individuato e catturato Osama Bin Laden, lo sceicco del terrore. Smentite ufficiali a stretto giro: gli Usa si chiamano fuori, mentre dall'Afghanistan risulta che Bin Laden sarebbe agli arresti domiciliari. Sono fasi convulse, un processo d'investigazione globale che ha i suoi poli negli Stati Uniti e nella zona afghano-pakistana. In un susseguirsi di colpi di scena e di rivelazioni clamorose, l'Amministrazione Usa ha ammesso che George Bush era il target principale dell'azione eversiva: Casa Bianca, Camp David e persino l'Air Force One (l'aereo presidenziale a bordo del quale Bush è stato sballottato per i cieli d'America durante le drammatiche ore seguite all'attacco su New York e Washington) erano nel mirino dei terroristi. Il quarto aereo dirottato, schiantatosi nei dintorni di Pittsburgh a seguito di un'eroica opposizione da parte dell'equipaggio e dei passeggeri, doveva schiantarsi sulla White House, suggellando spettacolarmente l'azione eversiva più clamorosa della storia moderna. Bush ha dichiarato senza mezzi termini che l'aggressione agli Usa "è un atto di guerra" da parte "di nemici diversi da quelli del passato": una guerra che gli Stati Uniti intendono vincere a ogni costo. Sul fronte interno, il bilancio delle vittime appare tuttora incerto, ma sembra attestarsi sulla cifra più temuta: sarebbero ventimila i corpi sotto le macerie delle Torri Gemelle, mentre ottocento persone avrebbero perduto la vita al Pentagono. La squadra più esperta dei pompieri newyorchesi, guidata dal capo Frank Ganci, e ammontante a quattrocento unità, è perita nel crollo, mettendo in salvo migliaia di superstiti. Gli esperti prevedono che per almeno due mesi i lavori di recupero dei corpi continueranno a erodere l'immane massa di detriti che ha sfigurato Manhattan. Al momento, secondo i responsabili del soccorso nazionale, decine di dispersi resistono sepolte negli spazi sotterranei del World Trade Center: si sono messi in contatto con i soccorritori grazie ai cellulari.
Lo scenario investigativo e quello del recupero delle vittime (e di eventuali salvataggi in extremis) cambia di ora in ora. Sembra di assistere a un lungo, irreale thriller. Ma è la realtà: tragica e gronda sangue.