STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Mentre il mondo è sempre più con il fiato sospeso per i segnali di guerra imminente, in Italia tiene invece banco la vicenda Berlusconi. Dopo il coro di indignazione globale suscitato dalla sua gaffe sull'Islam "inferiore e da civilizzare", il nostro ineffabile premier ha infatti avviato la sua ben nota tattica diversiva. "Se devo essere condannato in contumacia e impiccato per una parola male interpretata ed estrapolata dal concetto, impiccatemi pure". Ma "tra la grande democrazia americana e la teocrazia violenta afghana, noi abbiamo scelto, fieri della nostra libertà". Questo il succo del suo intervento al Senato, dedicato per l'appunto alle polemiche suscitate dalle sue frasi sul rapporto tra occidente e islam. Berlusconi se l'è poi presa con "qualche politicante ipocrita e anche qualche stolto che ha guardato al dito che indicava la luna piuttosto che alla luna", dimenticando che si è trattato praticamente del mondo intero (da Blair e Chirac alla Lega araba, alla stessa amministrazione Usa). In tutto questo affannoso arrampicarsi sui vetri, ha infine trovato il guizzo giusto per dire l'unica cosa sensata: dirsi "dispiaciuto per aver urtato la sensibilità dei miei amici arabi e musulmani". Per sua fortuna, il mondo è però distratto da notizie molto più importanti. Sono infatti falliti i colloqui tra la delegazione pakistana e i rappresentanti del regime dei talebani. L'incontro, avvenuto nella città di Kandahar non ha portato alcun risultato tangibile. Gli studenti di teologia hanno ribadito il rifiuto a consegnare lo sceicco saudita e si sono opposti alla liberazione degli otto cittadini occidentali arrestati all'inizio del mese con l'accusa di diffondere il cristianesimo. Il fallimento del dialogo con il Pakistan, l'unico paese che continua ad intrattenere relazioni diplomatiche con l'Afghanistan, acuisce la condizione di isolamento di Kabul in vista di un'offensiva militare guidata dagli Stati uniti. Che sembra farsi sempre più vicina: la vera, funesta, notizia di oggi è che forze speciali angloamericane hanno già condotto operazioni in Afghanistan e nella regione dell'Asia Centrale. La conferma è venuta da un alto funzionario dell'amministrazione Bush, intervistato dal sito della Cnn. Il funzionario (rigorosamente anonimo) ha però precisato che queste operazioni sono parte della routine preliminare allo spiegamento di unità militari più numerose. Una dichiarazione che conferma, dunque, le notizie già riportate oggi dalla stampa pakistana e dal quotidiano Usa Today. Notizie che comunque devono essere prese con beneficio d'inventario: la strategia di (dis)informazione del Pentagono è infatti già al lavoro...